Giovedì 4 giugno 2026
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Arrestati i membri del 'Final Exit Network' con l'accusa di assistenza al suicidio

AMERICHE - USA
Notizia ·
Il dibattito sul suicidio assistito negli Stati Uniti è tornato prepotentemente alla ribalta in seguito all'arresto di quattro membri di un gruppo che si batte per il diritto di morire, sospettati di aver aiutato un uomo di 58 anni a smettere di vivere in Georgia. 
Thomas Goodwin
, presidente di "Final Exit Network", e Claire Blehr sono entrambi stati arrestati due giorni fa ad Atlanta, prima di essere rimessi in libertà dietro il pagamento di una cauzione di 66.000 dollari ciascuno. Le autorità del Maryland hanno da parte loro arrestato il direttore medico dell'organizzazione, il dottor Lawrence Edbert, e Nicholas Alec Sheridan, residente a Baltimora, coordinatore regionale del gruppo. Si sono presentati ieri di fronte a un tribunale del Maryland: va stabilito se possono essere processati in Georgia. 
La maggioranza degli stati americani prevede sanzioni pesanti per le persone ritenute colpevoli di fornire assistenza al suicidio. In Georgia, la pena puó arrivare a cinque anni di reclusione. L'Oregon e lo Stato di Washington invece hanno reso legale il suicidio con assistenza medica. In Montana, un tribunale ha invece dichiarato che l'assistenza medica al suicidio e' un diritto costituzionale (dichiarazione su cui dovra' ora esprimersi la Corte Costituzionale).
Le autorità della Georgia hanno avviato la loro indagine su "Final Exit Network" dopo il suicidio lo scorso giugno di John Celmer, 58 anni, colpito da un tumore alla gola e alla bocca. Secondo loro, l'organizzazione potrebbe essere coinvolta in quasi 200 altri decessi negli Stati Uniti. I membri della rete contestano il termine suicidio assistito, affermando che in realtà non aiutano concretamente la persona a suicidarsi ma sostengono e guidano quanti hanno deciso di mettere fine alla propria vita. 
Secondo il dossier giudiziario, Claire Blehr ha esposto in dettaglio ogni tappa del metodo a uno degli inquirenti che si era segretamente infiltrato nel gruppo fingendo di essere interessato al suicidio assistito. Il tribunale della Georgia cercherà di dimostrare che le quattro persone arrestate hanno violato una legge dello stato del 1994 sul suicidio assistito, che condanna ogni persona che promuove o propone pubblicamente l'aiuto intenzionale e attivo "a un'altra persona" a togliersi la vita. Secondo Jerry Dincin, vicepresidente del gruppo "Final Exit Network", i membri non hanno aiutato attivamente le persone a suicidarsi, ma le hanno dirette verso un manuale intitolato "The Final Exit" per guidarli tappa per tappa (bestseller di Derek Humphry pubblicato anche in Italia da Eleuthera).
"Se questa vicenda arrivasse in tribunale, discuteremmo la nozione di aiuto", ha dichiarato, "Se consigliamo un libro a qualcuno, forse è considerato come aiuto da parte dei tribunali. Ma noi non lo pensiamo". 
I difensori del suicidio assistito si sono interessati alla vicenda, ritenendo che si tratti di un'occasione per rilanciare il dibattito sulla fine di vita. Barbara Coombs Lee, presidente del gruppo 'Compassione e scelta', ha affermato che i parlamentari dovrebbero approfittare dell'occasione per consentire alle persone colpite da malattie in fase terminale di "morire senza sofferenza". Gli oppositori da parte loro hanno sottolineato che questi arresti mettono in evidenza i problemi collegati alle organizzazioni favorevoli al suicidio assistito. "Come potrebbe non essere un omicidio?", si è chiesto Stephen Drake del gruppo Not Dead Yet, contrario al suicidio assistito e all'eutanasia.    
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