Austria. Un’esperienza positiva a Graz
"Il vizio della droga bisogna vederlo come una malattia cronica", dice il responsabile del Kontaktladen di Graz, Roland Urban. Da un anno, oltre al servizio mobile Streetwork, funziona questo nuovo centro della Caritas, frequentato regolarmente da 500 dei circa 2.000 tossicomani della citta'. E' una struttura a carattere sociale, che mira soprattutto a far riconquistare ai drogati la fiducia in se. "La citta' sta meglio di un anno fa", aggiunge il presidente della Caritas Franz Kueberl. Quando ci si riferisce ai drogati bisogna pensare che sono persone a rischio marginalizzazione, percio' e' importante assicurargli un lavoro fisso -spiega ancora Urban. Nella sua attivita' con i consumatori di droga parte dal concetto della riduzione del danno, per aprirgli la strada a una nuova prospettiva di vita.Dati concreti: il numero di siringhe scambiate e' salito da 129.382 a 203.793 e i colloqui sono stati 1.300, di cui un quarto incentrati sulla possibilita' di smettere con il vizio. Kueberl giudica positivamente questi dati e pensa: "Con la tolleranza aumentano le possibilita' future della citta'". Intanto sta pensando ad altre misure, come ad esempio a una narcosala, dove il drogato possa assumere la sostanza in luogo protetto anziche' nei gabinetti pubblici o in una piazza.
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