Lunedì 8 giugno 2026
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Bagnasco (Cei): imporre cure fino all'ultimo istante, il sofferente come Gesu' crocifisso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Fino all'ultimo istante, "la vita deve essere accompagnata e non abbandonata". Il presidente della Cei Angelo Bagnasco risponde cosi' alle richieste di una legalizzazione dell'eutanasia. A Lourdes con 15 mila pellegrini, l'arcivescovo invita a guardare a questa grande testimonianza di fede come ad una risposta possibile all'angoscia di chi ritiene la sofferenza una diminuzione della dignita' umana. Per Bagnasco e' vero il contrario: "nel volto del sofferente vediamo il volto di Gesu' crocifisso.
Io stesso ho vissuto dieci anni accanto a mia madre costretta sulla sedia a rotelle da un ictus: sono stati lunghi e impegnativi. Un grande impegno ma anche una grande opportunita'. L'accompagnamento, l'affetto per il sofferente sono le risposte della Chiesa ma anche un'esperienza che tanti hanno sperimentato come un grande momento di crescita".
In questo senso per Bagnasco e' particolarmente preziosa oggi la testimonianza dell'Unitalsi, "una grande associazione con piu' di un secolo di vita. I malati sono il cuore dell'iniziativa, ma e' importante anche l'attenzione verso coloro che aiutano e sostengono i malati con un servizio specifico".
Ieri sera nella messa di apertura del pellegrinaggio nazionale a Lourdes, l'arcivescovo Bagnasco aveva affermato che "dove non c'e' moralita' non c'e' convivenza fraterna e la vita si trasforma in una giungla". Oggi, nell'incontro con i giornalisti, ripete: "dai malati possiamo imparare tantissimo, proprio sul piano dell'etica. Il loro sguardo di serenita' e il loro sorriso faticoso ma puntuale e autentico ci testimoniano il valore della vita sempre e comunque. Tutti abbiamo bisogno di tutti, sempre e comunque. L'etica per l'etica, da sola non regge".
Il ragionamento di Bagnasco, all'indomani dei dati controversi su medici e eutanasia, si allarga allora al rapporto scienza-fede. "Da Lourdes ci arriva un messaggio preciso che riguarda anche il grande rispetto che la Chiesa ha verso il mondo della scienza. 68 casi di guarigioni miracolose sono pochissimi rispetto a 150 anni di storia: la Chiesa non gioca sul fideismo, sul bisogno altrui. Rispetta la scienza ne chiede le 'sentenze'. E' questo - conclude l'arcivescovo - un messaggio molto opportuno perche' a volte si pensa che la Chiesa e' contro la scienza. Pero' non dimentichiamoci che esiste la scienza ma esiste anche il Sopranaturale".
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