Venerdì 5 giugno 2026
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Argentina. Allarme sull'uso della marijuana

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Secretaria de Programacion para la Prevencion de la Drogadiccion y la Lucha contra el Narcotrafico (Sedronar) ha realizzato uno studio tra 2.639 tossicodipendenti assistiti in 53 centri sparsi nel territorio argentino. Il suo ultimo rapporto segnala che il 25% di questi e' dipendente dalla marijuana, smentendo cosi' l'opinione comune per la quale si tratterebbe di una sostanza meno tossica e non piu' nociva per la salute del tabacco. Il quotidiano Clarin riporta l'opinione di questi esperti, i quali affermano che la marijuana provoca dipendenza fisica e psicologica. E spiegano che il suo consumo e' nato e cresciuto sotto l'ala protettiva di opinioni che la vogliono innocua, di quei settori convinti che non provochi dipendenza, crei minori danni del tabacco e sia addirittura benefica in alcune circostanze. Invece? "C'e tanta gente che non riesce ad abbandonarla e a gestirla, e che soffre le conseguenze del suo consumo", afferma Diego Alvarez dell'osservatorio suell droghe di Sedronar. I danni che la marijuana puo' provocare sono molteplici e diversi a seconda della persona: come si dice in gergo, "a ognuno s'attacca in modo diverso". Ma c'e' una cosa uguale per tutti i consumatori, e' la dipendenza. "La marijuana genera dipendenza fisica e, soprattutto, psicologica. Come altre droghe, eccita e induce un apparente stato di benessere poiche' agisce sul sistema "compensativo" del cervello. Questi, una volta stimolato, esige di piu'".
C'e' preoccupazione anche per l'eta' del primo contatto con la marijuana: in media i pazienti hanno fumato il loro primo spinello a quindici anni, un tempo d'inizio simile all'alcol, informa Clarin. Dai dati in possesso di Sedronar risulta che, tra il 2001 e il 2005, il numero di persone che fumano spinelli e' aumentato del 60%, un incremento sostenuto soprattutto dall'inclusione delle donne.
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