Gli azionisti trasferiscono debiti alla Wind
Gli azionisti di Wind hanno annunciato un'operazione finanziaria simile a quelle effettuate negli anni scorsi dagli azionisti di Telecom Italia: dopo l'acquisto della societa' a debito, si trasferisce il debito alla societa' operativa.
La societa' ha comunicato che Wind Acquisition Finance, controllata da Wind Telecomunicazioni Spa, ha inviato una richiesta di consenso relativa alle sue obbligazioni con scadenza 2015, in circolazione per complessivi 950 milioni euro e 650 milioni di dollari.
Con il rifinanziamento annunciato per Wind diventa improrogabile il progetto di quotazione in borsa per reperire nuove risorse e mettere al riparo societa' e creditori dai rischi di un debito elevato che aumentera' da 5 a circa 7 miliardi di euro. Dalla quotazione che dovrebbe avvenire a Milano entro la fine dell'anno, secondo quanto si apprende, il gruppo conta di ricavare circa 3,2 miliardi di euro applicando alla società un multiplo di circa 7,5 volte l'Ebitda.
Con il rifinanziamento, infatti, Wind società operativa si fa carico di altri 2 miliardi di euro di debito per estinguere il finanziamento Pic molto oneroso da circa 1,7 miliardi contratto dagli azionisti per l'acquisizione della stessa Wind dall'Enel e oggi in capo a Wind Acquisition Holding Finance. Tecnicamente si tratta di un'operazione di leveraged recap o releveraging, una fusione a leva che scaricherà su Wind i debiti degli azionisti. Questo dopo che già con l'accorciamento della catena di controllo dello scorso dicembre e l'incorporazione in Wind Acquisition Finance il gruppo Tlc aveva ereditato un bond high yild da 1,2 miliardi ai cui portatori viene oggi chiesto il consenso a mettersi in coda a rimborso di un debito incrementato da 5 a 7 miliardi.
Con il nuovo incremento del debito, Wind interromperà così il percorso virtuoso di deleveraging che aveva portato la società a ridurre il debito di circa 1,4 miliardi di euro. Così anche se il costo complessivo del debito per gli azionisti diminuirà, aumenterà il rischio per i creditori di Wind e per Wind stessa. Ogni eventuale flessione dei risultati operativi, già colpiti dal decreto Bersani che dovrebbe avere un impatto di circa 200 milioni sull'Ebitda rischia infatti di colpire la solidità finanziaria dell'azionista e della stessa Wind. A questo punto, secondo gli esperti che seguono il gruppo Tlc da vicino, sembra che una quotazione sia improrogabile e urgente per raccogliere nuove risorse e mettere così al riparo società e creditori dai rischi di un debito così elevato. A seguito di questa operazione Fitch Ratings ha abbassato il rating del debito della societa'.
La societa' ha comunicato che Wind Acquisition Finance, controllata da Wind Telecomunicazioni Spa, ha inviato una richiesta di consenso relativa alle sue obbligazioni con scadenza 2015, in circolazione per complessivi 950 milioni euro e 650 milioni di dollari.
Con il rifinanziamento annunciato per Wind diventa improrogabile il progetto di quotazione in borsa per reperire nuove risorse e mettere al riparo societa' e creditori dai rischi di un debito elevato che aumentera' da 5 a circa 7 miliardi di euro. Dalla quotazione che dovrebbe avvenire a Milano entro la fine dell'anno, secondo quanto si apprende, il gruppo conta di ricavare circa 3,2 miliardi di euro applicando alla società un multiplo di circa 7,5 volte l'Ebitda.
Con il rifinanziamento, infatti, Wind società operativa si fa carico di altri 2 miliardi di euro di debito per estinguere il finanziamento Pic molto oneroso da circa 1,7 miliardi contratto dagli azionisti per l'acquisizione della stessa Wind dall'Enel e oggi in capo a Wind Acquisition Holding Finance. Tecnicamente si tratta di un'operazione di leveraged recap o releveraging, una fusione a leva che scaricherà su Wind i debiti degli azionisti. Questo dopo che già con l'accorciamento della catena di controllo dello scorso dicembre e l'incorporazione in Wind Acquisition Finance il gruppo Tlc aveva ereditato un bond high yild da 1,2 miliardi ai cui portatori viene oggi chiesto il consenso a mettersi in coda a rimborso di un debito incrementato da 5 a 7 miliardi.
Con il nuovo incremento del debito, Wind interromperà così il percorso virtuoso di deleveraging che aveva portato la società a ridurre il debito di circa 1,4 miliardi di euro. Così anche se il costo complessivo del debito per gli azionisti diminuirà, aumenterà il rischio per i creditori di Wind e per Wind stessa. Ogni eventuale flessione dei risultati operativi, già colpiti dal decreto Bersani che dovrebbe avere un impatto di circa 200 milioni sull'Ebitda rischia infatti di colpire la solidità finanziaria dell'azionista e della stessa Wind. A questo punto, secondo gli esperti che seguono il gruppo Tlc da vicino, sembra che una quotazione sia improrogabile e urgente per raccogliere nuove risorse e mettere così al riparo società e creditori dai rischi di un debito così elevato. A seguito di questa operazione Fitch Ratings ha abbassato il rating del debito della societa'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti