Sabato 6 giugno 2026
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Automobili. Immatricolazioni in aumento

U.E. - ITALIA
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La Motorizzazione ha immatricolato ad aprile 148.807 autovetture, il 24,16% in più rispetto al corrispondente mese del 2014. Lo scorso mese, si legge sul sito del Ministero dei Trasporti, sono stati inoltre registrati 398.746 trasferimenti di proprietà di auto usate (+11,39% su base annua) e pertanto il volume globale delle vendite (587.763 autovetture) ha interessato per il 27,28% auto nuove e per il 72,82% auto usate. Nel primo quadrimestre la Motorizzazione ha in totale immatricolato 578.088 autovetture (+16,2% su base annua) e registrato 1.554.694 trasferimenti di proprietà di auto usate (+8,15%).
"La crescita è dovuta anche a una accelerazione degli acquisti dei privati, che nei mesi scorsi avevano avuto una dinamica di crescita meno accentuata di quella delle aziende". Così il Centro Studi Promotor commenta l'aumento delle immatricolazioni auto che nel mese di aprile hanno registrato una crescita del 24,2%.
"E` del tutto evidente", spiega il Centro Studi Promotor, "che il dato di aprile impone di rivedere in misura significativa anche le previsioni già formulate (peraltro con molta cautela) per l'intero 2015. Per valutare comunque correttamente l'attuale andamento del mercato dell'auto occorre non dimenticare che gli incrementi di cui si è detto si collocano sui livelli del 2014, che erano di ben il 45,4% inferiori ai valori ante-crisi e assai vicini a quelli del 1970".
Secondo il Centro Studi Promotor "il recupero del mercato dell'auto è dunque dovuto essenzialmente al fatto che si è accumulata negli anni della crisi una quota molto importante di domanda di sostituzione insoddisfatta che incomincia ad alimentare un certo volume di acquisti di auto nuove. Ciò essenzialmente per due ragioni. La prima è che, poiché in un Paese in cui solo il 13,6% degli spostamenti è assicurato dal trasporto pubblico, dell'automobile non si può fare a meno e di conseguenza le vetture fortemente invecchiate nella crisi vanno ora assolutamente sostituite. La seconda ragione è che, aspettando la ripresa, si è determinato un nuovo clima di fiducia nel Paese che sta inducendo una quota di aziende e di famiglie che dispongono ancora di risorse a sostituire una parte delle loro auto più vecchie".
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