Martedì 9 giugno 2026
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Asgi denuncia accordo con Libia: a rischio migliaia di minori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Profonda preoccupazione" viene espressa dalle associazioni ed enti di tutela del diritto d'asilo in merito alle dichiarazioni rilasciate dal governo di Tripoli.
Questo, attraverso un comunicato stampa, ha annunciato infatti che tutti gli immigrati illegali, presenti sul territorio nazionale saranno espulsi senza eccezioni. Si tratterebbe, secondo una stima delle autorita' libiche, di 2 milioni di persone, tra cui numerosi richiedenti asilo e rifugiati, provenienti in maggioranza dal Corno d'Africa, donne e minori.
"La condizione dei migranti irregolari, arrestati o detenuti in Libia -sottolinea Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), Arci, Ics, Centro Astalli, Cir, Senza Confine, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Save The Children, Amnesty International-Sezione Italiana- denunciata da diverse agenzie umanitarie, e confermate dalle testimonianze degli stranieri che giungono in Italia, e' allarmante per cio' che riguarda il trattamento nei centri di detenzione per migranti, particolarmente duro, e per le frequenti violenze a cui i migranti sono sottoposti". Inoltre, secondo le associazioni, "preoccupano le condizioni di migliaia di minori che si trovano ad altissimo rischio di violenze ed abusi, privi di qualsiasi tipo di tutela specifica". Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha stipulato, il 29 dicembre scorso, un accordo per un pattugliamento marittimo congiunto col ministro degli Esteri libico Abdurrahman Mohamed Shalgam.
L'accordo, che rientra tra le misure di contrasto degli arrivi irregolari via mare in provenienza dalla Libia, prevede anche il trasferimento di risorse economiche al governo di Tripoli. "In mancanza di un sistema di garanzie e di controlli- sottolinea Asgi- sulla sorte effettiva delle persone intercettate in mare e restituite alle autorita' libiche, gli accordi di collaborazione, il cui contenuto e i cui oneri di spesa non sono comunque mai stati resi noti, ne' sono stati discussi in Parlamento, chiamano direttamente in causa gravi responsabilita' dell'Italia". Questo in relazione, sottolineano, "alle violazioni dei diritti umani fondamentali che in territorio libico possono essere commesse a danno dei migranti riportati in Libia a seguito delle operazioni di pattugliamento navale e successivamente deportati verso i paesi di origine". Per questo, le associazioni chiedono al governo italiano e all'Unione europea di "fare immediate pressioni sulla Libia affinche' non attui l'annunciato programma di deportazioni di massa". E inoltre chiedono "di rendere noto il contenuto degli accordi ad oggi stipulati con la Libia nel settore dell'immigrazione, e i relativi costi che l'Italia ha sostenuto o che intende sostenere", ma anche di "sospendere gli attuali accordi in ragione della evidente assoluta mancanza di garanzie sul rispetto dei diritti dei migranti in Libia".
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