In attesa del decreto legge sulla sicurezza, verso reato di immigrazione clandestina
Un decreto-legge, un disegno di legge, tre decreti legislativi. Prende forma il "pacchetto sicurezza", che oggi sara' varato dal primo Consiglio dei ministri operativo, eccezionalmente convocato a Napoli. Tra le principali novita' emerse ieri, l'inserimento del reato di immigrazione clandestina - che prevedra' una pena da sei mesi a quattro anni di carcere - nella bozza del disegno di legge all'esame del pre-Consiglio dei ministri di stasera. Il reato di clandestinita', previsto dagli ordinamenti giudiziari di molti paesi europei (Germania e Francia in primis), e' considerato un "ottimo deterrente" - in grado anche di agevolare le procedure di espulsione - dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Nella bozza del decreto-legge e' confermato l'aggravamento di un terzo della pena per reati commessi da stranieri irregolari. Maroni tiene poi a segnalare la presenza nel pacchetto di "poteri che vengono dati ai sindaci per contrastare i reati che vengono commessi sul territorio in modo piu' efficace". Non solo: nel "pacchetto" non compare la modifica al codice di procedura penale che avrebbe permesso a chi e' imputato per reati commessi prima del dicembre 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi al fine di valutare l'eventualita' di patteggiare la pena. Una misura che aveva innescato polemiche e ridato fiato alle voci sulle "leggi ad personam" targate centrodestra. In particolare, agli avvocati difensori di Silvio Berlusconi era stata attribuita - per esempio da Antonio Di Pietro - la volonta' di avvantaggiarsi della nuova clausola nell'ambito del processo per corruzione giudiziaria dell'avvocato inglese David Mills. Un piano smentito ieri da Niccolo' Ghedini, deputato del Pdl ed avvocato di Berlusconi: "Non sta ne' in cielo, ne' in terra di chiedere la sospensione del processo affinche' il presidente Silvio Berlusconi possa patteggiare la pena. Vogliamo finire prima possibile per avere l'assoluzione nel merito". La notizia dell'esclusione della clausola sul patteggiamento dal pacchetto sicurezza non ha posto fine al chiacchiericcio: Di Pietro ha rilanciato individuando nella parte del decreto sicurezza che contempla il patteggiamento a processo iniziato solo per i reati indultabili (tra i quali la corruzione) il tentativo di "far rientrare dalla finestra" cio' che e' stato messo fuori dalla porta. Ma non e' solo nel Parlamento italiano che per il centrodestra si gioca la partita sicurezza. Dopo il blitz di ieri condotto dal Pse, che ha ottenuto il cambio in corsa del programma odierno, della questione rom in Italia e in Europa - un problema connesso a quelli della sicurezza e dell'immigrazione clandestina - e' stato investito ieri il Parlamento europeo. Davanti al quale il l'eurocommissario agli Affari sociali, Vladimir Spidla, ha scandito: "La Commissione europea respinge ogni assimilazione dei rom ai criminali, e gli Stati membri si mostrino come esempio di lotta al razzismo e alla xenofobia punendo i responsabili degli attacchi a queste comunita'". Per Spidla episodi di violenza contro i rom simili a quelli avvenuti in Italia "sono accaduti in numerosi Stati membri". Ed e' "evidente a tutti - ha continuato l'eurocommissario - lo stato di indigenza, di emarginazione, di disoccupazione, di bassa istruzione, che portano a sofferenza e tensioni sociali che spingono questa comunita' al margine della societa', il che fa anche perdere una importante risorsa per l'Unione europea". Prima del dibattito di Strasburgo, il capogruppo del Pse all'Europarlamento, il tedesco Martin Schulz, ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Rassicurato dall'esponente del Pse riguardo alla volonta' di evitare che la discussione sui rom "diventi terreno di scontro fra noi e il governo italiano". Per Schulz "non si tratta di dare colpe o di attaccare qualcuno". Inoltre, la questione rom "non e' un problema che emerge con il nuovo governo perche' esiste da tempo". Una messa a punto necessaria per rasserenare il clima nelle relazioni a livello europeo, tanto piu' dopo le sortite polemiche di esponenti del governo spagnolo verso il nostro paese. Esternazioni seguite da smentite e rettifiche. Che non hanno pero' cancellato la sensazione di un pregiudizio, da parte di ambienti europei, nei confronti del nuovo esecutivo italiano - e piu' in generale verso il nostro paese. Nel dibattito di Strasburgo non sono mancati eccessi polemici e intemperanze. Di cui tuttavia gli esponenti del Pd - i loro compagni di schieramento nell'Europarlamento - non sono stati i maggiori protagonisti. In ogni caso, a quanti mettono il centrodestra sul banco degli imputati per le recenti violenze contro i rom in Italia, Maroni obietta: "Noi siamo al governo da una settimana e dire quindi che quanto sta avvenendo nei campi nomadi e' colpa del governo Berlusconi e' semplicemente ridicolo".
COMMENTI
Se i contenuti del pacchetto sicurezza saranno quelli annunciati, compresa l'introduzione del reato di immigrazione clandestina e l'utilizzo dell'esercito, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga promuoverà contro il provvedimento "una crociata in Parlamento e, per quello che mi consente la mia malferma camminata, anche in piazza". Cossiga lo scrive in una lettera indirizzata al premier Silvio Berlusconi e pubblicata dal Riformista. "E votero' no -spiega - anche se il governo dovesse porre la questione di fiducia. Comunque, ripongo la mia fiducia in un intervento del presidente della Repubblica anche nella forma non solo della moral suasion, ma al limite del rinvio al Parlamento di una siffatta sciagurata legge, semmai dovesse essere approvata".
"Introdurre il reato di immigrazione clandestina rischia di aggravare il problema piuttosto che risolverlo". Lo afferma il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa. "L'approvazione di questo provvedimento mandera' in tilt i tribunali e affollera' le carceri italiane. Non si risolve un problema creandone un altro. Sono molte le voci, anche all'interno del Governo, che denunciano che il reato di immigrazione clandestina non e' la soluzione", conclude Cesa.
"Sono preoccupato per la vicenda degli immigrati". Mentre a Napoli si svolge il Consiglio dei ministri che dettera' nuove e piu' rigide regole contro l'immigrazione clandestina, Savino Pezzotta, presidente della Rosa per l'Italia, esprime i propri timori. "Il reato di immigrazione illegale e' una follia dal punto di vista umano e costituzionale", argomenta a margine di una conferenza stampa sull'aborto. E poi, afferma l'ex leader della Cisl: "non si puo' tenere tutto insieme. I rifugiati non possono essere inclusi in forme di contenimento: hanno uno status diverso". Quello che serve, invece, e' "una legge organica" sui rifugiati.
'Ritengo assolutamente inadeguata l'istituzione del reato di immigrazione clandestina'. Lo ha detto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, intervenendo questa mattina ad 'Omnibus' su LA7. Sui suoi rapporti con la maggioranza di governo, Di Pietro ha spiegato: 'Non intendo essere collaborazionista con Berlusconi perche' lo conosco e cerco di evitarlo'. Riferendosi infine all'emergenza rifiuti, il leader dell'Idv ha concluso: 'Noi dell'Italia dei Valori rivolgiamo una critica a Bassolino per la questione rifiuti perche' non si e' provveduto a monte a creare le condizioni per smistare la spazzatura. Detto cio', credo che ora sia doveroso collaborare per risolvere il problema'.
'In queste ore, a partire dalla questione Rom-immigrazione, nel centrosinistra si svolge un silenzioso ma duro confronto tra chi e' pronto a cedere alla solita tentazione dell' 'opposizione a prescindere', e chi e' invece desideroso di costruire percorsi che possano riaccreditare il Pd come forza capace di tornare a candidarsi al governo del Paese. Sono questi ultimi che vanno incoraggiati, di tutta evidenza. Per questo, vorrei ricordare che fu proprio Tony Blair a lanciare una vera e propria campagna politica e civile contro la piccola criminalita''. A dirlo e' Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. 'La lotta al 'petty crime' - spiega - e' una cosa anche positivamente 'di sinistra', nel senso che rappresenta una straordinaria forma di tutela nei confronti delle aree piu' deboli e popolari dell'elettorato, che non vivono nelle zone eleganti ma nelle periferie degradate delle grandi citta''. 'Rileggere quel Blair e' utile a tutti: certamente alla sinistra, per liberarsi dei tic massimalisti; ma anche al centrodestra italiano, che ha gia' largamente compreso e positivamente fatto propria questa urgenza politica, e che ora puo' utilmente dimostrare che la sacrosanta azione per la sicurezza non deve avere mai un volto 'truce', e che ogni singolo provvedimento deve essere sempre spiegato e comunicato come parte di un progetto sociale complessivo', conclude Capezzone.
"Alcune misure, quali il reato di immigrazione clandestina, che si profilano all'interno del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', sono inapplicabili oltrech, sbagliate". Lo afferma Gavino Angius del comitato promotore nazionale del Partito socialista. "Il reato di clandestinità - continua Angius - riguarderebbe 700.000 persone circa, la stragrande maggioranza delle quali lavorano in nero presso aziende e famiglie italiane, comprese le badanti e le colf. Lavorano cioè per gli italiani e compiono infatti un reato quegli stessi italiani che non le regolarizzano. D'altra parte - prosegue - il cosiddetto reato di clandestinità non consente di distinguere tra persone che lavorano onestamente e persone che delinquono in aperta violazione delle nostre leggi. Si tratta di una misura non solo inaccettabile in via di principio perch, di chiaro stampo razzistico, ma anche perch, non servirebbe in alcun modo a contrastare i criminali veri e - conclude Angius - a garantire la sicurezza a milioni di cittadini italiani."
'Introdurre il reato di immigrazione clandestina e' sbagliato per tanti motivi. La regolarizzazione degli extracomunitari con la Bossi-Fini e' di fatto quasi impossibile, e con il reato di immigrazione clandestina contenuto nel ddl del governo ci troveremmo di fronte alla paradossale situazione di dover arrestare oltre 600 mila immigrati irregolari rischiando di mettere in carcere molte delle badanti e delle tate che lavorano nelle nostre famiglie'. Lo sottolinea la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro che definisce questa prospettiva 'inaccettabile', chiede di 'distinguere tra chi lavora e chi delinque' perche' 'non si puo' affermare che tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno sono dei delinquenti' e annuncia battaglia al Senato per eliminare questo reato dal ddl sicurezza. 'L'introduzione nel nostro ordinamento giuridico del reato di immigrazione clandestina e' sbagliata - sostiene Anna Finocchiaro - perche' si tratta di una misura inumana, che non colpisce solo la persona extracomunitaria che delinque, ma anche gli onesti che fuggono dalla fame e lavorano in nero. Tanto e' vero che questa fattispecie di reato non esiste neanche negli Stati Uniti, che pure hanno a che fare con l'immmigrazione, legale e illegale, da sempre'. 'Questa norma poi di fatto - sottolinea Anna Finocchiaro - rischia di essere controproducente. Tutti sanno che regolarizzare un lavoratore extracomunitario in Italia e' molto difficile, per le quote e le procedure stabilite dalla Bossi - Fini. Quasi tutte le famiglie italiane si avvalgono della collaborazione di colf, baby sitter, badanti che non sono riuscite a regolarizzare. Che facciamo, sbattiamo tutti in galera, compreso chi a queste lavoratrici affitta una casa?' 'E che dire - aggiunge la capogruppo del Pd al Senato - dei tanti che faticano nelle nostre aziende agricole o in molte aziende del nord tante volte sfruttati proprio perche' non regolarizzati?'. 'La sicurezza e' una cosa seria che si persegue con l'effettivita' dell'espulsione, la certezza della pena, la lotta alla criminalita' organizzata, la cooperazione tra Stato ed Enti locali' precisa Anna Finocchiaro che vede sul tema del reato di immigrazione clandestina 'una tensione esistente all'interno dei partiti della maggioranza, come anche le parole del sindaco di Roma stanno a testimoniare'. 'Ma non credo - conclude - sia giusto che a farne le spese siano migliaia di lavoratori extracomuniatari e anche tante famiglie italiane'.
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Se i contenuti del pacchetto sicurezza saranno quelli annunciati, compresa l'introduzione del reato di immigrazione clandestina e l'utilizzo dell'esercito, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga promuoverà contro il provvedimento "una crociata in Parlamento e, per quello che mi consente la mia malferma camminata, anche in piazza". Cossiga lo scrive in una lettera indirizzata al premier Silvio Berlusconi e pubblicata dal Riformista. "E votero' no -spiega - anche se il governo dovesse porre la questione di fiducia. Comunque, ripongo la mia fiducia in un intervento del presidente della Repubblica anche nella forma non solo della moral suasion, ma al limite del rinvio al Parlamento di una siffatta sciagurata legge, semmai dovesse essere approvata".
"Introdurre il reato di immigrazione clandestina rischia di aggravare il problema piuttosto che risolverlo". Lo afferma il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa. "L'approvazione di questo provvedimento mandera' in tilt i tribunali e affollera' le carceri italiane. Non si risolve un problema creandone un altro. Sono molte le voci, anche all'interno del Governo, che denunciano che il reato di immigrazione clandestina non e' la soluzione", conclude Cesa.
"Sono preoccupato per la vicenda degli immigrati". Mentre a Napoli si svolge il Consiglio dei ministri che dettera' nuove e piu' rigide regole contro l'immigrazione clandestina, Savino Pezzotta, presidente della Rosa per l'Italia, esprime i propri timori. "Il reato di immigrazione illegale e' una follia dal punto di vista umano e costituzionale", argomenta a margine di una conferenza stampa sull'aborto. E poi, afferma l'ex leader della Cisl: "non si puo' tenere tutto insieme. I rifugiati non possono essere inclusi in forme di contenimento: hanno uno status diverso". Quello che serve, invece, e' "una legge organica" sui rifugiati.
'Ritengo assolutamente inadeguata l'istituzione del reato di immigrazione clandestina'. Lo ha detto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, intervenendo questa mattina ad 'Omnibus' su LA7. Sui suoi rapporti con la maggioranza di governo, Di Pietro ha spiegato: 'Non intendo essere collaborazionista con Berlusconi perche' lo conosco e cerco di evitarlo'. Riferendosi infine all'emergenza rifiuti, il leader dell'Idv ha concluso: 'Noi dell'Italia dei Valori rivolgiamo una critica a Bassolino per la questione rifiuti perche' non si e' provveduto a monte a creare le condizioni per smistare la spazzatura. Detto cio', credo che ora sia doveroso collaborare per risolvere il problema'.
'In queste ore, a partire dalla questione Rom-immigrazione, nel centrosinistra si svolge un silenzioso ma duro confronto tra chi e' pronto a cedere alla solita tentazione dell' 'opposizione a prescindere', e chi e' invece desideroso di costruire percorsi che possano riaccreditare il Pd come forza capace di tornare a candidarsi al governo del Paese. Sono questi ultimi che vanno incoraggiati, di tutta evidenza. Per questo, vorrei ricordare che fu proprio Tony Blair a lanciare una vera e propria campagna politica e civile contro la piccola criminalita''. A dirlo e' Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. 'La lotta al 'petty crime' - spiega - e' una cosa anche positivamente 'di sinistra', nel senso che rappresenta una straordinaria forma di tutela nei confronti delle aree piu' deboli e popolari dell'elettorato, che non vivono nelle zone eleganti ma nelle periferie degradate delle grandi citta''. 'Rileggere quel Blair e' utile a tutti: certamente alla sinistra, per liberarsi dei tic massimalisti; ma anche al centrodestra italiano, che ha gia' largamente compreso e positivamente fatto propria questa urgenza politica, e che ora puo' utilmente dimostrare che la sacrosanta azione per la sicurezza non deve avere mai un volto 'truce', e che ogni singolo provvedimento deve essere sempre spiegato e comunicato come parte di un progetto sociale complessivo', conclude Capezzone.
"Alcune misure, quali il reato di immigrazione clandestina, che si profilano all'interno del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', sono inapplicabili oltrech, sbagliate". Lo afferma Gavino Angius del comitato promotore nazionale del Partito socialista. "Il reato di clandestinità - continua Angius - riguarderebbe 700.000 persone circa, la stragrande maggioranza delle quali lavorano in nero presso aziende e famiglie italiane, comprese le badanti e le colf. Lavorano cioè per gli italiani e compiono infatti un reato quegli stessi italiani che non le regolarizzano. D'altra parte - prosegue - il cosiddetto reato di clandestinità non consente di distinguere tra persone che lavorano onestamente e persone che delinquono in aperta violazione delle nostre leggi. Si tratta di una misura non solo inaccettabile in via di principio perch, di chiaro stampo razzistico, ma anche perch, non servirebbe in alcun modo a contrastare i criminali veri e - conclude Angius - a garantire la sicurezza a milioni di cittadini italiani."
'Introdurre il reato di immigrazione clandestina e' sbagliato per tanti motivi. La regolarizzazione degli extracomunitari con la Bossi-Fini e' di fatto quasi impossibile, e con il reato di immigrazione clandestina contenuto nel ddl del governo ci troveremmo di fronte alla paradossale situazione di dover arrestare oltre 600 mila immigrati irregolari rischiando di mettere in carcere molte delle badanti e delle tate che lavorano nelle nostre famiglie'. Lo sottolinea la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro che definisce questa prospettiva 'inaccettabile', chiede di 'distinguere tra chi lavora e chi delinque' perche' 'non si puo' affermare che tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno sono dei delinquenti' e annuncia battaglia al Senato per eliminare questo reato dal ddl sicurezza. 'L'introduzione nel nostro ordinamento giuridico del reato di immigrazione clandestina e' sbagliata - sostiene Anna Finocchiaro - perche' si tratta di una misura inumana, che non colpisce solo la persona extracomunitaria che delinque, ma anche gli onesti che fuggono dalla fame e lavorano in nero. Tanto e' vero che questa fattispecie di reato non esiste neanche negli Stati Uniti, che pure hanno a che fare con l'immmigrazione, legale e illegale, da sempre'. 'Questa norma poi di fatto - sottolinea Anna Finocchiaro - rischia di essere controproducente. Tutti sanno che regolarizzare un lavoratore extracomunitario in Italia e' molto difficile, per le quote e le procedure stabilite dalla Bossi - Fini. Quasi tutte le famiglie italiane si avvalgono della collaborazione di colf, baby sitter, badanti che non sono riuscite a regolarizzare. Che facciamo, sbattiamo tutti in galera, compreso chi a queste lavoratrici affitta una casa?' 'E che dire - aggiunge la capogruppo del Pd al Senato - dei tanti che faticano nelle nostre aziende agricole o in molte aziende del nord tante volte sfruttati proprio perche' non regolarizzati?'. 'La sicurezza e' una cosa seria che si persegue con l'effettivita' dell'espulsione, la certezza della pena, la lotta alla criminalita' organizzata, la cooperazione tra Stato ed Enti locali' precisa Anna Finocchiaro che vede sul tema del reato di immigrazione clandestina 'una tensione esistente all'interno dei partiti della maggioranza, come anche le parole del sindaco di Roma stanno a testimoniare'. 'Ma non credo - conclude - sia giusto che a farne le spese siano migliaia di lavoratori extracomuniatari e anche tante famiglie italiane'.
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