Austria. 49% dei cittadini favorevole all'eutanasia attiva
Quasi la meta' degli austriaci e' favorevole all'eutanasia attiva secondo il modello olandese. Lo rileva un sondaggio dell'Istituto di ricerche d'opinione Imas, che ha interpellato un campione rappresentativo di 1.084 persone sopra i 16 anni d'eta'. Il 49% degli intervistati ritiene giusto esaudire il desiderio di morire delle persone malate terminali e in grave sofferenza. Il 25% e' contrario, mentre il 26% e' indeciso. Rispetto a un sondaggio analogo realizzato nel Duemila, le percentuali, sia di consenso, sia di rifiuto, sono cambiate pochissimo. All'epoca, era d'accordo il 49%, contrario il 26%, indeciso il 25%. E' mutato invece il grado d'informazione. Se nel 2000, il 30% rispondeva di non aver mai sentito parlare del modello olandese, questa volta e' solo il 19%.
L'Olanda e' tuttora considerata la pioniera dell'eutanasia. Dal 2000, i medici possono infatti praticare l'eutanasia attiva, sebbene nel rispetto di precise condizioni. Ossia: non devono piu' esserci speranze di guarigione; il paziente dev'essere in grave stato di sofferenza e deve aver manifestato con chiarezza, e piu' volte, di voler essere aiutato a morire; infine, occorre un secondo parere medico. Spettera' poi a una commissione di esperti vagliare se tutte le condizioni siano state rispettate. Il Belgio ha una normativa ancora piu' liberale. La legge in vigore dal 2002 consente l'eutanasia su richiesta -anche qui la domanda dev'essere reiterata e la malattia irreversibile- ma puo' avvenire anche quando la morte non sia imminente. In Svizzera l'eutanasia e' proibita ma e' ammesso il suicidio assistito. Organizzazioni come Exit International provvedono a fornire la sostanza letale prescritta da un medico, e l'aspirante suicida la prende da se'. In tutti gli altri Paesi europei l'eutanasia attiva e' vietata ed e' punibile. Alcuni ammettono l'eutanasia passiva, nel senso che si possono interrompere i trattamenti che prolunghebbero la vita, oppure e' permessa la somministrazione di sedativi che possono abbreviare la vita del paziente.
In Austria l'eutanasia attiva e' proibita mentre e' consentito, anche qui a determinate condizioni, di sospendere le cure che prolungherebbero la vita. Per regolamentare queste situazioni, la scorsa primavera e' stato introdotto il testamento biologico, lo strumento con cui il paziente puo' fissare in anticipo i trattamenti medici che non vuole gli siano applicati. Nel contempo si punta soprattutto a una buona assistenza alla morte: nei reparti delle malattie terminali si cerca di preservare fino all'ultimo la qualita' della vita dei moribondi, sia con terapie antidolore individualizzate sia esaudendo i loro desideri. I responsabili degli ospizi per anziani sono assolutamente contrari all'eutanasia attiva.
L'Olanda e' tuttora considerata la pioniera dell'eutanasia. Dal 2000, i medici possono infatti praticare l'eutanasia attiva, sebbene nel rispetto di precise condizioni. Ossia: non devono piu' esserci speranze di guarigione; il paziente dev'essere in grave stato di sofferenza e deve aver manifestato con chiarezza, e piu' volte, di voler essere aiutato a morire; infine, occorre un secondo parere medico. Spettera' poi a una commissione di esperti vagliare se tutte le condizioni siano state rispettate. Il Belgio ha una normativa ancora piu' liberale. La legge in vigore dal 2002 consente l'eutanasia su richiesta -anche qui la domanda dev'essere reiterata e la malattia irreversibile- ma puo' avvenire anche quando la morte non sia imminente. In Svizzera l'eutanasia e' proibita ma e' ammesso il suicidio assistito. Organizzazioni come Exit International provvedono a fornire la sostanza letale prescritta da un medico, e l'aspirante suicida la prende da se'. In tutti gli altri Paesi europei l'eutanasia attiva e' vietata ed e' punibile. Alcuni ammettono l'eutanasia passiva, nel senso che si possono interrompere i trattamenti che prolunghebbero la vita, oppure e' permessa la somministrazione di sedativi che possono abbreviare la vita del paziente.
In Austria l'eutanasia attiva e' proibita mentre e' consentito, anche qui a determinate condizioni, di sospendere le cure che prolungherebbero la vita. Per regolamentare queste situazioni, la scorsa primavera e' stato introdotto il testamento biologico, lo strumento con cui il paziente puo' fissare in anticipo i trattamenti medici che non vuole gli siano applicati. Nel contempo si punta soprattutto a una buona assistenza alla morte: nei reparti delle malattie terminali si cerca di preservare fino all'ultimo la qualita' della vita dei moribondi, sia con terapie antidolore individualizzate sia esaudendo i loro desideri. I responsabili degli ospizi per anziani sono assolutamente contrari all'eutanasia attiva.
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