Argentina. Ben accolto il nuovo passo pro depenalizzazione
La Camara Federal portena ha dichiarato incostituzionale la parte della Legge sugli stupefacenti che punisce il consumo di sostanze illegali, dando nuovo impulso alla depenalizzazione. Uno dei fondamenti della sentenza e' che, punendo il consumatore, si ostacola l'accesso alla sua riabilitazione -la stessa tesi sostenuta da vari settori sociali di Corrientes nel dibattito sulla legalizzazione, che infatti hanno ben accolto la decisione del tribunale.
Eduardo Freiler e Eduardo Farah, due magistrati della Camara Federal, hanno giudicato, in sintonia con il Governo nazionale, l'incostituzionalita' del paragrafo 2 dell'articolo 14 delle legge sulle droghe che punisce il possesso di stupefacenti per uso personale, in quanto la punizione "impedisce l'accesso alla salute e restringe la liberta' e l'autodeterminazione".
Nella provincia di Corrientes, il tema e' motivo di dibattito tra favorevoli e contrari. Come ha dimostrato La Republica in edizioni precedenti, coloro che appoggiano l'iniziativa nazionale di non giudicare i consumatori, assicurano che la misura permettera' di "demistificare il flagello" e "facilitare i trattamenti di recupero"; coloro che invece la rifiutano, sostengono che significherebbe "fomentare la delinquenza" e "l'autodistruzione" dei tossicodipendenti.
Il comportamento tendenziale dei magistrati argentini e' quello di non processare i drogati. "La maggioranza dei giudici federali soprassiede alle cause con poca quantita' di droga. La maggioranza dei procuratori non s'appella contro queste decisioni", assicura La Nacion. E anche se si trovano dei giudici con posizione piu' rigide, fonti giudiziarie della provincia di Corrientes riconoscono che nei processi per possesso di droga per uso personale, di solito i consumatori non vengono puniti. Sicuramente le sentenze favorevoli a chi fa uso di droghe non sono niente di nuovo, ma la sentenza della Camara Federal e' la prima ad attaccare le basi stesse della questione, mettendo in dubbio la costituzionalita' della pena. Tra le personalita' della provincia di Corrientes favorevoli alla depenalizzazione si distingue Carmen Otazu, psichiatra e membro del Servizio per l'alcolismo e la tossicodipendenza dell'ospedale psichiatrico e del Centro per l'adolescenza, che si e' sempre dichiarata "totalmente a favore della depenalizzazione". In un'intervista concessa a La Republica si era avvalsa dell'esperienza con i drogati e la sue conoscenze professionali per motivare questa sua posizione. "E' importante che si legalizzi. Se il consumo e', o continua a essere nascosto, e' piu' difficile la presa di coscienza, e, senza consapevolezza, non c'e' trattamento", affermava. E' convinta che le persone possono discernere tra cio' che e' bene e cio' che e' male, e quindi, sostiene, "la persona, giovane o adulta, capisce di star facendo qualcosa che non va bene quando consuma, e cerca aiuto in vari modi". "Ma se la societa' la giudica e la condanna, difficilmente chiedera' aiuto, cadendo sempre piu' nella dipendenza". Ritiene che si debba "demistificare" il consumo e tutta una serie di questioni che vi ruotano intorno. "Non e' certamente un problema esclusivo della classe bassa o degli adolescenti o la causa della violenza nel Paese". Otazu cita i Paesi europei che hanno legalizzato il possesso per uso personale come esempio positivo di legalita'. Rilevazioni condotte a livello nazionale mostrano che l'Argentina ha un tasso di consumo di droghe e stupefacenti superiore a quello dei 14 Paesi in Europa con leggi permissive.
Appena saputo della sentenza, la signora Otzu e altri professionisti sanitari hanno espresso entusiasmo per il contributo del tribunale alla legalizzazione, cosi' come i circoli giudiziari della provincia. Andando oltre, i due settori hanno segnalato la necessita' d'implementare politiche integrate, per far si' che la decriminalizzazione sia effettiva e non controproducente. Coloro che si oppongono alla legalizzazione sostengono invece che "si deve penalizzare perche' una parte dell'insicurezza in citta', nella provincia e nel paese e' dovuta alla quantita' di droga esistente" e ritengono che la lotta al consumo e' "molto complicata; e' come andare contro una montagna".
Ma al di la' delle opinioni dell'uno o dell'altro fronte, a livello nazionale e provinciale, tutto indica che la depenalizzazione sia la tendenza prevalente.
Eduardo Freiler e Eduardo Farah, due magistrati della Camara Federal, hanno giudicato, in sintonia con il Governo nazionale, l'incostituzionalita' del paragrafo 2 dell'articolo 14 delle legge sulle droghe che punisce il possesso di stupefacenti per uso personale, in quanto la punizione "impedisce l'accesso alla salute e restringe la liberta' e l'autodeterminazione".
Nella provincia di Corrientes, il tema e' motivo di dibattito tra favorevoli e contrari. Come ha dimostrato La Republica in edizioni precedenti, coloro che appoggiano l'iniziativa nazionale di non giudicare i consumatori, assicurano che la misura permettera' di "demistificare il flagello" e "facilitare i trattamenti di recupero"; coloro che invece la rifiutano, sostengono che significherebbe "fomentare la delinquenza" e "l'autodistruzione" dei tossicodipendenti.
Il comportamento tendenziale dei magistrati argentini e' quello di non processare i drogati. "La maggioranza dei giudici federali soprassiede alle cause con poca quantita' di droga. La maggioranza dei procuratori non s'appella contro queste decisioni", assicura La Nacion. E anche se si trovano dei giudici con posizione piu' rigide, fonti giudiziarie della provincia di Corrientes riconoscono che nei processi per possesso di droga per uso personale, di solito i consumatori non vengono puniti. Sicuramente le sentenze favorevoli a chi fa uso di droghe non sono niente di nuovo, ma la sentenza della Camara Federal e' la prima ad attaccare le basi stesse della questione, mettendo in dubbio la costituzionalita' della pena. Tra le personalita' della provincia di Corrientes favorevoli alla depenalizzazione si distingue Carmen Otazu, psichiatra e membro del Servizio per l'alcolismo e la tossicodipendenza dell'ospedale psichiatrico e del Centro per l'adolescenza, che si e' sempre dichiarata "totalmente a favore della depenalizzazione". In un'intervista concessa a La Republica si era avvalsa dell'esperienza con i drogati e la sue conoscenze professionali per motivare questa sua posizione. "E' importante che si legalizzi. Se il consumo e', o continua a essere nascosto, e' piu' difficile la presa di coscienza, e, senza consapevolezza, non c'e' trattamento", affermava. E' convinta che le persone possono discernere tra cio' che e' bene e cio' che e' male, e quindi, sostiene, "la persona, giovane o adulta, capisce di star facendo qualcosa che non va bene quando consuma, e cerca aiuto in vari modi". "Ma se la societa' la giudica e la condanna, difficilmente chiedera' aiuto, cadendo sempre piu' nella dipendenza". Ritiene che si debba "demistificare" il consumo e tutta una serie di questioni che vi ruotano intorno. "Non e' certamente un problema esclusivo della classe bassa o degli adolescenti o la causa della violenza nel Paese". Otazu cita i Paesi europei che hanno legalizzato il possesso per uso personale come esempio positivo di legalita'. Rilevazioni condotte a livello nazionale mostrano che l'Argentina ha un tasso di consumo di droghe e stupefacenti superiore a quello dei 14 Paesi in Europa con leggi permissive.
Appena saputo della sentenza, la signora Otzu e altri professionisti sanitari hanno espresso entusiasmo per il contributo del tribunale alla legalizzazione, cosi' come i circoli giudiziari della provincia. Andando oltre, i due settori hanno segnalato la necessita' d'implementare politiche integrate, per far si' che la decriminalizzazione sia effettiva e non controproducente. Coloro che si oppongono alla legalizzazione sostengono invece che "si deve penalizzare perche' una parte dell'insicurezza in citta', nella provincia e nel paese e' dovuta alla quantita' di droga esistente" e ritengono che la lotta al consumo e' "molto complicata; e' come andare contro una montagna".
Ma al di la' delle opinioni dell'uno o dell'altro fronte, a livello nazionale e provinciale, tutto indica che la depenalizzazione sia la tendenza prevalente.
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