Domenica 7 giugno 2026
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L'automobilista deve prevedere l'indisciplina degli altri. Cassazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Chi e' al volante non deve soltanto guidare con prudenza, ha pure "l'obbligo di prevedere le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui". Lo certifica la Cassazione che precisa come l'automobilista "puo' andare esente da responsabilita', in caso di investimento del pedone, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo del pedone, ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista ne' prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l'evento".
Dice la Suprema Corte che chi e' alla guida puo' considerarsi sollevato da colpe in caso di incidente "solo allorquando il conducente del veicolo investitore si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilita' di 'avvistare' il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile".
Solo in questo caso, la colpa potrebbe attribuirsi "esclusivamente alla condotta del pedone". Forte di questo principio, la Quarta sezione penale (sentenza 23309) ha convalidato una condanna per omicidio colposo aggravato nei confronti di Alessandro C., automobilista fiorentino, colpevole di avere investito il pedone Livio B. deceduto qualche giorno dopo all'ospedale per le gravi lesioni riportate.
A scanso di fraintendimenti, la Cassazione dice che "il conducente risponde anche dei comportamenti altrui, sia pure non corretti, quando essi rappresentino prevedibili eventi nella circolazione stradale". Ecco perche' piazza Cavour ha convalidato la condanna nei confronti del conducente che, giunto in prossimita' delle strisce zebrate, pure impossibilitato nella vista per la presenza di un veicolo voluminoso, non ha previsto la presenza e le eventuali 'trasgressioni' dell'utente della strada ("parimenti in colpa", precisa la Cassazione), falciandolo nonostante la velocita' di 38 chilometri orari. Da qui la colpa.



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