Venerdì 5 giugno 2026
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Bagnasco (Cei): su Welby non potevamo agire diversamente

U.E. - ITALIA
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"La Chiesa non ha nessuna volonta' egemonica. Sua missione e' annunciare la salvezza, categoria eminentemente religiosa: annunciare Cristo che salva l'uomo e lo rivela a se stesso". Lo afferma il nuovo presidente della Cei monsignor Angelo Bagnasco in un'intervista ieri a 'La Repubblica' parlando dei rapporti tra Stato e Chiesa. "Sento nella gente una fatica verso la partecipazione alla cosa pubblica e non e' un dato piacevole per nessuno, tanto meno per la Chiesa".

Riguardo alla posizione della Chiesa sul 'caso Welby', il presidente della Cei spiega che "nel caso specifico non era possibile fare diversamente. Dinanzi al dolore, comunque si presenti, noi come uomini, cristiani e sacerdoti non siamo indifferenti. Ne siamo profondamente toccati". Annunciando l'agenda della Cei, mons. Bagnasco sottolinea che il punto "piu' urgente e' l'evangelizzazione in termini sempre piu' di testimonianza e di annuncio. Serve una catechesi piu' incisiva, presentando le ragioni e le verita' della fede. Inoltre bisogna credere al calore della ragione". Il secondo punto, aggiunge mons. Bagnasco, e' che "in termini piu' vasti, anche antropologici, si pone la questione educativa". Parlando dell'Islam in Italia il presidente della Cei ribadisce che "l'importante e' la conoscenza e il rispetto" e riguardo all'insegnamento coranico a scuola aggiunge: Potra' anche essere possibile, non so".

Sui rapporti tra Stato e Chiesa mons. Bagnasco precisa che "la voglia di essere un'autoria' extraparlamentare non esiste. La Chiesa non ha nessuna volonta' egemonica. Esiste semplicemente la responsabilita' di dire la propria, come soggetto significativo della societa' civile, a proposito dei valori sociali fondanti". Se riguardo ai diritti degli omosessuali, mons. Bagnasco sottolinea che da parte della Chiesa "non c'e' mai stata omofobia" riguardo al progetto di Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl, di dare vita dopo il Family day a un movimento para-politico per far emergere meglio l'identita' cattolica sulla scena sociale, il presidente della Cei conclude: "Non ho materia di giudizio. A livello generale qualunque movimento culturale, che possa veicolare categorie antropologicamente valide, e' una cosa positiva per il paese".
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