Associazioni romene scrivono a Napolitano: no a punizione collettiva. La solidarieta' dei parlamentari ebrei
'I singoli atti antisociali non devono mai essere attribuiti ad un'intera comunita'': e' quanto si legge in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dai rappresentanti di 80 associazioni e delle chiese ortodosse romene in Italia, al termine del primo Forum dei romeni in Italia, tenutosi nei giorni scorsi a Milano con il sostegno del governo di Bucarest. 'Siamo tutti d'accordo che per integrazione si intende il rispetto delle leggi e delle tradizioni dello Stato che ci ospita. La delinquenza deve essere combattuta ed eliminata in quanto piaga per l'intera societa' umana', si legge nella lettera citata in un comunicato del ministero degli Esteri a Bucarest. 'Abbiamo sempre presenti le Sue parole dell'autunno del 2007, quando apprezzo' la presenza della comunita' romena nella Penisola come una fonte di ricchezza per l'economia italiana', ricordano i firmatari della lettera, sottolineando che il messaggio del presidente Napolitano 'ha rispecchiato il valore umano e professionale della maggior parte della nostra realta''. Ribadendo che 'i nostri antichi e forti legami di popoli neolatini non potranno mai essere messi sotto l'ombra della cronaca nera', la lettera fa riferimento a esempi positivi di romeni in Italia: 'Ricercatori, medici, imprenditori, infermiere, semplici muratori o badanti, che apportano un valore aggiunto all'economia e allo sviluppo dell'Italia' e rappresentano 'un reale elemento di coesione tra i nostri due Stati'. Il comunicato del ministero degli Esteri romeno annuncia una campagna volta a promuovere la cultura e i valori romeni in Italia e a presentare gli aspetti che uniscono romeni e italiani, come ha dichiarato Oana Marinescu, direttrice per la comunicazione, la diplomazia pubblica e la cultura del ministero.
PARLAMENTARI EBREI OFFRONO SOLIDARIETA'. "Come parlamentari e come ebrei italiani sentiamo il bisogno e il dovere di stringerci al popolo rom, al quale ci unisce una storia millenaria di persecuzioni e il comune destino del genocidio nazista, che mai potremo dimenticare. Non permetteremo che un intero popolo venga colpevolizzato o che i reati di alcuni, pochi o tanti che siano, producano pene per tutti. Per questo diciamo oggi e diremo sempre: si' alla sicurezza, no al razzismo". Si conclude cosi' un appello, anticipato su l'Unita', che porta le firme della senatrice a vita Rita Levi Montalcini e dei tre parlamentari del Pd Roberto Della Seta, Emanuele Fiano e Ricardo Franco Levi. "I raid di Ponticelli contro un campo nomade sono la grave spia di una stagione di intolleranza verso immigrati e comunita' rom che sta pericolosamente attraversando il nostro Paese. Tale clima prende le mosse da un senso generale di paura, d'incertezza, che tende ad amplificare in molti cittadini la percezione d'insicurezza, la sensazione d'essere indifesi nei confronti della delinquenza. E' un sentimento questo che non va affatto sottovalutato, e certamente esiste in Italia un problema di sicurezza anche legato al fenomeno dell'immigrazione clandestina, che e' diffuso e va risolto con efficacia. Ma come sempre quando si diffondono sentimenti cosi' profondi ed acuti, e peraltro - va ribadito - anche comprensibili, e' facile che le reazioni colpiscano per primi gli 'stranieri', gli 'altri'. Compito della politica e' dare risposte al bisogno di sicurezza dei singoli e delle comunita', e al tempo stesso mostrarsi inflessibile verso ogni fenomeno di xenofobia, di razzismo, di aggressione verso intere categorie di presunti 'nemici': i romeni, gli immigrati irregolari, i rom".
Per i promotori dell'appello, "e' inaccettabile qualunque giustificazione o minimizzazione di questi atteggiamenti e comportamenti che li rappresenti come reazioni eccessive, ma conseguenti, a problemi quali la presenza di immigrati irregolari o l'alta percentuale di immigrati tra gli autori di determinati reati. L'onda del razzismo e della xenofobia va fermata subito, l'Italia deve stringersi a tutti coloro, stranieri e 'minoranze', che vivono in pace nel nostro paese, rispettandone le leggi. In gioco sono i princi'pi costituzionali di liberta', in gioco sono i diritti umani, in gioco e' il nostro futuro di comunita' civile".
PARLAMENTARI EBREI OFFRONO SOLIDARIETA'. "Come parlamentari e come ebrei italiani sentiamo il bisogno e il dovere di stringerci al popolo rom, al quale ci unisce una storia millenaria di persecuzioni e il comune destino del genocidio nazista, che mai potremo dimenticare. Non permetteremo che un intero popolo venga colpevolizzato o che i reati di alcuni, pochi o tanti che siano, producano pene per tutti. Per questo diciamo oggi e diremo sempre: si' alla sicurezza, no al razzismo". Si conclude cosi' un appello, anticipato su l'Unita', che porta le firme della senatrice a vita Rita Levi Montalcini e dei tre parlamentari del Pd Roberto Della Seta, Emanuele Fiano e Ricardo Franco Levi. "I raid di Ponticelli contro un campo nomade sono la grave spia di una stagione di intolleranza verso immigrati e comunita' rom che sta pericolosamente attraversando il nostro Paese. Tale clima prende le mosse da un senso generale di paura, d'incertezza, che tende ad amplificare in molti cittadini la percezione d'insicurezza, la sensazione d'essere indifesi nei confronti della delinquenza. E' un sentimento questo che non va affatto sottovalutato, e certamente esiste in Italia un problema di sicurezza anche legato al fenomeno dell'immigrazione clandestina, che e' diffuso e va risolto con efficacia. Ma come sempre quando si diffondono sentimenti cosi' profondi ed acuti, e peraltro - va ribadito - anche comprensibili, e' facile che le reazioni colpiscano per primi gli 'stranieri', gli 'altri'. Compito della politica e' dare risposte al bisogno di sicurezza dei singoli e delle comunita', e al tempo stesso mostrarsi inflessibile verso ogni fenomeno di xenofobia, di razzismo, di aggressione verso intere categorie di presunti 'nemici': i romeni, gli immigrati irregolari, i rom".
Per i promotori dell'appello, "e' inaccettabile qualunque giustificazione o minimizzazione di questi atteggiamenti e comportamenti che li rappresenti come reazioni eccessive, ma conseguenti, a problemi quali la presenza di immigrati irregolari o l'alta percentuale di immigrati tra gli autori di determinati reati. L'onda del razzismo e della xenofobia va fermata subito, l'Italia deve stringersi a tutti coloro, stranieri e 'minoranze', che vivono in pace nel nostro paese, rispettandone le leggi. In gioco sono i princi'pi costituzionali di liberta', in gioco sono i diritti umani, in gioco e' il nostro futuro di comunita' civile".
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