Domenica 7 giugno 2026
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Australia. Conferenza nazionale su cannabis e malattie mentali

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L'uso di marijuana in Australia ha raggiunto un massimo storico, con tassi di consumo maggiori che in Usa e Gran Bretagna, e assai piu' alti dell'Olanda, che ha norme permissive in materia. Un giovane adulto australiano su cinque la fuma almeno una volta a settimana e un consumatore su 10 ne diventa dipendente, mentre emerge un legame fra l'uso di cannabis e le psicosi mentali, a partire dalla schizofrenia. Queste le conclusioni principali degli esperti convenuti per la Conferenza nazionale su cannabis e malattie mentali, in corso a Melbourne.
I sondaggi su larga scala -ha riferito il prof. Wayne Hall, dell'Istituto di bioscienze molecolari dell'universita' del Queensland- indicano che il 60% dei giovani adulti ha assunto marijuana, mentre altri studi mostrano che circa il 10% dei consumatori regolari trova difficile controllarne l'uso ed e' destinato a consumarla quotidianamente. Le donne hanno inoltre raggiunto gli uomini nella frequenza di assunzione, mentre 25 anni fa l'uso fra gli uomini era il triplo di quello femminile. Hall ha attribuito il crescente uso di questa droga alla scarsezza di attivita' fra i giovani. "Credo che abbia a che fare con la cultura giovanile della noia favorevole alla cannabis".
Altri esperti hanno esaminato il legame fra cannabis e malattie mentali. Il prof. David Castle, dell'Istituto di ricerca sulla salute mentale, ha descritto la cannabis come 'la pagliuzza che spacca la schiena del cammello', aggiungendo che sembra esserci un legame fra la droga e la psicosi, ma solo per chi e' gia' predisposto alla malattia. Vi e' anche consenso fra gli esperti -ha aggiunto- che i consumatori occasionali che non hanno predisposizione per malattie mentali hanno poche probabilità' di soffrire effetti di lungo termine. L'uso regolare puo' avere pero' impatto sul lavoro e sulle relazioni.
L'esperto di cannabis Markus Leweke dell'universita' di Colonia in Germania, ha osservato che la marijuana oggi in circolazione e' tre volte piu' potente di una volta. "E' totalmente differente da quella di 20 o 30 anni fa", ha detto, riferendosi al maggiore contenuto dell'ingrediente attivo Thc. Ha tuttavia sottolineato che il rischio di dipendenza dalla marijuana non e' neanche lontanamente simile a quello della nicotina.
Si fa anche sempre piu' frequente l'uso medico di questa droga. Secondo una ricerca pubblicata in occasione della conferenza, circa i due terzi degli australiani che usa marijuana per ragioni mediche ha cessato o ridotto in breve tempo la somministrazione di altri farmaci. Nel sondaggio condotto dal Centro nazionale di ricerca su droga e alcool, i partecipanti hanno riferito come la cannabis si sia dimostrata utile nel prevenire gli effetti collaterali causati da medicine convenzionali. Le condizioni mediche piu' comuni, di cui soffrono i pazienti che assumono cannabis sono: artrite, dolori cronici, depressione, nausea, spasmi muscolari e perdita di peso.
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