Bagnasco (Cei) chiede abbassamento limite per aborto terapeutico
Modificare e aggiornare la legge 194 secondo i 'progressi della medicina'. La richiesta del presidente della Cei Angelo Bagnasco parte dalla considerazione che 'oltre le 22 settimane di gestazione c'e' gia' qualche possibilita' di sopravvivenza' del feto. Ed alcuni neonatologi confermano tale termine, tanto che piu' volte hanno ribadito la richiesta di abbassare il limite consigliato per l'aborto terapeutico a 22 settimane. Il limite consigliato e' oggi a 24 settimane, ma gia' alla 23/ma settimana, affermano alcuni esperti, il feto potrebbe sopravvivere autonomamente.
- FETO 23 SETTIMANE HA 30% CHANCES SOPRAVVIVENZA: Oggi un feto nato alla 23/ma settimana di gestazione ha il 30% di possibilita' di sopravvivere. Lo conferma un recente monitoraggio effettuato su 45.000 neonati sotto il chilo e mezzo di circa 600 terapie intensive neonatali a livello mondiale (13 quelle italiane): La mortalita' sotto le 22 settimane, rilevano gli esperti, e' del 96%, ma i casi di sopravvivenza sono vere eccezioni; alla 23/ma e' del 70%; alla 24/ma del 45% e alla 25/ma del 28%. Questo significa che un feto di 23 settimane il 30% di possibilita' di sopravvivere.
- 'NODO' E' LIMITE ABORTO TERAPEUTICO: Il problema, dunque, diventa sempre di piu' quello del limite per effettuare l'aborto terapeutico. La legge 194, precisano i ginecologi, non indica alcun limite di eta' gestazionale per l'effettuazione dell'aborto terapeutico, ma afferma che non e' possibile abortire ad eta' gestazionali compatibili con la sopravvivenza del feto. Il limite consigliato e' oggi a 24 settimane, anche se alcuni ospedali si orientano diversamente. Come nel caso del Mangiagalli di Milano: Nel 2004, la Clinica ha emanato una 'raccomandazione' interna affinche' si evitino gli aborti terapeutici a partire dalla 22/a settimana, proprio perche' dalla 23/a settimana un feto ha molte chances di nascere vivo.
- SE FETO SOPRAVVIVE ABORTO? DOCUMENTI ESPERTI PER CASI LIMITE: Cosa fare quando un feto, dopo un intervento di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), nasce vivo? La legge 194 afferma che in presenza di segni vitali il piccolo va rianimato. In alcuni documenti sono espressi gli orientamenti degli esperti.
L'indicazione contenuta ad esempio nel documento messo a punto nel 2006 da nove societa' scientifiche, l'ordine dei medici della toscana e il comitato di bioetica regionale, prevede l'astensione dalle cure intensive per i nati troppo prematuri, ovvero dalla 22/ma alla 24/ma settimana, per i quali le chances di sopravvivenza sono bassissime ed i trattamenti si configurerebbero come un accanimento terapeutico. E sempre nel 2006, i neonatologi e il Centro di bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma mettono a punto delle 'linee guida per l'astensione dall'accanimento terapeutico nella pratica neonatologica'. In caso di eta' gestazionale incerta, l'indicazione e' di rianimare il feto vitale. Sotto le 22 settimane, le linee guida prevedono l'astensione da intubazione e ventilazione e il trattamento con sole cure palliative e analgesici; per feti vitali a 23 e 24 settimane si prevedono intubazione, ventilazione e rianimazione cardiocircolatoria.
- FETO 23 SETTIMANE HA 30% CHANCES SOPRAVVIVENZA: Oggi un feto nato alla 23/ma settimana di gestazione ha il 30% di possibilita' di sopravvivere. Lo conferma un recente monitoraggio effettuato su 45.000 neonati sotto il chilo e mezzo di circa 600 terapie intensive neonatali a livello mondiale (13 quelle italiane): La mortalita' sotto le 22 settimane, rilevano gli esperti, e' del 96%, ma i casi di sopravvivenza sono vere eccezioni; alla 23/ma e' del 70%; alla 24/ma del 45% e alla 25/ma del 28%. Questo significa che un feto di 23 settimane il 30% di possibilita' di sopravvivere.
- 'NODO' E' LIMITE ABORTO TERAPEUTICO: Il problema, dunque, diventa sempre di piu' quello del limite per effettuare l'aborto terapeutico. La legge 194, precisano i ginecologi, non indica alcun limite di eta' gestazionale per l'effettuazione dell'aborto terapeutico, ma afferma che non e' possibile abortire ad eta' gestazionali compatibili con la sopravvivenza del feto. Il limite consigliato e' oggi a 24 settimane, anche se alcuni ospedali si orientano diversamente. Come nel caso del Mangiagalli di Milano: Nel 2004, la Clinica ha emanato una 'raccomandazione' interna affinche' si evitino gli aborti terapeutici a partire dalla 22/a settimana, proprio perche' dalla 23/a settimana un feto ha molte chances di nascere vivo.
- SE FETO SOPRAVVIVE ABORTO? DOCUMENTI ESPERTI PER CASI LIMITE: Cosa fare quando un feto, dopo un intervento di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), nasce vivo? La legge 194 afferma che in presenza di segni vitali il piccolo va rianimato. In alcuni documenti sono espressi gli orientamenti degli esperti.
L'indicazione contenuta ad esempio nel documento messo a punto nel 2006 da nove societa' scientifiche, l'ordine dei medici della toscana e il comitato di bioetica regionale, prevede l'astensione dalle cure intensive per i nati troppo prematuri, ovvero dalla 22/ma alla 24/ma settimana, per i quali le chances di sopravvivenza sono bassissime ed i trattamenti si configurerebbero come un accanimento terapeutico. E sempre nel 2006, i neonatologi e il Centro di bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma mettono a punto delle 'linee guida per l'astensione dall'accanimento terapeutico nella pratica neonatologica'. In caso di eta' gestazionale incerta, l'indicazione e' di rianimare il feto vitale. Sotto le 22 settimane, le linee guida prevedono l'astensione da intubazione e ventilazione e il trattamento con sole cure palliative e analgesici; per feti vitali a 23 e 24 settimane si prevedono intubazione, ventilazione e rianimazione cardiocircolatoria.
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