Australia. Stanziati 8 milioni di dollari per studiare l'integrazione con l'Islam
Contro l'estremismo favorire la conoscenza e il dialogo tra religioni e culture diverse: questo l'obiettivo del Parlamento australiano, intenzionato a creare una fondazione nazionale per la promozione degli studi sull'Islam. L'annuncio è stato fatto da Andrew Robb, responsabile della Camera dei Deputati di Canberra per le questioni legate all'immigrazione e al multiculturalismo. In un'intervista rilasciata al quotidiano 'The Sydney Herald', il parlamentare ha spiegato che l'idea del futuro "Islamic Studies Institute" nasce dalla volonta' di sensibilizzare i giovani sugli aspetti delle differenti religioni. "La creazione di un istituto per gli studi sull'Islam potrebbe essere utile per i giovani musulmani che vivono in questo Paese e che desiderano comprendere il ruolo della religione in Australia. Il centro offrirà un percorso di studi che potrebbe risultare utile in particolare per quei ragazzi che hanno intenzione di diventare leader religiosi musulmani in un contesto australiano", ha dichiarato Robb. Il parlamentare ha poi annunciato uno stanziamento governativo di otto milioni di dollari australiani (circa 4,8 milioni di euro) per la nascita del futuro istituto.Nei piani dell'esecutivo il centro dovrebbe iniziare a funzionare entro la metà del 2007, attirare circa 300 studenti all'anno e avere sede in una delle principali università del Paese (ma il luogo esatto non è stato ancora scelto). In Australia vivono circa 300mila musulmani, più o meno l'1,5 per cento dell'intera popolazione nazionale. L'Islamic Studies Institute si affiancherebbe così al già esistente Muslim Advisory Council, l'ente promosso dal primo ministro John Howard all'indomani degli attentati londinesi dello scorso anno e che funge da organismo di autocontrollo per gli imam australiani. Secondo la stampa locale, numerosi musulmani sono comunque ancora critici rispetto all'operato del governo sulle questioni inerenti la sicurezza e il terrorismo internazionale. In particolare i leader islamici hanno accusato in passato il premier John Howard di sostenere attività di spionaggio nelle moschee e nei centri islamici.
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