Mercoledì 10 giugno 2026
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Bagnasco (Cei): vita sacra da concepimento a morte naturale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Vogliamo e dobbiamo affermare sempre il valore sacro (non in senso religioso ma nel senso laico del termine), intangibile, assoluto, radicato della vita umana dal suo concepimento fino al suo naturale tramonto": con queste parole monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha affrontato il tema del testamento biologico.
"Va tutelata la persona con tutta la sua dignità -ha detto il numero uno dei vescovi, durante la conferenza stampa a conclusione dei lavori della 57.ma assemblea generale della Cei- perché non è una fase della vita umana, ma è una forza della persona". L'arcivescovo ha espresso dunque la contrarietà per tutto ciò che "nega o limita la centralità della vita umana e quindi della persona".

"Stupiscono le dichiarazioni preventive di Bagnasco sul testamento biologico, come hanno stupito quelle del ministro Turco, che vogliono questa legge 'cristiana': a me basta che sia di civiltà, che eviti in tutti i modi abusi e forzature, che sia rispettosa delle effettive volontà del paziente". Lo afferma il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione Sanità di palazzo Madama e responsabile dei diritti civili per il Sole che Ride.
"La dichiarazione anticipata di volontà, meglio nota come testamento biologico - dice Silvestri - oltre ad essere parte integrante del programma dell'Unione, è anche una necessità improcrastinabile dettata dal rendere effettivo il diritto di scelta del cittadino in merito alle cure accettate o non accettate. Sono due i principi a cui la Commissione Sanità del Senato, dopo ampie e qualificate audizioni, si atterrà: il principio di precauzione e quello della libera soggettività/volontà del cittadino. La precauzione - prosegue l'esponente dei Verdi - è d'obbligo per evitare in ogni modo forzature che possano indurre all'abbandono terapeutico per esigenze estranee al malato (economiche, essenzialmente), mentre il principio della libera scelta, ossia la possibilità di rifiutare le cure, è già previsto nella nostra Costituzione".
Per Silvestri, dunque, "si tratta di fare una legge 'leggera', con pochi articoli, che permetta di dichiarare la propria volontà nel caso di impedimenti ad esprimerla e/o indicare un fiduciario che la attui. L'eutanasia nulla c'entra come sono fuori luogo i richiami alla sacralità della vita: è semplicemente la necessità di autodeterminazione e di rifiuto dell'accanimento terapeutico".

Non si deve aver paura di introdurre il testamento biologico: lo ha affermato Giuliano Amato, ministro dell'Interno, intervenendo alla Conferenza Nazionale della Famiglia in corso a Firenze. "Perché fermarsi davanti a cose come testamento biologico di fronte alla paura di superare il limite? Il limite c'è, e non lo dobbiamo superare".
Amato ha quindi citato un passo del Catechismo della Chiesa Cattolica, nel quale si sostiene che l'interruzione delle cure in mancanza di risultati può anche essere legittima, accettando così di non poter impedire la morte: "Ci vuole il coraggio di affrontare le situazioni su un terreno di intesa comune".
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