Ass. Luca Coscioni all'Unesco: si' alla 'clonazione terapeutica'
Marco Cappato (deputato al Parlamento europeo e segretario dell'associazione Luca Coscioni) e Marco Perduca (senatore della Repubblica e vice-presidente del Partito Radicale nonviolento) hanno chiesto al comitato di Bioetica dell'Unesco di "approvare la tecnica del trasferimento nucleare, impropriamente chiamata 'clonazione terapeutica', ma soprattutto di lasciare la ricerca scientifica libera di scoprire nuove cure. Il comitato di Bioetica dell'Unesco - continua la nota -, composto di un comitato di tecnici (Ibc) e di uno che raccoglie i rappresentanti governativi di 36 paesi (Igbc), si riunira' a Parigi dal 28 al 31 ottobre per discutere di clonazione umana. I due comitati discuteranno un articolo della dichiarazione Unesco del 1997 sul genoma umano, la quale afferma che non devono essere permesse le pratiche che sono contrarie alla dignita' umana, in particolare la clonazione riproduttiva degli esseri umani".
"La dichiarazione non e' per sua natura vincolante, tuttavia gli Stati e le organizzazioni internazionali competenti sono invitati a identificare dette pratiche e a prendere le misure necessarie a rispettare detta indicazione. E di fatto cosi' e' stato, dal momento che piu' di 50 Stati dal 1997 a oggi si sono piu' che conformati". L'Associazione Luca Coscioni e il Partito Radicale Nonviolento, che ha status consultivo alle Nazioni Unite, hanno chiesto di partecipare ai lavori del comitato come osservatori con diritto di parola. In una lettera inviata al Comitato di Bioetica dell'Unesco, Cappato e Perduca hanno ricordato le varie iniziative dell'associazione e del partito a favore della ricerca scientifica: l'appello del 2004 contro la messa al bando da parte delle Nu della ricerca sulle cellule staminali embrionali umane per scopi terapeutici fu firmato da 1.500 tra scienziati, politici e malati, ma soprattutto raccolse le firme di 77 premi nobel; una petizione del 2006 presentata al Parlamento europeo affinche' l'Ue confermasse il finanziamento dei progetti di ricerca con le cellule staminali raccolse 2.500 firme, di cui 11 premi nobel.
Scrivono Cappato e Perduca: "Sfortunatamente la ricerca con le cellule staminali embrionali umane e' ancora proibita nei paesi appartenenti ai vari 'blocchi' che minacciano la liberta' di ricerca e di cura a ogni occasione. Speriamo davvero che questa nuova iniziativa internazionale prevista dall'Unesco possa rappresentare un'opportunita' di chiedere di rimuovere gli ostacoli alla tecnica del trasferimento del nucleo cellulare, ma soprattutto saremmo lieti e sollevati di registrare un progresso verso la liberta' di ricerca e di cura. O quantomeno - concludono - qualche proibizione in meno".
"La dichiarazione non e' per sua natura vincolante, tuttavia gli Stati e le organizzazioni internazionali competenti sono invitati a identificare dette pratiche e a prendere le misure necessarie a rispettare detta indicazione. E di fatto cosi' e' stato, dal momento che piu' di 50 Stati dal 1997 a oggi si sono piu' che conformati". L'Associazione Luca Coscioni e il Partito Radicale Nonviolento, che ha status consultivo alle Nazioni Unite, hanno chiesto di partecipare ai lavori del comitato come osservatori con diritto di parola. In una lettera inviata al Comitato di Bioetica dell'Unesco, Cappato e Perduca hanno ricordato le varie iniziative dell'associazione e del partito a favore della ricerca scientifica: l'appello del 2004 contro la messa al bando da parte delle Nu della ricerca sulle cellule staminali embrionali umane per scopi terapeutici fu firmato da 1.500 tra scienziati, politici e malati, ma soprattutto raccolse le firme di 77 premi nobel; una petizione del 2006 presentata al Parlamento europeo affinche' l'Ue confermasse il finanziamento dei progetti di ricerca con le cellule staminali raccolse 2.500 firme, di cui 11 premi nobel.
Scrivono Cappato e Perduca: "Sfortunatamente la ricerca con le cellule staminali embrionali umane e' ancora proibita nei paesi appartenenti ai vari 'blocchi' che minacciano la liberta' di ricerca e di cura a ogni occasione. Speriamo davvero che questa nuova iniziativa internazionale prevista dall'Unesco possa rappresentare un'opportunita' di chiedere di rimuovere gli ostacoli alla tecnica del trasferimento del nucleo cellulare, ma soprattutto saremmo lieti e sollevati di registrare un progresso verso la liberta' di ricerca e di cura. O quantomeno - concludono - qualche proibizione in meno".
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