Australia. Si parla di altre shooting room
Visti i risultati della shooting room di King's' Cross a Sydney, i Verdi del Queensland hanno proposto l'apertura di una struttura simile anche a Brisbane. "Un centro del genere -dice Hutton, responsabile del partito a livello statale- salverebbe senza ombra di dubbio la vita a molti consumatori di droghe per iniezione che si bucano senza una dovuta supervisione medica. Inoltre, i risultati di Sydney andrebbero a demistificare gli slogan di tolleranza zero portati avanti dal premier John Howard e dal comandante dei servizi di recupero dell'Esercito della Salvezza, il Sindaco (di Brisbane n.d.r.) Brain Watters". Anche il premier del Queensland si e' espresso in maniera contraria alle shooting room.
Diversa e' la situazione a Canberra, dove il mese prossimo il ministro della Sanita' dell'ACT (lo Stato della capitale, piu' o meno, l'equivalente australiano di Washington DC n.d.r.), che aveva aspettato i risultati della shooting room di Kings Cross, raccomandera' il mese prossimo al Governo di istituire una struttura simile anche nella Capitale.
Ma se i risultati dell'insediamento della shooting room dal punto di vista "sanitario", erano prevedibili, era meno prevedibile che buona parte degli abitanti del quartiere accogliesse la struttura con favore. Secondo alcune interviste agli abitanti riportate dal quotidiano "Sydney Morning Herald", le persone sono convinte di avere "gli stessi drogati di prima, ma che adesso si iniettano droga in un posto piu' sicuro".
Diversa e' la situazione a Canberra, dove il mese prossimo il ministro della Sanita' dell'ACT (lo Stato della capitale, piu' o meno, l'equivalente australiano di Washington DC n.d.r.), che aveva aspettato i risultati della shooting room di Kings Cross, raccomandera' il mese prossimo al Governo di istituire una struttura simile anche nella Capitale.
Ma se i risultati dell'insediamento della shooting room dal punto di vista "sanitario", erano prevedibili, era meno prevedibile che buona parte degli abitanti del quartiere accogliesse la struttura con favore. Secondo alcune interviste agli abitanti riportate dal quotidiano "Sydney Morning Herald", le persone sono convinte di avere "gli stessi drogati di prima, ma che adesso si iniettano droga in un posto piu' sicuro".
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