Australia. Buoni risultati per la narcosala di Sydney
Oltre 100 mila episodi di iniezioni di droga in luoghi pubblici sono stati prevenuti, mentre le morti e gli altri danni da overdose si sono sostanzialmente ridotti, nei primi quattro anni di operazione del centro aperto nel quartiere a luci rosse di Kings Cross a Sydney, in cui i tossicodipendenti possono iniettarsi le sostanze sotto supervisione medica. Il rapporto di valutazione condotto dal National Centre in Hiv Epidemiology Research, pubblicato oggi, indica che il centro di Kings Cross ha supervisionato più di 214 mila visite tra maggio 2001 e dicembre 2004, e ha gestito 1262 overdose senza alcun decesso. Stabilito cinque anni fa, fra accese polemiche, con fondi del governo del Nuovo Galles del sud, per ridurre il crimine nell'area e il numero di siringhe e aghi e gettati, il Medically Supervised Injecting Centre ha da allora indirizzato 3620 persone a trattamenti di disintossicazione e di cure mediche. In media, il centro riceve circa 200 visite al giorno, spiega la direttrice medica Ingrid van Beek. Se chiudesse domani, si avrebbero 200 persone in più che si iniettano per strada, ha detto van Beek alla radio Abc. Invece, sappiamo che queste persone non si coinvolgono in comportamenti a rischio, e non finiranno in overdose in un vicolo senza ricevere aiuto. I 1700 casi di overdose verificatisi fino a dicembre 2005 sono stati trattati immediatamente, 20 o 30 minuti prima di quanto sarebbe avvenuto per strada, ha aggiunto. Alcuni dei casi di overdose che abbiamo gestito avrebbero avuto esito letale, invece ciascuno di essi è stato trattato rapidamente ed in maniera correttaADUC è indipendente
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