Australia. Disobbedienza civile per celebrare il decimo compleanno della prima legge al mondo sull'eutanasia
Non ci sara' alcuna bacheca dedicata ai dieci anni della legge sull'eutanasia nell'atrio del Parlamento dei Nothern Territories. La richiesta non e' stata autorizzata dallo Speaker del Parlamento in quanto troppo controversa.
Il Rights of the Terminally Ill Act fu approvato con pochi voti di scarto il 1 luglio del 1996. Phillip Nitschke, un medico che da tempo si batte per la legalizzazione dell'eutanasia, aveva chiesto l'autorizzazione a celebrare cosi' il 'compleanno' della prima legge al mondo sulla materia. La legge e' stata poi cassata otto mesi fa dal Parlamento federale.
"Naturalmente la stragrande maggioranza dei cittadini dei Nothern Territories era favorevole alla legge e quattro miei pazienti hanno avuto la possibilita' di morire in pace grazie a quella legislazione", ha detto Nitschke.
L'ufficio dello Speaker ha rigettato la richiesta di Nitschke in quanto troppo controversa e in quanto avrebbe rischiato di spaccare la comunita'. Un portavoce dello Speaker ha poi fatto sapere che le dimostrazioni all'interno del Parlamento devono rispettare una lunga serie di linee guida, ma non ha voluto specificare quali di queste non sarebbero state seguite.
Nitschke ha detto che nella bacheca sarebbe stata inclusa l'originale della richiesta di morire di Bob Dent, malato terminale di cancro.
Sempre secondo il medico, il primo ministro ed il leader dell'opposizione avevano dato il loro sostegno all'iniziativa: "Ci e' stato detto chiaramente dal primo ministro e dal leader dell'opposizione che la decisione e' stata presa solamente dallo Speaker. Siamo delusi per cio' che descriveremmo come una decisione miope che non tiene conto della portata storica nazionale ed internazionale di cio' che e' accaduto qui dieci anni fa".
Ma Nitschke non si e' fatto scoraggiare dalla mancata autorizzazione per celebrare e promuovere una legge sull'eutanasia. Davanti ad un centinaio di persone il medico ha risposto a domande sull'eutanasia col suo cellulare, disobbedendo cosi' alla recente legge federale che vieta di parlare di eutanasia e suicidio assistito al telefono o via internet: "Vediamo se le autorita' federali hanno il coraggio di attuare le loro leggi oppressive o se invece stanno solo facendo finta".
Nitschke e' pero' pessimista sui tempi per una nuova legge sull'eutanasia: "Ci vorranno almeno altri dieci anni prima che il Parlamento australiano approvi una legge sull'eutanasia volontaria".
Il Rights of the Terminally Ill Act fu approvato con pochi voti di scarto il 1 luglio del 1996. Phillip Nitschke, un medico che da tempo si batte per la legalizzazione dell'eutanasia, aveva chiesto l'autorizzazione a celebrare cosi' il 'compleanno' della prima legge al mondo sulla materia. La legge e' stata poi cassata otto mesi fa dal Parlamento federale.
"Naturalmente la stragrande maggioranza dei cittadini dei Nothern Territories era favorevole alla legge e quattro miei pazienti hanno avuto la possibilita' di morire in pace grazie a quella legislazione", ha detto Nitschke.
L'ufficio dello Speaker ha rigettato la richiesta di Nitschke in quanto troppo controversa e in quanto avrebbe rischiato di spaccare la comunita'. Un portavoce dello Speaker ha poi fatto sapere che le dimostrazioni all'interno del Parlamento devono rispettare una lunga serie di linee guida, ma non ha voluto specificare quali di queste non sarebbero state seguite.
Nitschke ha detto che nella bacheca sarebbe stata inclusa l'originale della richiesta di morire di Bob Dent, malato terminale di cancro.
Sempre secondo il medico, il primo ministro ed il leader dell'opposizione avevano dato il loro sostegno all'iniziativa: "Ci e' stato detto chiaramente dal primo ministro e dal leader dell'opposizione che la decisione e' stata presa solamente dallo Speaker. Siamo delusi per cio' che descriveremmo come una decisione miope che non tiene conto della portata storica nazionale ed internazionale di cio' che e' accaduto qui dieci anni fa".
Ma Nitschke non si e' fatto scoraggiare dalla mancata autorizzazione per celebrare e promuovere una legge sull'eutanasia. Davanti ad un centinaio di persone il medico ha risposto a domande sull'eutanasia col suo cellulare, disobbedendo cosi' alla recente legge federale che vieta di parlare di eutanasia e suicidio assistito al telefono o via internet: "Vediamo se le autorita' federali hanno il coraggio di attuare le loro leggi oppressive o se invece stanno solo facendo finta".
Nitschke e' pero' pessimista sui tempi per una nuova legge sull'eutanasia: "Ci vorranno almeno altri dieci anni prima che il Parlamento australiano approvi una legge sull'eutanasia volontaria".
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