Argentina. Allarme sull'uso della marijuana
Secretaria de Programacion para la Prevencion de la Drogadiccion y la Lucha contra el Narcotrafico (Sedronar) ha realizzato uno studio tra 2.639 tossicodipendenti assistiti in 53 centri sparsi nel territorio argentino. Il suo ultimo rapporto segnala che il 25% di questi e' dipendente dalla marijuana, smentendo cosi' l'opinione comune per la quale si tratterebbe di una sostanza meno tossica e non piu' nociva per la salute del tabacco. Il quotidiano Clarin riporta l'opinione di questi esperti, i quali affermano che la marijuana provoca dipendenza fisica e psicologica. E spiegano che il suo consumo e' nato e cresciuto sotto l'ala protettiva di opinioni che la vogliono innocua, di quei settori convinti che non provochi dipendenza, crei minori danni del tabacco e sia addirittura benefica in alcune circostanze. Invece? "C'e tanta gente che non riesce ad abbandonarla e a gestirla, e che soffre le conseguenze del suo consumo", afferma Diego Alvarez dell'osservatorio suell droghe di Sedronar. I danni che la marijuana puo' provocare sono molteplici e diversi a seconda della persona: come si dice in gergo, "a ognuno s'attacca in modo diverso". Ma c'e' una cosa uguale per tutti i consumatori, e' la dipendenza. "La marijuana genera dipendenza fisica e, soprattutto, psicologica. Come altre droghe, eccita e induce un apparente stato di benessere poiche' agisce sul sistema "compensativo" del cervello. Questi, una volta stimolato, esige di piu'".C'e' preoccupazione anche per l'eta' del primo contatto con la marijuana: in media i pazienti hanno fumato il loro primo spinello a quindici anni, un tempo d'inizio simile all'alcol, informa Clarin. Dai dati in possesso di Sedronar risulta che, tra il 2001 e il 2005, il numero di persone che fumano spinelli e' aumentato del 60%, un incremento sostenuto soprattutto dall'inclusione delle donne.
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