Australia. Quadruplicati gli embrioni congelati
Una montagna di embrioni congelati non utilizzati si sta accumulando in Australia e in Nuova Zelanda e gli esperti temono che continui a crescere, fino a diventare incontrollabile, il numero di quelli conservati a lungo termine, senza piani per il loro utilizzo. Secondo uno studio pubblicato oggi dall'Australian Institute of Health and Welfare, che fornisce una statistica degli embrioni conservati nei due Paesi, nell'ultimo decennio il loro numero si e' quadruplicato, raggiungendo la soglia di 100 mila. Nel commentare i dati, il portavoce della Fertility Society of Australia, Michael Chapman, ha detto che gli embrioni vengono conservati in numero sempre maggiore perche', grazie alla migliore tecnologia, le donne restano incinte in numero maggiore al primo tentativo di fecondazione artificiale, spesso quando un solo embrione viene impiantato nell'utero. Il numero di embrioni creati dopo un ciclo di fecondazione assistita e' spesso piu' di 10, e quelli in eccedenza vengono congelati e conservati. Le coppie che conservano gli embrioni per un possibile uso futuro debbono pagare una quota annuale pari a 120 euro. "Questo ovviamente le induce a domandarsi se conservarli o no", ha detto Chapman. "Per molti pero' e' piu' facile non pensarci e continuare a pagare ogni anno". Solo quando il periodo di conservazione si avvicina alla soglia di 'scadenza raccomandata' di 10 anni, e le donne che hanno utilizzato la fecondazione artificiale si avvicinano ai 50 anni, le cliniche cominciano a contattare le coppie per chiedere istruzioni. Gli embrioni possono essere donati ad altre coppie sterili, o a scienziati per ricerca, o semplicemente scongelati e distrutti.
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