Argentina. I reati minori in materia di droghe, il dibattito dopo il passaggio alla giustizia provinciale
E' entrata in vigore il 24 luglio la nuova legge in materia di droga: le cause "minori" passano dalla giustizia federale a quella provinciale. Molte le voci contrarie che si sono levate contro il provvedimento, per molti magistrati e' un passo indietro nella lotta alla droga, ma anche chi ritiene la legalizzazione la strada risolutiva legge la norma come una scelta sbagliata.La Segreteria per la prevenzione della tossicodipendenza e lotta contro il narcotraffico (Sedronar) considera che questa separazione "non fa altro che aggiungere una dose extra di confusione", e teme anche che la competenza separata in materia di indagini non potra' far altro che portare ad un "punto morto".
Per il magistrato Abel Cornejo: "e' un grave passo indietro in materia di lotta contro il narcotraffico perche' provochera' molti conflitti di competenza".
Per l'avvocato José Iparraguirre la scelta da fare e' quella di "avanzare nella depenalizzazione del consumo di stuefacenti. Sono assolutamente convinto che il grande affare dei narcotrafficanti ha a che vedere con la penalizzazione del consumo di piccole quantita' di droghe". Ecco perche' si schiera "per la depenalizzazione e la legalizzazione". "Se il Codice Penale non punisce il tentativo di suicidio e neppure l'autolesione, secondo lo stesso principio, dovrebbe intendere il consumo di droghe leggere in piccole quantita'". Frutto e conseguenza del proibizionismo e' il prezzo elevato delle droghe illegali, la corruzione delle forze di polizia e il grosso potere dei narcotrafficanti, mentre con la legalizzazione si avrebbe anche il vantaggio di controllare la merce in commercio eliminando quella tossica attualmente presente nel mercato nero. Per Iparraguirre "il consumo di droghe dovrebbe essere socialmente accettato".
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