Australia. Terapia genica come approccio al diabete di tipo 1
Un gruppo di scienziati australiani ha messo a punto una tecnica che in futuro potrebbe prevenire il diabete di tipo 1 nei pazienti con particolare predisposizioni genetiche.
Gli studi, svolti presso il Melbourne's Walter and Eliza Hall Institue of Medical Research, si sono focalizzati sull'uso dell'ingegneria genetica come tecnica preventiva.
Nel diabete di tipo 1, il corpo non produce l'insulina necessaria per convertire lo zucchero in energia, e i pazienti sono costretti a sottoposi ogni giorno a iniezioni di insulina per sopperire al bisogno energetico. Il sistema immunitario dei malati di diabete infatti, non riconosce le cellule produttrici di insulina e le distrugge. Gli autori dello studio, Raymond Steptoe e Leonard Harrison, sostengono che "rieducando" il sistema immunitario e' possibile evitare le conseguenze della malattia. La tecnica consiste nel modificare geneticamente le cellule staminali ematopoietiche del corpo, di modo che "disattivino" il sistema immunitario verso le cellule produttrici di insulina.
"Il vantaggio di questo approccio non-convenzionale, e' che il sistema immunitario, dopo le modifiche, e' in grado di riconoscere le cellule immuno-nocive da quelle che normalmente servono a proteggere il nostro corpo dalle infezioni", spiega Steptoe.
Per ora le sperimentazioni sono state condotte su animali, e le applicazioni su esseri umani sono ancora lontane.
Gli studi, svolti presso il Melbourne's Walter and Eliza Hall Institue of Medical Research, si sono focalizzati sull'uso dell'ingegneria genetica come tecnica preventiva.
Nel diabete di tipo 1, il corpo non produce l'insulina necessaria per convertire lo zucchero in energia, e i pazienti sono costretti a sottoposi ogni giorno a iniezioni di insulina per sopperire al bisogno energetico. Il sistema immunitario dei malati di diabete infatti, non riconosce le cellule produttrici di insulina e le distrugge. Gli autori dello studio, Raymond Steptoe e Leonard Harrison, sostengono che "rieducando" il sistema immunitario e' possibile evitare le conseguenze della malattia. La tecnica consiste nel modificare geneticamente le cellule staminali ematopoietiche del corpo, di modo che "disattivino" il sistema immunitario verso le cellule produttrici di insulina.
"Il vantaggio di questo approccio non-convenzionale, e' che il sistema immunitario, dopo le modifiche, e' in grado di riconoscere le cellule immuno-nocive da quelle che normalmente servono a proteggere il nostro corpo dalle infezioni", spiega Steptoe.
Per ora le sperimentazioni sono state condotte su animali, e le applicazioni su esseri umani sono ancora lontane.
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