Argentina, Fmi studia risultato concambio su debito pubblico
Il Fondo monetario internazionale ha comunicato ieri sera che sta ancora esaminando l'esito dell'offerta di scambio per la ristrutturazione del debito pubblico in default appena conclusa dall'Argentina.
Non viene cosi' esplicitamente esclusa l'eventualita' di chiedere a Buenos Aires una rinegoziazione dell'offerta con i creditori che non hanno aderito allo swap.
In una nota del Fondo si legge che si sta esaminando il risultato della maxi-ristrutturazione sul debito sovrano pari a 102,6 miliardi di dollari tra capitale e interessi nell'ambito della regola sui "finanziamenti in arretrato".
La regola e' stata concepita negli anni '80 come metodo per risolvere le crisi del debito e prevede che il Fondo conceda finanziamenti a un paese soltanto se persuaso che il governo stia negoziando in "buona fede" con i creditori privati.
La dichiarazione di ieri sera sembra inoltre mirata a chiarire i commenti della scorsa settimana da parte del portavoce Thomas Dawson, secondo cui una richiesta di riapertura dello swap sul debito sovrano "non e' qualcosa che il Fondo chiederebbe".
Fmi e dipartimento al Tesoro Usa hanno in piu' occasioni espresso preoccupazione sulle sorti dei creditori che non hanno aderito allo swap chiuso il 25 febbraio scorso.
Il governo argentino ha annunciato che non fara' alcuna nuova offerta.
Il risultato della ristrutturazione del debito dovrebbe essere oggetto del dialogo tra Fondo e governo argentino in occasione della revisione annuale sull'economia nota con il nome di 'article IV', procedura annuale standard che il Fondo segue con tutti e 184 paesi membri.
La revisione sul paese sudamericano dovrebbe comprendere una valutazione sulla sostenibilita' del debito.
Non viene cosi' esplicitamente esclusa l'eventualita' di chiedere a Buenos Aires una rinegoziazione dell'offerta con i creditori che non hanno aderito allo swap.
In una nota del Fondo si legge che si sta esaminando il risultato della maxi-ristrutturazione sul debito sovrano pari a 102,6 miliardi di dollari tra capitale e interessi nell'ambito della regola sui "finanziamenti in arretrato".
La regola e' stata concepita negli anni '80 come metodo per risolvere le crisi del debito e prevede che il Fondo conceda finanziamenti a un paese soltanto se persuaso che il governo stia negoziando in "buona fede" con i creditori privati.
La dichiarazione di ieri sera sembra inoltre mirata a chiarire i commenti della scorsa settimana da parte del portavoce Thomas Dawson, secondo cui una richiesta di riapertura dello swap sul debito sovrano "non e' qualcosa che il Fondo chiederebbe".
Fmi e dipartimento al Tesoro Usa hanno in piu' occasioni espresso preoccupazione sulle sorti dei creditori che non hanno aderito allo swap chiuso il 25 febbraio scorso.
Il governo argentino ha annunciato che non fara' alcuna nuova offerta.
Il risultato della ristrutturazione del debito dovrebbe essere oggetto del dialogo tra Fondo e governo argentino in occasione della revisione annuale sull'economia nota con il nome di 'article IV', procedura annuale standard che il Fondo segue con tutti e 184 paesi membri.
La revisione sul paese sudamericano dovrebbe comprendere una valutazione sulla sostenibilita' del debito.
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