Australia. I dati positivi della sala per iniezioni a Sydney
Il Governo laburista del Nuovo Galles del sud si prepara ad estendere, dopo 18 mesi, il periodo di attivita' dell'unico centro per la somministrazione d'eroina con supervisione medica esistente in Australia. Il centro si trova nel quartiere a luci rosse di Kings Cross a Sydney e la decisione di prolungarne l'esistenza e' stata presa dopo che un rapporto indipendente ha accertato che vi sono stati trattati centinaia di casi di overdose e sono state salvate numerose vite.
Dal rapporto, stilato da un comitato comprendente specialisti ed esperti di epidemiologia, sanita', droga e statistica, emerge che circa 57 mila persone hanno usato il centro da quando ha aperto i battenti, ed in media sono stati scongiurati da quattro a nove decessi all'anno. Nella zona non e' aumentato il movimento di tossicodipendenti ne' il crimine legato alla droga, mentre il livello di supporto da parte della comunita' locale e' aumentato fino al 78%, dopo una visibile diminuzione dei casi di iniezioni di droga per le strade.
Il ministro statale per gli Affari speciali, John Della Bosca, ha raccomandato che la sperimentazione prosegua e dichiara che non vi e' stato il temuto 'effetto-miele', cioe' il centro non ha attratto nuovi trafficanti di droga o attivita' criminale, mentre centinaia di clienti sono stati indirizzati a programmi di riabilitazione. Della Bosca ha aggiunto che il centro costa alle casse statali oltre un milione di euro all'anno ma ha salvato vite e promosso la riabilitazione. "Il 40% dei clienti ha detto che senza il centro si sarebbe iniettata la droga per strada, in gabinetti pubblici o parchi", ha detto.
Il primo ministro conservatore John Howard, che a livello federale mantiene una politica di tolleranza zero sulla droga, ha ribadito che il concetto della sala per iniezioni e' sbagliato e che egli rimane totalmente contrario.
Per il partito dei Verdi invece i risultati sono chiaramente positivi e l'esperienza dovrebbe essere estesa a centri regionali ed aree rurali, dove vi sono problemi di droga. Secondo la senatrice verde Lee Rhiannon, il rapporto "sfata i miti e l'isterismo che viene dalla brigata della tolleranza zero, che e' guidata da anni dal primo ministro Howard".
Dal rapporto, stilato da un comitato comprendente specialisti ed esperti di epidemiologia, sanita', droga e statistica, emerge che circa 57 mila persone hanno usato il centro da quando ha aperto i battenti, ed in media sono stati scongiurati da quattro a nove decessi all'anno. Nella zona non e' aumentato il movimento di tossicodipendenti ne' il crimine legato alla droga, mentre il livello di supporto da parte della comunita' locale e' aumentato fino al 78%, dopo una visibile diminuzione dei casi di iniezioni di droga per le strade.
Il ministro statale per gli Affari speciali, John Della Bosca, ha raccomandato che la sperimentazione prosegua e dichiara che non vi e' stato il temuto 'effetto-miele', cioe' il centro non ha attratto nuovi trafficanti di droga o attivita' criminale, mentre centinaia di clienti sono stati indirizzati a programmi di riabilitazione. Della Bosca ha aggiunto che il centro costa alle casse statali oltre un milione di euro all'anno ma ha salvato vite e promosso la riabilitazione. "Il 40% dei clienti ha detto che senza il centro si sarebbe iniettata la droga per strada, in gabinetti pubblici o parchi", ha detto.
Il primo ministro conservatore John Howard, che a livello federale mantiene una politica di tolleranza zero sulla droga, ha ribadito che il concetto della sala per iniezioni e' sbagliato e che egli rimane totalmente contrario.
Per il partito dei Verdi invece i risultati sono chiaramente positivi e l'esperienza dovrebbe essere estesa a centri regionali ed aree rurali, dove vi sono problemi di droga. Secondo la senatrice verde Lee Rhiannon, il rapporto "sfata i miti e l'isterismo che viene dalla brigata della tolleranza zero, che e' guidata da anni dal primo ministro Howard".
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