Domenica 7 giugno 2026
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E' arrivata la macchina per cercare gli ovuli di droga ingeriti dai muli umani

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le strutture carcerarie di Torino sono le prime in Italia a dotarsi di uno strumento tecnologicamente all'avanguardia per la ricerca della droga: si chiama "Drug Buggy Compact" e garantisce, in condizioni di massima sicurezza e igienicità, la raccolta degli ovuli di stupefacenti evacuati da quei pusher che, nel tentativo di sfuggire alle indagini, li inghiottono e li trasportano nell'intestino. In gergo vengono chiamati 'body packers' e non sono pochi: nel solo carcere delle Vallette ne vengono portati in media duecento all'anno; in 376, dal 1/o gennaio 2012, sono stati sottoposti alla procedura. "Recuperare la sostanza stupefacente - spiega Maurizio Dell'Acqua, direttore generale dell'Asl 2 - non ha solo una valenza giudiziaria: se le confezioni si rompono il soggetto può morire per overdose. E questi reperti, per le modalità con cui vengono ingeriti ed espulsi, debbono essere considerati a 'elevato rischio biologico' anche per chi li deve trattare, come gli operatori sanitari e gli agenti di polizia penitenziaria".
Il "Drug Buggy Compact", sviluppato e brevettato dalla ditta inglese Drugloo Ltd, permette di trattare le feci del detenuto in modo completamente automatico: gli involucri, dopo l'espulsione, vengono isolati e sterilizzati, in modo da poter essere maneggiati senza preoccupazioni. Grazie all'interessamento dell'Asl ne sono stati acquistati due, per un costo poco più di 23 mila euro coperti da uno specifico finanziamento regionale. Gli apparecchi saranno collocati nel carcere delle Vallette e, per i minorenni, al Cto. "Con questo nuovo apparato - dice Giuseppe Forte, direttore della casa circondariale - si evidenzierà ancora di più la professionalità della polizia penitenziaria. Finora non c'erano mai state conseguenze da esposizione al rischio biologico. Ma il nostro personale deve svolgere le proprie mansioni senza patire lo stress provocato dal pericolo igienico-sanitario". Anna Maria Baldelli, procuratore del tribunale per i minorenni, evidenzia come l'installazione al Cto eviterà ai ragazzi un passaggio supplementare in un centro di accoglienza (per evitare il contatto con i detenuti adulti) che poteva essere ad alto rischio in caso di ingestione o rottura accidentale.
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