Arabia Saudita. Forte fenomeno immigratorio di cattolici
Sono gia' piu' di un milione i filippini cattolici che vivono in Arabia Saudita, altri 300mila cattolici si sono trasferiti per lavorare in Kuwait. Sono queste alcune cifre del controesodo cattolico che si sta rovesciando nei Paesi del Medio Oriente. Un fenomeno largo per dimensioni che fa quasi da contraltare a quella fuga dei cristiani dalla Terra Santa, dall'Iraq e da Libano, cioe' dagli scenari di guerra e violenza che hanno segnato la storia di questi ultimi anni in tutta la regione.
In questo senso l'immigrazione cattolica in Medio Oriente costituisce una sorta di nuova frontiera delle chiese cristiane; anzi in tale prospettiva la questione della liberta' religiosa diventa tema nevralgico che riguarda direttamente le condizioni di vita di centinaia di migliaia di cattolici in Medio Oriente. Una situazione che viene spiegata bene da padre Pierre Grech, segretario generale della Conferenza episcopale dei vescovi latini nelle regioni arabe (Celra), al Sir, l'agenzia stampa promossa dalla Cei.
'Nella sola Arabia Saudita - osserva padre Grech in riferimento agli immigrati cattolici - ce ne sono piu' di un milione, specie dalle Filippine, Sri Lanka, India e Corea. In Kuwait sono 300mila. Altri stanno arrivando. A Cipro abbiamo aperto una casa di religiose dallo Sri Lanka per favorire l'accoglienza sull'isola'.
Di questo importante fenomeno sociale e religioso si e' discusso, fra l'altro, nella recente assemblea della Celra sul lago di Tiberiade.
'Crediamo sia il tempo per riformulare una nuova pastorale tagliata sui bisogni e le esigenze di questi cattolici di tradizioni diverse dalle mediorientali - afferma il religioso - Abbiamo pensato di pubblicare una lettera pastorale rivolta agli immigrati lasciando ai vescovi la scelta di promuovere localmente iniziative per incontrarli. L'immigrazione cattolica e' la nuova frontiera delle chiese mediorientali'.
Ma se molti cristiani arrivano, tanti emigrano, una fuga inarrestabile. Per questi, dichiara Grech 'vogliamo rilanciare la missione e la riscoperta dell'identita' cristiana'. In questa direzione si colloca la proposta della Celra di istituire 'gruppi di preghiera, comunita' di laici dediti allo studio e alla formazione biblica' e un programma di aiuti materiali come abitazioni per le giovani coppie e borse di studio'.
In questo senso l'immigrazione cattolica in Medio Oriente costituisce una sorta di nuova frontiera delle chiese cristiane; anzi in tale prospettiva la questione della liberta' religiosa diventa tema nevralgico che riguarda direttamente le condizioni di vita di centinaia di migliaia di cattolici in Medio Oriente. Una situazione che viene spiegata bene da padre Pierre Grech, segretario generale della Conferenza episcopale dei vescovi latini nelle regioni arabe (Celra), al Sir, l'agenzia stampa promossa dalla Cei.
'Nella sola Arabia Saudita - osserva padre Grech in riferimento agli immigrati cattolici - ce ne sono piu' di un milione, specie dalle Filippine, Sri Lanka, India e Corea. In Kuwait sono 300mila. Altri stanno arrivando. A Cipro abbiamo aperto una casa di religiose dallo Sri Lanka per favorire l'accoglienza sull'isola'.
Di questo importante fenomeno sociale e religioso si e' discusso, fra l'altro, nella recente assemblea della Celra sul lago di Tiberiade.
'Crediamo sia il tempo per riformulare una nuova pastorale tagliata sui bisogni e le esigenze di questi cattolici di tradizioni diverse dalle mediorientali - afferma il religioso - Abbiamo pensato di pubblicare una lettera pastorale rivolta agli immigrati lasciando ai vescovi la scelta di promuovere localmente iniziative per incontrarli. L'immigrazione cattolica e' la nuova frontiera delle chiese mediorientali'.
Ma se molti cristiani arrivano, tanti emigrano, una fuga inarrestabile. Per questi, dichiara Grech 'vogliamo rilanciare la missione e la riscoperta dell'identita' cristiana'. In questa direzione si colloca la proposta della Celra di istituire 'gruppi di preghiera, comunita' di laici dediti allo studio e alla formazione biblica' e un programma di aiuti materiali come abitazioni per le giovani coppie e borse di studio'.
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