Australia. Howard: respingere immigrati con Hiv
E' scontro politico in Australia dopo che il premier John Howard ha annunciato l'intenzione di vietare l'ingresso nel Paese agli immigrati sieropositivi. Le organizzazioni dei rifugiati e le associazioni di assistenza ai malati hanno accusato Howard, che in un decennio alla guida del governo ha portato un giro di vite sull'immigrazione, di discriminare gli stranieri indicandoli come i responsabili per la diffusione dell'Aids nella terra dei canguri.
Durante una visita allo stato di Victoria, dove il numero di nuovi residenti affetti dal virus dell'Hiv si e' quadruplicato negli ultimi due anni, Howard ha detto che "di primo impulso" vorrebbe vietare l'ingresso in Australia agli immigrati sieropositivi, anche se questo provvedimento "potrebbe essere attenuato per ragioni umanitarie". Di qui l'intenzione concordata con il ministro della Salute di adottare restrizioni simili a quelle in vigore per i tubercolitici.
Il Consiglio per l'Aids di Victoria ha pero' soottolineato che gli arrivi dall'estero riguardano dolo 9 dei 334 nuovi casi di sieropositivi nello Stato, rappresentati per lo piu' da gay australiani.
Una Ong che si occupa di rifugiati, la Victorian Refugee Action Collective, ha avvertito che Canberra ha l'obbligo di garantire protezione a chi ne ha diritto a prescindere dal suo stato di salute e ha denunciato quella di Howard come una posizione "crudele e spietata".
Durante una visita allo stato di Victoria, dove il numero di nuovi residenti affetti dal virus dell'Hiv si e' quadruplicato negli ultimi due anni, Howard ha detto che "di primo impulso" vorrebbe vietare l'ingresso in Australia agli immigrati sieropositivi, anche se questo provvedimento "potrebbe essere attenuato per ragioni umanitarie". Di qui l'intenzione concordata con il ministro della Salute di adottare restrizioni simili a quelle in vigore per i tubercolitici.
Il Consiglio per l'Aids di Victoria ha pero' soottolineato che gli arrivi dall'estero riguardano dolo 9 dei 334 nuovi casi di sieropositivi nello Stato, rappresentati per lo piu' da gay australiani.
Una Ong che si occupa di rifugiati, la Victorian Refugee Action Collective, ha avvertito che Canberra ha l'obbligo di garantire protezione a chi ne ha diritto a prescindere dal suo stato di salute e ha denunciato quella di Howard come una posizione "crudele e spietata".
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