In arrivo il divieto al burqa, intanto una sentenza dice no al velo per l'insegnante musulmana
A una professoressa di matematica musulmana è stato nuovamente impedito l'ingresso a scuola. E' accaduto il 30 marzo a Charleroi in base a una norma che vieta l'esibizione di "ogni simbolo religioso o filosofico" in classe. La donna, d'origine turca, ha insegnato con il velo per due anni e mezzo, fino a che la direzione scolastica le ha negato questa facoltà, e lei si è rivolta alla giustizia. Finora ci sono state due sentenze: una negativa e una positiva. Ma il Consiglio della città vallona ha appena emanato un decreto che bandisce i simboli durante le ore di lezione. Così siamo tornati al punto di partenza. Il legale della donna intende rivolgersi al Consiglio di Stato, in un periodo in cui il burqa è un tema molto caldo nel Paese. Il Parlamento belga, infatti, ha messo al bando l'uso del velo integrale nei luoghi pubblici. La decisione e' stata presa questa mattina all'unanimita' dai deputati della Commissione Affari interni. E' la prima volta che in Europa occidentale si vietano "burqa" e "niqab"; il Consiglio di Stato in Francia ha da poco stabilito che un tale divieto non e' giuridicamente giustificabile.
Il testo della legge votata oggi a Bruxelles prevede che chiunque si presenti, nei luoghi accessibili al pubblico, con "il viso mascherato o dissimulato in tutto o in parte, in modo che non sia identificabile" sara' punibile con un'ammenda da 15 a 25 euro oltre alla possibile pena da uno a sette giorni di reclusione. Ora la legge dovra' essere votata dalla Camera in seduta plenaria, a meta' aprile, ma dalla prossima estate, il velo integrale non sara' piu' permesso: e, come si fa notare a Bruxelles, non faranno eccezione ne' le sedi delle istituzioni europee ne' i grandi alberghi frequentati dai principi sauditi.
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