Venerdì 5 giugno 2026
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Argentina. Riduzione del danno e real politik

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La depenalizzazione del possesso di droga per uso personale, con l'obbiettivo di proteggere la salute dei tossicodipendenti, e' stata la richiesta avanzata ieri dall'Associazione per la Riduzione del Danno, di cui e' presidente il giudice Martín Vázquez Acuña.
Il giudice ha detto che l'Organizzazione delle Nazioni Unite sull'Aids usa gli stessi criteri di valutazione dell'associazione da lui presieduta, e poi ha dichiarato che la legge sugli stupefacenti, la 23.737, "criminalizza il possesso di droghe per consumo personale" e che l'incriminazione penale dei consumatori "e' responsabile della gran parte dei danni sociali collegati direttamente o indirettamente al consumo". Vázquez Acuña sostiene che, durante i dieci anni in cui e' stata in vigore, questa legge e' "fallita" rispetto al bene giuridico che cerca di proteggere, ovvero la salute pubblica, visto che "il consumatore di droghe e' stato privato dell'aiuto terapeutico di cui avrebbe avuto necessita' per il consumo di stupefacenti, cosi' come dell'attenzione rispetto ad altre patologie" come l'epatite e l'Aids.
Il giudice ha infine chiarito: "non vogliamo sostenere il consumo di droghe, ma ridurre i danni che queste producono sul piano sociale, criminologico e della salute. Vorremmo che i consumatori di droghe si avvicinassero al sistema sanitario in modo da poterli aiutare".
In risposta a queste richieste, il responsabile per l'assistenza della Segreteria di Prevenzione della Tossicodipendenza e la Lotta contro il Narcotraffico, Camilo Verruno, ha detto che la priorita' del suo organismo e' "migliorare la qualita' dei programmi di assistenza alle persone dipendenti, che abusano o a quelle policonsumatrici" di droghe. Detto questo, Verruno ha poi concluso che "ci sarebbe da studiare molto la possibilita' di depenalizzare la detenzione per uso personale per passarla alla giustizia amministrativa; tuttavia in Argentina, per ora, si proseguira' con i programmi incentrati sull'astinenza, sul non consumo, visto che la societa' ancora non e' preparata per fare questo passo".
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