Domenica 7 giugno 2026
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Aumenta l'uso di farmaci oppiacei contro il dolore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Qualcosa sta cambiando nella terapia del dolore in Italia. Nonostante continui ad occupare l'ultimo posto in Europa per spesa e consumo procapite di farmaci oppioidi(rispettivamente, 0,74 euro e 69,12 mg), e' il nostro Paese ad aver registrato il maggiore incremento nel 2008 rispetto all'anno precedente, con un +23,83% sulla spesa per singolo cittadino, contro un +6,76% della media europea. Questi alcuni dei dati illustrati ieri dal Centro Studi Mundipharma, nell'ambito del convegno "Cura del dolore: un segno di civilta'", organizzato a Roma, presso la Camera dei Deputati, da Il Sole 24 Ore Sanita', alla presenza di esponenti istituzionali, rappresentanti di societa' scientifiche e associazioni a sostegno dei pazienti. Recentemente, due importanti studi epidemiologici hanno dimostrato che il dolore cronico non oncologico interessa in Europa il 19% della popolazione (in Italia e' il 26% a soffrirne) mentre, per quanto riguarda i pazienti con tumore, la sintomatologia dolorosa si manifesta nel 56% dei casi, con un dato italiano che arriva pero' all'88% (il peggiore d'Europa). Perche' un divario cosi' marcato? Una spiegazione e' individuabile nella tipologia di farmaci impiegati per il controllo della sofferenza inutile: il ricorso ai FANS e' ancora molto elevato (in Italia rappresenta circa il 68% delle prescrizioni per il dolore), mentre resta contenuto l'utilizzo di oppioidi, specie di quelli forti. Cio' fa si' che il nostro Paese sia a tutt'oggi fanalino di coda per il consumo di questi farmaci, ma capofila nell'uso di antinfiammatori non steroidei. Un problema anche di informazione dei medici: per questo partira' il prossimo autunno il progetto pilota del Ministero della Salute su 4 regioni (Emilia Romagna, veneto, Lazio e Sicilia) per formare i medici e mettere a punto un nuovo sistema: "Un modello sperimentale - spiega il Coordinatore della Commissione Ministeriale Terapia del dolore e cure palliative Guido Fanelli - che fondi la terapia del dolore anzitutto sui medici di famiglia e eviti l'intasamento di ospedali e Pronto Soccorso, passando da un ospedale senza dolore a un territorio senza dolore".

PER DDL CURE PALLIATIVE OK CAMERA A LUGLIO - "Potrebbe essere approvato entro luglio il ddl sulle cure palliative e le terapie contro il dolore, da qualche tempo fermo alla Commissione Bilancio della Camera che oggi o domani dara' il suo parere ormai pronto". Lo spiega Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali di Montecitorio, sottolineando che il parere "sara' recepito in tempi brevi dalla Commissione da me presieduta per dare entro le prossime due settimane mandato al relatore per la presentazione in aula".
Il presidente riferisce che il parere della Commissione Bilancio, di cui gia' conosce i dettagli, non modifica sostanzialmente il testo, ma propone "un aggiustamento di tipo economico rispetto allo stanziamento previsto". Ma la grossa novita' del provvedimento, aggiunge, sta nei vincoli per le Regioni che dovranno utilizzare correttamente e con criteri precisi i fondi previsti per le cure contro il dolore. In caso contrario non potranno "accedere - precisa Palumbo - nemmeno ai finanziamenti ordinari".
Oggi le cure palliative sono diffuse nel nostro Paese a macchia di leopardo. "Serve una rete assistenziale ad hoc che parta dal territorio", sottolinea durante il convegno Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale terapie del dolore e cure palliative, che ricorda il progetto di rete messo a punto dal ministero del Welfare e finanziato con gli obiettivi di piano del Ssn, approvati dalla Stato-Regioni, che sara' sperimentato in 4 regioni: Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Lazio. La rete, che coinvolge 3 mila operatori, permettera' di accompagnare il cittadino che ha bisogno di terapie antidolore attraverso vari stadi, dal territorio (con il medico di famiglia come porta d'accesso) al centro specialistico quando serve.
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