Gli avevano erroneamente diagnosticato l'Hiv. Maxi risarcimento
Duecentomila euro di risarcimento per una diagnosi di sieropositivita' che gli ha sconvolto la vita. E' la sentenza prevista dal giudice civile del Tribunale di Bologna Elisabetta Candidi Tommasi per il caso di Renato Goldstaub, oggi quarantatreeenne, legale, al quale nel '97 venne diagnosticata una sieropositivita' che non c'era. Dopo tre anni la liberazione: la diagnosi fatta dal laboratorio dell'ospedale Maggiore era sbagliata. Le analisi nel '97 Goldstaub le aveva fatte dopo essersi iscritto ad un corso di pratiche orientali del gruppo Osho che richiedeva periodici test dell'Hiv. Nel 2000, spinto da una sua nuova ragazza, fece il nuovo esame, questa volta al policlinico Sant'Orsola con il risultato di negativita' all'Hiv. Pero' da allora gli e' rimasta la psicosi e continua a ripetere il test. 'Dopo quella diagnosi sbagliata - ha detto Renato Goldstaub al quotidiano Repubblica che oggi ha raccontato la vicenda - la mia vita si e' bloccata. Io e la mia ragazza ci siamo mollati, ho lasciato lo studio legale di mio padre in cui lavorava anche mio fratello. Sono laureato in giurisprudenza, volevo fare penale. Invece mi sono dedicato solo a quel che capitava, sempre aiutato dai miei. Ho smesso di vedere gli amici perche' ero sempre preoccupato di infettare qualcuno e poi che potevo dirgli? Non mi drogo, non sono omosessuale, non fumo neanche'. Alla fine e' arrivato il risarcimento di 200 mila euro per danno esistenziale. Il fratello Stefano avvocato, che lo ha assistito, aveva chiesto due milioni di euro e ha annunciato appello contro la sentenza di primo grado.
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