Assume pillole per abortire al quinto mese
Ha rischiato la vita una diciottenne di origine filippina, al quinto mese di gravidanza, che lo scorso 6 gennaio si e' presentata al pronto soccorso ginecologico del Sant'Orsola di Bologna accusando forti dolori addominali e perdite ematiche. Ai medici che l'hanno visitata constatando un principio emorragico, ha detto di aver preso due giorni prima pillole abortive consigliatele da un'amica a Milano. I medici, visto lo stato avanzato della gravidanza, hanno segnalato il caso alla Procura che ha aperto un'inchiesta.
La ragazza, arrivata a Bologna il giorno prima per visitare una sua cugina, ha cambiato piu' volte versione, parlando prima di una gravidanza indesiderata in seguito a un rapporto non consenziente, poi di un aborto deciso dopo che il padre le aveva chiaramente fatto capire di non volere quel figlio. Quello che non ha spiegato e' la provenienza delle pillole ne' la tipologia, limitandosi solo a dire ai medici che si trattava di pillole filippine. Versione poi nuovamente ritrattata.
Ora la giovane e' indagata per violazione della legge 194, ma non ci vuole essere alcun accanimento da parte della Procura: il Pm Valter Giovannini vuole cercare di capire chi ha fornito le pillole alla ragazza e cosa contenessero. Per questo ha disposto una consulenza medico legale sul feto, espulso dopo 36 ore, e sui campioni di sangue prelevati col consenso della diciottenne, assistita d'ufficio dall'avvocato Cristina Gandolfo.
Ora la ragazza sta bene e nei prossimi giorni verra' dimessa dall'ospedale dove e' stata raggiunta dai familiari che erano all'oscuro di tutto. La prossima settimana verra' sentita dal magistrato: 'E' molto triste pensare che ancora oggi una giovane donna che conduce una esistenza normale nel nostro Paese rischi la vita per fatti del genere', ha commentato il Pm Giovannini. La ragazza, nata e cresciuta a Milano, viene infatti da una famiglia perfettamente inserita.
La ragazza, arrivata a Bologna il giorno prima per visitare una sua cugina, ha cambiato piu' volte versione, parlando prima di una gravidanza indesiderata in seguito a un rapporto non consenziente, poi di un aborto deciso dopo che il padre le aveva chiaramente fatto capire di non volere quel figlio. Quello che non ha spiegato e' la provenienza delle pillole ne' la tipologia, limitandosi solo a dire ai medici che si trattava di pillole filippine. Versione poi nuovamente ritrattata.
Ora la giovane e' indagata per violazione della legge 194, ma non ci vuole essere alcun accanimento da parte della Procura: il Pm Valter Giovannini vuole cercare di capire chi ha fornito le pillole alla ragazza e cosa contenessero. Per questo ha disposto una consulenza medico legale sul feto, espulso dopo 36 ore, e sui campioni di sangue prelevati col consenso della diciottenne, assistita d'ufficio dall'avvocato Cristina Gandolfo.
Ora la ragazza sta bene e nei prossimi giorni verra' dimessa dall'ospedale dove e' stata raggiunta dai familiari che erano all'oscuro di tutto. La prossima settimana verra' sentita dal magistrato: 'E' molto triste pensare che ancora oggi una giovane donna che conduce una esistenza normale nel nostro Paese rischi la vita per fatti del genere', ha commentato il Pm Giovannini. La ragazza, nata e cresciuta a Milano, viene infatti da una famiglia perfettamente inserita.
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