Autorizzata la patata Ogm
Il ministro tedesco dell'Agricoltura, Ilse Aigner, ha autorizzato la coltivazione in Germania per scopi sperimentali di una patata geneticamente modificata prodotta da Basf. Lo ha annunciato in un comunicato la stessa Aigner, esponente del partito cristiano-sociale bavarese della Csu. Da tale coltivazione sperimentale "non deriva nessun rischio per la salute dell'uomo o per l'ambiente", ha spiegato il ministro, che ha chiarito di aver preso la sua decisione "dopo un'attenta verifica delle informazioni disponibili e dopo aver parlato con esperti del mondo scientifico ed economico".
Basf deve garantire che quanto raccolto non finisca nella catena alimentare o nell'ambiente, si legge nel comunicato.
La patata ogm del gigante tedesco della chimica, chiamata "Amflora", non è adatta a scopi alimentari, bensí industriali: il tubero è stato infatti geneticamente modificato in modo tale da generare una qualità particolare di amido, utile per la produzione, ad esempio, di carta o adesivi.
Secondo Aigner "non c'è nessun motivo" per negare l'autorizzazione, visto che Basf si è impegnata a rispettare ulteriori standard di sicurezza: la società potrà coltivare Amflora in un unico sito in Meclemburgo-Pomerania occidentale (nel nord-est della Germania) e soltanto su una superficie di 20 ettari, al posto dei 150 inizialmente richiesti.
Nei giorni scorsi i vertici della Csu avevano fatto pressione sulla Aigner affinch, vietasse la coltivazione di Amflora; non a caso il via libera di oggi è stato accolto con diverse critiche dal partito bavarese.
La patata ogm non ha ancora ottenuto l'autorizzazione alla coltivazione da parte dell'Unione europea. Per questo lo scorso anno Basf ha citato in giudizio la Commissione europea, colpevole a suo modo di vedere di ritardare eccessivamente una decisione in materia.
Due settimane fa Berlino aveva bloccato il mais transgenico "Mon 810" della Monsanto. L'azienda statunitense aveva reagito presentando un ricorso.
Basf deve garantire che quanto raccolto non finisca nella catena alimentare o nell'ambiente, si legge nel comunicato.
La patata ogm del gigante tedesco della chimica, chiamata "Amflora", non è adatta a scopi alimentari, bensí industriali: il tubero è stato infatti geneticamente modificato in modo tale da generare una qualità particolare di amido, utile per la produzione, ad esempio, di carta o adesivi.
Secondo Aigner "non c'è nessun motivo" per negare l'autorizzazione, visto che Basf si è impegnata a rispettare ulteriori standard di sicurezza: la società potrà coltivare Amflora in un unico sito in Meclemburgo-Pomerania occidentale (nel nord-est della Germania) e soltanto su una superficie di 20 ettari, al posto dei 150 inizialmente richiesti.
Nei giorni scorsi i vertici della Csu avevano fatto pressione sulla Aigner affinch, vietasse la coltivazione di Amflora; non a caso il via libera di oggi è stato accolto con diverse critiche dal partito bavarese.
La patata ogm non ha ancora ottenuto l'autorizzazione alla coltivazione da parte dell'Unione europea. Per questo lo scorso anno Basf ha citato in giudizio la Commissione europea, colpevole a suo modo di vedere di ritardare eccessivamente una decisione in materia.
Due settimane fa Berlino aveva bloccato il mais transgenico "Mon 810" della Monsanto. L'azienda statunitense aveva reagito presentando un ricorso.
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