Australia. Come gli aborigeni si finanziano contro le droghe
Una parte del biglietto di ingresso al parco nazionale di Uluru, il monolite rosso simbolo dell'Australia, sara' devoluto dagli aborigeni per trovare una soluzione concreta all'assuefazione dei giovani allo sniffo della benzina. Si tratta della prima vera iniziativa da quando i magistrati hanno iniziato ad indagare su una serie di decessi causati dalle droghe nelle comunita' aborigene piu' remote. I magistrati hanno steso un rapporto nel quale sostenevano che la pratica di sniffare benzina e' ormai vista come "una scelta di vita accettabile".Inoltre il fatto che alcune comunita' abbiano piu' possibilita' economiche di altre non influisce nell'astensione dalla droga. Per gli investigatori Uluru rappresenta l'esempio perfetto: si tratta di una comunita' relativamente ricca dove i soldi versati dai turisti vengono utilizzati per finanziare il consumo di droga e il mercato delle automobili. I proprietari tradizionali di Uluru, la tribu' degli Anangu, incassa il 25% di ogni biglietto staccato ai circa 400mila turisti che ogni anno visitano il parco, nonostante i loro figli siano decimati da malattie e dall'assuefazione allo sniffo di benzina.
Proprio due giorni fa c'e' stata una nuova vittima, un ragazzo stroncato da attacco cardiaco o da asfissia ai piedi di Uluru. Negli ultimi sette anni, i giovani aborigeni deceduti a causa della pratica di sniffare benzina (la droga dei poveri in Australia) sono stati almeno 60, mentre molti altri finiscono sulla sedia a rotelle, devastati dagli effetti della benzina sul cervello.
Decisi a cercare una soluzione, i proprietari tradizionali del parco nazionale di Uluru-Kata Tjiuta, devolveranno circa la meta' del milione di euro che incassano ogni anno dallo Stato australiano a progetti per strappare i giovani alla droga. Attraverso il Central Land Council verranno esaminati una serie di programmi per la riabilitazione dei ragazzi. Inoltre, la comunita' si impegna a fornire alternative di vita a chi cerca di allontanarsi dagli stupefacenti, con attrezzature sportive, biblioteche e luoghi per dipingere. Il problema della benzina da sniffare aumenta di anno in anno, secondo gli assistenti sociali sono 500 i "drogati di benzina" nel solo Territorio del Nord, il doppio di quattro anni fa.
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