Aumento di mortalita' fra le donne incinta a causa della proibizione dell'aborto
Il divieto assoluto di abortire in Nicaragua, mette in pericolo la vita delle donne. Lo afferma Amnesty International in un rapporto presentato a Città del Messico sottolineando che la legge, entrata in vigore nel luglio del 2008, nega anche la possibilità di trattamenti salvavita per le donne e impedisce agli operatori sanitari di fornire cure mediche efficaci, contribuendo in questo modo all'aumento della mortalità materna in tutto il Paese.
Secondo i dati ufficiali, nel corso del 2009 33 donne e ragazze sono morte durante la gravidanza, rispetto alle 20 dello stesso periodo del 2008. Amnesty International ritiene che "queste cifre siano inferiori alla realtà, poich, lo stesso governo ha riconosciuto che i numeri sulla mortalità materna sono sottostimati".
Il rapporto "Il divieto totale di abortire in Nicaragua: la salute e la vita delle donne minacciate, gli operatori sanitari criminalizzati" è il primo studio realizzato da Amnesty International sulle implicazioni, dal punto di vista dei diritti umani, del divieto di abortire nei casi in cui la salute o la vita di una donna o di una ragazza siano a rischio o quest'ultima sia stata vittima di stupro o incesto.
Il nuovo codice penale del Nicaragua prevede pene detentive per le donne e le ragazze che cercano di abortire e per gli operatori sanitari che forniscono servizi associati all'aborto. Le nuove disposizioni di legge introducono sanzioni penali per medici e infermiere che forniscono cure a donne o a ragazze ammalate di cancro o malaria, che abbiano contratto il virus dell'Hiv/Aids o abbiano una crisi cardiaca, qualora tali cure risultino controindicate in gravidanza e possano causare danni o la morte dell'embrione o del feto. La normativa punisce le donne e le ragazze che hanno perso un bambino, poich, in molti casi è impossibile distinguere tra un aborto spontaneo e un aborto procurato.
La nuova legge è in contrasto con le norme e i protocolli di Ostetricia del ministero della Salute del Nicaragua, che in casi particolari prevedono l'aborto terapeutico. Le autorità non hanno dato alcuna garanzia che gli operatori sanitari che rispetteranno queste Norme non saranno puniti.
Secondo Amnesty, "il divieto di aborto terapeutico in Nicaragua rappresenta una disgrazia. È uno scandalo dei diritti umani che ridicolizza la scienza medica e trasforma la legge in un'arma contro la somministrazione di cure mediche alle donne e alle ragazze incinte", ha dichiarato Kate Gilmore, vice Segretaria generale di Amnesty International, rientrata a Città del Messico da una visita in Nicaragua. "Il nuovo codice penale in vigore nel paese è una conseguenza, cinica e insensibile, della contrattazione politica delle elezioni del 2006. Il risultato è che oggi una legge punisce le donne e le ragazze che hanno bisogno di cure salvavita e i medici che le forniscono".
I delegati hanno incontrato giovani ragazze che, dopo essere state sottoposte a violenza sessuale da parte di familiari stretti o amici, non avendo alternative sono state obbligate a portare a termine la gravidanza, dando alla luce molto spesso il loro fratello o la loro sorella. L'organizzazione per i diritti umani ha appreso con grande turbamento che c'è stata un'impennata dei suicidi da avvelenamento di ragazze incinte nel 2008.
Amnesty International sollecita le autorità del Nicaragua a: ritirare immediatamente la legge che proibisce tutte le forme di aborto; garantire servizi sicuri e accessibili di aborto per le vittime dello stupro e per tutte le donne la cui salute o la cui vita sarebbero a rischio se proseguissero la gravidanza; proteggere la libertà di parola di coloro che si schierano contro la legge e offrono sostegno alle donne e alle ragazze colpite da questa normativa. Amnesty International sollecita con la massima urgenza la Corte suprema del Nicaragua a pronunciarsi sulla legalità e costituzionalità della legge.
Secondo i dati ufficiali, nel corso del 2009 33 donne e ragazze sono morte durante la gravidanza, rispetto alle 20 dello stesso periodo del 2008. Amnesty International ritiene che "queste cifre siano inferiori alla realtà, poich, lo stesso governo ha riconosciuto che i numeri sulla mortalità materna sono sottostimati".
Il rapporto "Il divieto totale di abortire in Nicaragua: la salute e la vita delle donne minacciate, gli operatori sanitari criminalizzati" è il primo studio realizzato da Amnesty International sulle implicazioni, dal punto di vista dei diritti umani, del divieto di abortire nei casi in cui la salute o la vita di una donna o di una ragazza siano a rischio o quest'ultima sia stata vittima di stupro o incesto.
Il nuovo codice penale del Nicaragua prevede pene detentive per le donne e le ragazze che cercano di abortire e per gli operatori sanitari che forniscono servizi associati all'aborto. Le nuove disposizioni di legge introducono sanzioni penali per medici e infermiere che forniscono cure a donne o a ragazze ammalate di cancro o malaria, che abbiano contratto il virus dell'Hiv/Aids o abbiano una crisi cardiaca, qualora tali cure risultino controindicate in gravidanza e possano causare danni o la morte dell'embrione o del feto. La normativa punisce le donne e le ragazze che hanno perso un bambino, poich, in molti casi è impossibile distinguere tra un aborto spontaneo e un aborto procurato.
La nuova legge è in contrasto con le norme e i protocolli di Ostetricia del ministero della Salute del Nicaragua, che in casi particolari prevedono l'aborto terapeutico. Le autorità non hanno dato alcuna garanzia che gli operatori sanitari che rispetteranno queste Norme non saranno puniti.
Secondo Amnesty, "il divieto di aborto terapeutico in Nicaragua rappresenta una disgrazia. È uno scandalo dei diritti umani che ridicolizza la scienza medica e trasforma la legge in un'arma contro la somministrazione di cure mediche alle donne e alle ragazze incinte", ha dichiarato Kate Gilmore, vice Segretaria generale di Amnesty International, rientrata a Città del Messico da una visita in Nicaragua. "Il nuovo codice penale in vigore nel paese è una conseguenza, cinica e insensibile, della contrattazione politica delle elezioni del 2006. Il risultato è che oggi una legge punisce le donne e le ragazze che hanno bisogno di cure salvavita e i medici che le forniscono".
I delegati hanno incontrato giovani ragazze che, dopo essere state sottoposte a violenza sessuale da parte di familiari stretti o amici, non avendo alternative sono state obbligate a portare a termine la gravidanza, dando alla luce molto spesso il loro fratello o la loro sorella. L'organizzazione per i diritti umani ha appreso con grande turbamento che c'è stata un'impennata dei suicidi da avvelenamento di ragazze incinte nel 2008.
Amnesty International sollecita le autorità del Nicaragua a: ritirare immediatamente la legge che proibisce tutte le forme di aborto; garantire servizi sicuri e accessibili di aborto per le vittime dello stupro e per tutte le donne la cui salute o la cui vita sarebbero a rischio se proseguissero la gravidanza; proteggere la libertà di parola di coloro che si schierano contro la legge e offrono sostegno alle donne e alle ragazze colpite da questa normativa. Amnesty International sollecita con la massima urgenza la Corte suprema del Nicaragua a pronunciarsi sulla legalità e costituzionalità della legge.
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