Australia. Le cellule del cervello si autoriparano
Un cervello umano adulto contiene cellule staminali capaci di riparare una serie di malattie degenerative. E' il risultato di una ricerca neozelandese, presentata lo scorso 30 gennaio ad Adelaide alla Conferenza australiana della Societa' di neuroscienza dal prof. Richard Paull della Scuola di medicina di Auckland.
"Riteniamo sia possibile aiutare il cervello in questo processo usando cellule staminali del paziente stesso per la riparazione dei tessuti; questo apre la porta a nuove opportunita' per trattare persone colpite da malattie neurodegenerative o da ictus", ha detto Paull. "Prelevando cellule staminali adulte dal cervello malato del paziente e modificandole geneticamente, potremo evitare i gravi problemi etici, immunologici e tecnici associati con la tecnologia piu' controversa delle cellule staminali embrioniche", ha aggiunto.
La ricerca ha goduto del sostegno di un programma di donazione di cervelli umani attuato con successo in Nuova Zelanda, che ha consentito ai ricercatori di studiare i processi degenerativi associati con varie malattie, ha spiegato lo studioso. "Abbiamo trovato che nei cervelli malati le cellule adulte si moltiplicano per formare neuroni di rimpiazzo, oltre che altre cellule di riparazione", ha detto.
"Ottenendo l'accesso a queste cellule staminali e introducendo fattori di crescita per generare nuovi neuroni, sara' possibile aiutare il cervello ad autoripararsi, e i pazienti di malattie neurodegenerative a riconquistare salute e normali funzioni", ha proseguito Paull, riconoscendo pero' che resta ancora molto da fare per comprendere i misteri chimici del cervello, prima che questo tipo di approccio possa essere usato per aiutare i pazienti.
"Riteniamo sia possibile aiutare il cervello in questo processo usando cellule staminali del paziente stesso per la riparazione dei tessuti; questo apre la porta a nuove opportunita' per trattare persone colpite da malattie neurodegenerative o da ictus", ha detto Paull. "Prelevando cellule staminali adulte dal cervello malato del paziente e modificandole geneticamente, potremo evitare i gravi problemi etici, immunologici e tecnici associati con la tecnologia piu' controversa delle cellule staminali embrioniche", ha aggiunto.
La ricerca ha goduto del sostegno di un programma di donazione di cervelli umani attuato con successo in Nuova Zelanda, che ha consentito ai ricercatori di studiare i processi degenerativi associati con varie malattie, ha spiegato lo studioso. "Abbiamo trovato che nei cervelli malati le cellule adulte si moltiplicano per formare neuroni di rimpiazzo, oltre che altre cellule di riparazione", ha detto.
"Ottenendo l'accesso a queste cellule staminali e introducendo fattori di crescita per generare nuovi neuroni, sara' possibile aiutare il cervello ad autoripararsi, e i pazienti di malattie neurodegenerative a riconquistare salute e normali funzioni", ha proseguito Paull, riconoscendo pero' che resta ancora molto da fare per comprendere i misteri chimici del cervello, prima che questo tipo di approccio possa essere usato per aiutare i pazienti.
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