Le azioni di due militanti per i diritti individuali su... Facebook
"Se il ramadan non finisse subito, ricomincerei. E l'anno prossimo, se necessario, lo rifarò". Zineb El-Rhazoui, 27 anni, dimostra una bella costanza. A fine agosto, nei primi giorni del ramadan, la giovane e una sua amica pedopsichiatra di 34 anni, Ibtissam Lachgar, hanno creato un "gruppo alternativo" su Facebook. Obiettivo: la difesa in Marocco di "tutte le libertà. Tutte, persino quelle che scandalizzano come la difesa degli omosessuali e la libertà di culto", insiste Zineb El Rhazoui. Prima azione: in pieno ramadan, sinonimo di digiuno per i musulmani, "organizzare un pic-nic simbolico" e discreto- in un bosco di Mohammedia -città media, facile da raggiungere a metà strada tra Rabat e Casablanca. Un inedito in un Paese dove il mancato rispetto del digiuno è tollerato a condizione che non sia ostentato. Il 13 settembre solo un pugno di militanti si è trovato alla stazione di Mohammedia con il panino in mano. Ma subito decine di poliziotti li hanno circondati, interrogati, insultati, fatti ripartire col primo treno. Zineb El-Rhazoui e' attualmente ricercata dalla polizia. Una mezza dozzina di partecipanti ha avuto meno fortuna: sono stati arrestati e alcuni sono ancora sotto sorveglianza, altri hanno scelto la clandestinità.
La vicenda dei "dé-jeuneurs" (non digiunatori) è divenuto un affare di Stato. Ne parlano giornali, tv , esponenti politici -tutti contrari. Solo l'Associazione marocchina dei diritti dell'uomo (AMDH) ha preso le difese dei "non digiunatori".
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