Venerdì 5 giugno 2026
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Austria. La "zona grigia" dei prodotti di sostituzione

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I programmi di sostituzione per tossicodipendenti hanno come risvolto negativo il commercio illegale di sostanze che il medico prescrive e il farmacista fornisce al drogato in cura. Subdistol, Mundidol, Vendal e Metadone, prescritti nella terapia di disassuefazione, anziche' dare i risultati sperati, sono sempre piu' oggetto di traffico. Il problema e' particolarmente sentito a Graz, dove medici e farmacisti ammettono che il Subdistol circola abbondantemente nelle scuole professionali e dove, stando ad alcune stime, la meta' dei soggetti in cura proverrebbe da "prescrizioni legali". Cio' getta un'ombra di sospetto sui medici. Al punto che il direttore sanitario regionale, Odo Feenstra, ha inviato una circolare piuttosto severa: "La durata e la frequenza delle sostanze fornite appaiono spesso ingiustificate. Questo modo di procedere favorisce gli abusi".
In farmacia. La regola prevede che il paziente assuma la sostanza alla presenza del farmacista. Ma e' pura teoria. Infatti i farmacisti sostengono di non poter guardare in bocca al paziente per controllare se abbia effettivamente inghiottito la capsula o bevuto il liquido. Per cui succede che appena uscito, il paziente risputi la pasticca o che dentro sia riuscito a travasare il liquido in un flaconcino. Un altro problema e' la prassi sempre piu' diffusa della consegna della dose serale o settimanale: e' ovvio che queste sostanze sfuggano al controllo.
Al di la' del commercio illegale, esiste poi un disaccordo sull'obiettivo da raggiungere. Alcuni esperti pensano che il farmaco sostitutivo serva a stabilizzare le condizioni del drogato; altri ritengono che si giustifichi solo se porta a una minore dipendenza o alla guarigione.
Infine, c'e da registrare il rimprovero che il presidente dei farmacisti, Gerhard Kobinger, muove ad alcuni medici. Secondo lui, talvolta prescrivono dosi a casaccio; magari 800 milligrammi giornalieri di Subdistol, piu' di quanto l'organismo possa tollerare.
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