Sabato 6 giugno 2026
Menu

Australia. WA. Nuova legislazione sulla morte dignitosa proteggera' i medici da procedimenti legali

OCEANIA - AUSTRALIA
Notizia ·
Medici, sanitari e famigliari saranno protetti da procedimenti legali grazie alla nuova legislazione sulla morte dignitosa che sara' introdotta nel Western Australia. La legislazione permettera' agli adulti di redigere le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento (il cosiddetto testamento biologico) nelle quali saranno indicate le cure da somministrare per quanto riguarda la terapia del dolore o per altre situazioni in cui e' a rischio la vita.
Con queste leggi un tutore, nominato dal paziente prima di divenire incapace, potra' decidere se somministrare o meno trattamenti terapeutici.
La legge sulle dichiarazioni anticipate verra' presa in esame dal parlamento statale la prossima settimana. I parlamentari si cimenteranno in un voto di coscienza, il primo dal 1998, quando fu discussa l'introduzione della pillola abortiva Ru486.
Per il Procuratore Generale dello Stato, Jim McGinty, la legislazione e' la piu' moderna e avanzata della nazione ed andra' a modificare il codice penale per dare protezione ai sanitari da procedimenti legali.
Le leggi si estendono in molte aree e superano di gran lunga quelle degli altri Stati australiani. Nel Victoria, i pazienti terminali possono compilare un Certificato di rifiuto dei trattamenti (Refusal of Treatment Certificate), prevenendo cosi' la somministrazione di terapie non desiderate. La legge elimina specificamente la responsabilita' civile dei sanitari che seguono le direttive del Certificato.
Nel Queensland, i pazienti possono redigere dichiarazioni anticipate di trattamento, ma la legge non prevede alcuna protezione per i sanitari in sede civile e penale.
Anche nel NSW esiste la possibilita' di fare il testamento biologico, ma come nel Queensland le leggi non proteggono i sanitari da procedimenti penali o civili.
Per il Procuratore del Western Australia, i sanitari hanno necessita' di specifiche linee guida legali affinche' possano svolgere il loro lavoro e seguire "le volonta' dei pazienti terminali senza la paura di incorrere in azioni legali".
Se la Australian Medical Association (Ama) e le associazioni di cure palliative hanno apprezzato la nuova legislazione se pur con qualche riserva, i gruppi "pro-life" hanno espresso netta contrarieta'.
Rosanna Capolingua, direttore della commissione etica dell'Ama, ha detto che la legge e' si' un passo nella direzione giusta, ma e' imperfetta. "Quando la gente pensa alle proprie scelte future mentre e' in salute e sta bene e' spesso differente da come ragionera' quanto e' agli ultimi stadi della propria vita", ha detto Capolingua, che aggiunge: "Non crediamo che le direttive anticipate possano essere fatte da mamma e papa' che si siedono insieme attorno alla tavola da pranzo. Devono essere fatte con un medico. Aprono le porte all'eutanasia? Dobbiamo vigilare su questo punto".
Ma non e' d'accordo il presidente di Palliative Care WA, Scott Blackwell, che ha detto: "La legislazione non ha niente a che vedere con l'eutanasia, non promuove l'eutanasia e, di fatto, ci allontana dalla necessita' dell'eutanasia". Blackwell ricorda che il caso di Terri Schiavo negli Usa potrebbe essere stato evitato se, ad esempio, fosse stato nominato un tutore, come invece e' previsto dalla nuova legge del Western Australia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →