Martedì 9 giugno 2026
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Australia. Governo accusato di razzismo per campagna anti-alcol nelle comunita' aborigene

OCEANIA - AUSTRALIA
Notizia ·
Il massiccio intervento in oltre 70 remote comunita' aborigene dell'Australia, lanciato un anno fa dal passato governo conservatore per combattere la pedofilia e la violenza domestica alimentate dall'alcolismo cronico, ha incrinato le relazioni fra il governo e le popolazioni indigene, aggravando il senso di ingiustizia. E' la principale conclusione del rapporto di una commissione indipendente, incaricata dal nuovo governo laburista di rivalutare a 12 mesi di distanza l'intervento, che comprende il dispiegamento di polizia e militari a fianco di medici e assistenti sociali, con deroghe alla legge antidiscriminazione. La commissione ha trascorso due mesi visitando 31 comunita', ha ricevuto oltre 200 esposti, e ha constatato che nessuno e' stato finora arrestato per abusi sessuali su minori, il motivo principale che aveva giustificato l'intervento. Le misure per imporre la frequenza scolastica sono rimaste senza successo. 'In molte comunita' vi e' la convinzione profonda che le misure introdotte dal governo siano un'imposizione collettiva basata sulla razza, e non sarebbero mai state imposte ad altri australiani...vi e' un forte senso di ingiustizia per il fatto che le genti aborigene e la loro cultura siano viste come sole responsabili di problemi causati da decenni di abbandono da parte dei governi, che hanno mancato di provvedere a quegli standard fondamentali di salute, di alloggi, istruzione e servizi, di cui gode il resto degli australiani ', si afferma nel rapporto, rilasciato dal ministro per gli affari aborigeni Jenny Macklin. La commissione sostiene che l'intervento debba continuare, ma con modifiche significative. In particolare chiede di cambiare il sistema di controllo dei sussidi di previdenza, introdotto per assicurare che almeno la meta' sia spesa per cibo e beni essenziali e per assicurare la frequenza scolastica dei figli. Secondo il rapporto e' necessario che il governo costruisca nuove relazioni con le comunita' indigene, basate sulla consultazione, per assicurare il loro sostegno per il programma. Il premier laburista Kevin Rudd, eletto lo scorso novembre, ha indicato gli affari indigeni fra le priorita' del suo governo, e ha raccolto elogi per aver presentato scuse ufficiali in parlamento agli aborigeni per le ingiustizie e i maltrattamenti del passato. Rudd ha promesso di continuare l'intervento, ma di modificarlo in base alle raccomandazioni del rapporto. I circa 460 mila aborigeni rappresentano circa il 2% della popolazione e hanno un'aspettativa di vita di 17 anni inferiore al resto degli australiani, hanno inoltre tassi altissimi di disoccupazione, di abuso di alcool e droghe, di violenza domestica e di detenzione.   
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