Bagnasco (Cei): l'eutanasia e' una ferita per la societa'
Ogni attacco ai valori "intangibili" e non negoziabili come famiglia, matrimonio, vita umana e persona, rappresenta una aggressione "alle fondamenta" della società e di "ogni autentica comunità". Monsignor Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, apre oggi il Consiglio permanente della Cei, con una prolusione ad ampio raggio e si sofferma in due intense pagine anche sui temi etici che sono soggetti a "incoerenze e nuove sfide". "Ogni attentato alla vita, alla famiglia, alla libertà educativa, alla giustizia e alla pace troverà sempre una parola rispettosa e chiara da parte della Chiesa".
Il numero uno della Cei elenca: il "valore intangibile della persona e della vita umana, vita che deve essere accolta e accudita fin dal sorgere ed amorevolmente accompagnata fino al suo naturale tramonto; la famiglia fondata sul matrimonio, cellula fondante e inarrivabile di ogni società; la libertà dei genitori nell'educare i figli; il sereno senso del limite che accompagna la parabola dell'umana esistenza; il codice morale che si radica nell'essere profondo e universale dell'uomo". Ed ancora: "la libertà che, lungi dall'essere mero arbitrio, è impegnativa adesione al bene e alla verità". In tutto ciò, l'arcivescovo Bagnasco riscontra "i capisaldi della storia e della tradizione del nostro popolo. Essi costituiscono l'ethos di fondo che, nonostante incoerenze e nuove sfide, dà corpo a quel senso di reciproco riconoscimento e di comune appartenenza che ci fa sentire 'società', 'casa' aperta e accogliente verso tutti coloro che vogliono rispettosamente entrare".
Per il presidente della Cei, inoltre, "la vera civiltà non nasce da una buona organizzazione, ma da un'anima buona, cioè da quell'insieme di ideali spirituali, alti e nobili, che riguardano non tanto il funzionamento di un'esistenza, ma il senso dell'esistere". "È vero ci sono valori ai quali vale la pena dedicare la vita: barattarli, questi valori, significherebbe annichilire le sorgenti della vita stessa. Là dove essa perderebbe il suo significato. E ciò vale per i singoli come per la società: anche un Paese e la sua civiltà hanno contenuti culturali e valori spirituali che giustificano l'impegno di una vita. Quando questi non esistono più o sono irreparabilmente aggrediti allora vengono meno le fondamenta stesse e le energie vitali che sostengono ogni autentica comunità. Solo su simili premesse, che vanno continuamente custodite e alimentate, un Paese vive e prospera".
"E' chiaro" che l'aborto e' una "ferita per la societa': non c'e' una donna che ha abortito che non faccia una considerazione del genere, ma da qui a mettere in discussine la legge ce ne passa. La legge non e' in discussione". Il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, risponde cosi', durante la registrazione di 'Omnibus' di La7, alle domande sulla presa di posizione del presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Riguardo all'eutanasia, il ministro ha aggiunto che "Il capitolo sul testamento biologico e' aperto in Parlamento e su quello ci si deve confrontare".
Bindi, che ha sottolineato come il Pd debba essere "un partito assolutamente laico", ha anche sottolineato che il passaggio dell'intervento di Bagnasco "sulla ricerca di un ethos condiviso e' molto interessante e importante. E' l'indicazione - ha aggiunto - di un percorso di ricerca comune in cui la Chiesa non puo' non fare la propria parte".
In circostanze precise e particolari, se e quando il feto puo' diventare assassino della madre, costei ha il diritto di esser difesa nella sua integrita' psico-fisica.
A parlare e' il ginecologo e 'pioniere' della provetta, Carlo Flamigni per il quale "e' stata la Corte Costituzionale ben prima della legge 194 a stabilire che la madre ha il diritto di esser difesa se e quando il feto mette a repentaglio la sua integrita' psico-fisica: l'aborto in circostanze precise e particolare e' quindi un diritto".
Diritto civile che, aggiunge Flamigni, "uno Stato laico deve garantire, al pari dell'accesso alla fecondazione assistita e dell'eutanasia, perche', nel rispetto di tutte le ideologie, non c'e' quella che ha e dispone della verita' assoluta".
"Bagnasco puo' dire cio' che gli pare, ma non deve pretendere di imporre per legge le sue presunte verita' che sono solo parziali e relative". Franco Grillini, deputato di Sinistra democratica, commenta con una nota la prolusione del presidente della Cei.
"Ancora una volta Bagnasco ribadisce che l'unica verita' accettabile e' quella patrocinata dalla Chiesa romano-cattolica, di cui e' portavoce, e paventa i rischi della sua eventuale non osservazione e cioe' disgregazione e decadenza.
Peccato- continua- che la verita' propugnata, e spacciata per il bene pubblico, sia la solita giaculatoria sull'unicita' della famiglia naturale, contro l'aborto, contro l'eutanasia, a favore dei finanziamenti alla scuola privata cattolica e cosi' via, con le solite dichiarazioni clericali ribadite fino alla noia".
Il numero uno della Cei elenca: il "valore intangibile della persona e della vita umana, vita che deve essere accolta e accudita fin dal sorgere ed amorevolmente accompagnata fino al suo naturale tramonto; la famiglia fondata sul matrimonio, cellula fondante e inarrivabile di ogni società; la libertà dei genitori nell'educare i figli; il sereno senso del limite che accompagna la parabola dell'umana esistenza; il codice morale che si radica nell'essere profondo e universale dell'uomo". Ed ancora: "la libertà che, lungi dall'essere mero arbitrio, è impegnativa adesione al bene e alla verità". In tutto ciò, l'arcivescovo Bagnasco riscontra "i capisaldi della storia e della tradizione del nostro popolo. Essi costituiscono l'ethos di fondo che, nonostante incoerenze e nuove sfide, dà corpo a quel senso di reciproco riconoscimento e di comune appartenenza che ci fa sentire 'società', 'casa' aperta e accogliente verso tutti coloro che vogliono rispettosamente entrare".
Per il presidente della Cei, inoltre, "la vera civiltà non nasce da una buona organizzazione, ma da un'anima buona, cioè da quell'insieme di ideali spirituali, alti e nobili, che riguardano non tanto il funzionamento di un'esistenza, ma il senso dell'esistere". "È vero ci sono valori ai quali vale la pena dedicare la vita: barattarli, questi valori, significherebbe annichilire le sorgenti della vita stessa. Là dove essa perderebbe il suo significato. E ciò vale per i singoli come per la società: anche un Paese e la sua civiltà hanno contenuti culturali e valori spirituali che giustificano l'impegno di una vita. Quando questi non esistono più o sono irreparabilmente aggrediti allora vengono meno le fondamenta stesse e le energie vitali che sostengono ogni autentica comunità. Solo su simili premesse, che vanno continuamente custodite e alimentate, un Paese vive e prospera".
"E' chiaro" che l'aborto e' una "ferita per la societa': non c'e' una donna che ha abortito che non faccia una considerazione del genere, ma da qui a mettere in discussine la legge ce ne passa. La legge non e' in discussione". Il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, risponde cosi', durante la registrazione di 'Omnibus' di La7, alle domande sulla presa di posizione del presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Riguardo all'eutanasia, il ministro ha aggiunto che "Il capitolo sul testamento biologico e' aperto in Parlamento e su quello ci si deve confrontare".
Bindi, che ha sottolineato come il Pd debba essere "un partito assolutamente laico", ha anche sottolineato che il passaggio dell'intervento di Bagnasco "sulla ricerca di un ethos condiviso e' molto interessante e importante. E' l'indicazione - ha aggiunto - di un percorso di ricerca comune in cui la Chiesa non puo' non fare la propria parte".
In circostanze precise e particolari, se e quando il feto puo' diventare assassino della madre, costei ha il diritto di esser difesa nella sua integrita' psico-fisica.
A parlare e' il ginecologo e 'pioniere' della provetta, Carlo Flamigni per il quale "e' stata la Corte Costituzionale ben prima della legge 194 a stabilire che la madre ha il diritto di esser difesa se e quando il feto mette a repentaglio la sua integrita' psico-fisica: l'aborto in circostanze precise e particolare e' quindi un diritto".
Diritto civile che, aggiunge Flamigni, "uno Stato laico deve garantire, al pari dell'accesso alla fecondazione assistita e dell'eutanasia, perche', nel rispetto di tutte le ideologie, non c'e' quella che ha e dispone della verita' assoluta".
"Bagnasco puo' dire cio' che gli pare, ma non deve pretendere di imporre per legge le sue presunte verita' che sono solo parziali e relative". Franco Grillini, deputato di Sinistra democratica, commenta con una nota la prolusione del presidente della Cei.
"Ancora una volta Bagnasco ribadisce che l'unica verita' accettabile e' quella patrocinata dalla Chiesa romano-cattolica, di cui e' portavoce, e paventa i rischi della sua eventuale non osservazione e cioe' disgregazione e decadenza.
Peccato- continua- che la verita' propugnata, e spacciata per il bene pubblico, sia la solita giaculatoria sull'unicita' della famiglia naturale, contro l'aborto, contro l'eutanasia, a favore dei finanziamenti alla scuola privata cattolica e cosi' via, con le solite dichiarazioni clericali ribadite fino alla noia".
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