Giovedì 11 giugno 2026
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Aumentano le famiglie che ricorrono alla conservazione autologa del cordone ombelicale

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Nel 2007, novemila famiglie hanno deciso di congelare le cellule staminali del cordone ombelicale dei propri figli appena nati, e cio' corrisponde al 2% dei 460.000 parti avvenuti in Spagna, ha spiegato a Europa Press Carlos Moreno, direttore dello sviluppo di mercato di Crio-Card, la societa' di raccolta e conservazione di cordoni ombelicali. L'azienda, che ha una banca a Madrid e un laboratorio nel Belgio, ha avviato la propria attivita' nel 2004, ma e' stato soprattutto alla fine del 2006 che ha cominciato a crescere, in coincidenza con la nascita dell'Infanta Leonor, i cui genitori, i Principi delle Asturie, avevano deciso di conservare le cellule staminali in un centro specializzato. "E' un settore in espansione", con otto o nove imprese private che vi si dedicano, ha detto Moreno, ammettendo che all'inizio li trattavano di "pazzi".
Il sistema di raccolta di Crio-Card consiste nel fornire alla futura madre un kit con quanto serve per l'estrazione del sangue cordonale. L'azienda raccoglie il materiale e lo invia al proprio laboratorio in Belgio per il trattamento del caso.
Carlos Moreno si duole che delle 460.000 nascite dell'anno scorso sia stato raccolto il sangue cordonale di appena il 2%, mentre il resto non potra' essere utilizzato come "materiale biologico molto prezioso". Tuttavia e' ottimista e confida in una tendenza diversa giacche' si sta creando "conoscenza" sulla conservazione del cordone ombelicale.
Dal sangue cordonale si possono ottenere cellule staminali, che si caratterizzano per la loro capacita' di dar luogo a vari tipi cellulari, e sono una fonte rigeneratrice di tessuti e organi. Sono cellule non specializzate e autorinnovabili, si possono moltiplicare.
Da oltre quindici anni, le cellule staminali del sangue cordonale sono state utilizzate in alternativa a quelle del midollo osseo nel trattamento di malattie ematologiche e oncologiche. Moreno afferma che, in futuro, col progredire della scienza, potranno essere utilizzate nella medicina rigenerativa.
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