Argentina. Staccare la spina?
C'e' un bambino in stato vegetativo permanente dall'aprile del 2005. I suoi genitori sperano in un "miracolo", e rifiutano la richiesta avanzata dall'ospedale di staccare il ventilatore polmonare che lo mantiene in vita. Per il rappresentante della Chiesa cattolica il caso riapre il dibattito sull'eutanasia.
"La possibilita' di un miracolo c'e' sempre e noi speriamo in questo miracolo". A parlare e' Jose' Andrade, un giovane con un figlio di cinque anni in coma. La Giustizia sta analizzando se staccare il ventilatore al bambino, ma lui e sua moglie sono contrari. Parlare d'eutanasia suscita polemica, tanto piu' quando di mezzo c'e' un bambino. Questa e' la storia di una famiglia di Puerto Madryn, la cui vita ha subito una brusca svolta il 13 aprile del 2005, quando un'automobile investi' il figlioletto Brian all'incrocio di una via. Brian fu ricoverato all'ospedale Andres Isola in stato vegetativo. Ora, il Comitato Etico del nosocomio ha chiesto alla Giustizia la possibilita' di staccarlo dal respiratore. Padre Eduardo Lorenzo, che dirige la parrocchia San Benjamin a La Plata, sostiene che non si puo' anticipare la morte. "Fino a quando e come vivere, lo decide Dio". Andrade dice che l'atto di scollegare il figlio "non lo abbiamo chiesto, ne' lo approviamo". E aggiunge che la richiesta e' partita dal pediatra che assiste il figlio fin dall'incidente che gli ha provocato un danno a livello cerebrale. Andrade e sua moglie, di 20 anni, si danno il cambio per assistere Brian. "All'ospedale dicono che e' per non prolungare l'agonia di mio figlio e che il suo stato e' irreversibile, ma noi notiamo dei cambiamenti: sorride, quando gli duole la pancia si lamenta e muove le braccine e la gambine". Padre Lorenzo afferma che si deve sempre rispettare la volonta' dei genitori. Il medico legale dell'ospedale, Juan Carlos Coronel, conferma che e' stata presentata in sede giudiziaria un'istanza affinche' si "studi la possibilita' di staccare il bambino dal respiratore"; la richiesta e' partita dal servizio pediatrico ed e' stata presentata dal Comitato Etico. "Il quadro e' irreversibile", ha osservato Coronel; il bambino ha una diagnosi di stato vegetativo permanente da piu' di un anno, che e' il lasso di tempo obbligatorio prima di poter fare ricorso alla Giustizia.
Intervenendo sul caso, il ministro della Sanita', Gines Gonzales Garcia, ha detto che bisogna discutere dei pazienti in stato di morte cerebrale mantenuti in vita artificialmente poiche' sara' il tema medico dei prossimi anni. Ha aggiunto che vent'anni fa, il bambino sarebbe morto poco dopo il ricovero e non ci sarebbe stata nessuna discussione; ora e' assistito artificialmente, ed e' per questo che sopravvive.
"La possibilita' di un miracolo c'e' sempre e noi speriamo in questo miracolo". A parlare e' Jose' Andrade, un giovane con un figlio di cinque anni in coma. La Giustizia sta analizzando se staccare il ventilatore al bambino, ma lui e sua moglie sono contrari. Parlare d'eutanasia suscita polemica, tanto piu' quando di mezzo c'e' un bambino. Questa e' la storia di una famiglia di Puerto Madryn, la cui vita ha subito una brusca svolta il 13 aprile del 2005, quando un'automobile investi' il figlioletto Brian all'incrocio di una via. Brian fu ricoverato all'ospedale Andres Isola in stato vegetativo. Ora, il Comitato Etico del nosocomio ha chiesto alla Giustizia la possibilita' di staccarlo dal respiratore. Padre Eduardo Lorenzo, che dirige la parrocchia San Benjamin a La Plata, sostiene che non si puo' anticipare la morte. "Fino a quando e come vivere, lo decide Dio". Andrade dice che l'atto di scollegare il figlio "non lo abbiamo chiesto, ne' lo approviamo". E aggiunge che la richiesta e' partita dal pediatra che assiste il figlio fin dall'incidente che gli ha provocato un danno a livello cerebrale. Andrade e sua moglie, di 20 anni, si danno il cambio per assistere Brian. "All'ospedale dicono che e' per non prolungare l'agonia di mio figlio e che il suo stato e' irreversibile, ma noi notiamo dei cambiamenti: sorride, quando gli duole la pancia si lamenta e muove le braccine e la gambine". Padre Lorenzo afferma che si deve sempre rispettare la volonta' dei genitori. Il medico legale dell'ospedale, Juan Carlos Coronel, conferma che e' stata presentata in sede giudiziaria un'istanza affinche' si "studi la possibilita' di staccare il bambino dal respiratore"; la richiesta e' partita dal servizio pediatrico ed e' stata presentata dal Comitato Etico. "Il quadro e' irreversibile", ha osservato Coronel; il bambino ha una diagnosi di stato vegetativo permanente da piu' di un anno, che e' il lasso di tempo obbligatorio prima di poter fare ricorso alla Giustizia.
Intervenendo sul caso, il ministro della Sanita', Gines Gonzales Garcia, ha detto che bisogna discutere dei pazienti in stato di morte cerebrale mantenuti in vita artificialmente poiche' sara' il tema medico dei prossimi anni. Ha aggiunto che vent'anni fa, il bambino sarebbe morto poco dopo il ricovero e non ci sarebbe stata nessuna discussione; ora e' assistito artificialmente, ed e' per questo che sopravvive.
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