Domenica 7 giugno 2026
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Bagnasco: si' al testamento biologico che non preveda la scelta sul fine vita

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In materia di testamento biologico e di una legge sulla fine della vita, che entro limiti precisi e' auspicabile venga approvata dal Parlamento, ci sono due rischi da evitare assolutamente: quello dell'accanimento terapeutico e quello dell'eutanasia mascherata attraverso forme di abbandono terapeutico. E' quanto ha affermato questo pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione pronunciata al consiglio episcopale permanente.  'Quel che in ultima istanza chiede ogni coscienza illuminata pronta a riflettere al di fuori di logiche traumatizzanti indotte da casi singoli per volgersi al bene concreto generale, e' che in questo delicato passaggio, mentre si evitano inutili forme di accanimento terapeutico, non vengano in alcun modo legittimate o favorite forme mascherate di eutanasia, in particolare di abbandono terapeutico, e sia invece esaltato ancora una volta quel 'favor vitae' che a partire dalla Costituzione contraddistingue l'ordinamento italiano'.

COMMENTI


'Credo che il paziente abbia il diritto, sotto il profilo costituzionale, di rifiutare trattamenti quali l'alimentazione e l'idratazione artificiali'. E' il commento del vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Lorenzo D'Avack alle affermazioni del presidente della Cei card. Bagnasco, secondo il quale, invece, la legge sul testamento biologico non deve accettare dichiarazioni che specifichino 'alcunche' sul piano dell'alimentazione e dell'idratazione'. Bagnasco ha affermato che tali trattamenti sono 'universalmente riconosciuti ormai come trattamenti di sostegno vitale, qualitativamente diversi dalle terapie sanitarie'. Punto che vede in disaccordo D'Avack: 'Che venga detto che si tratti di un intervento di base condiviso da tutto il mondo medico mi sembra discutibile, dal momento - ha sottolineato il bioeticista - che la stessa Organizzazione mondiale della sanita' riconosce tali trattamenti come interventi medici e, quindi, come terapie che richiedono il consenso del paziente'. Inoltre, ha aggiunto, 'anche i nostri tribunali, come la Corte di cassazione nella sentenza per Eluana Englaro, e in precedenza la Corte di Appello di Milano, sono dell'idea di ritenere tali interventi come interventi medici; c'e' quindi la possibilita' di poterli rifiutare qualora ci sia una espressa volonta' del paziente in tal senso'. Ad ogni modo, ha argomentato D'Avack, 'alimentazione e idratazione artificiali sono sempre interventi effettuati sul corpo dell'individuo e mi pare quindi che siano comunque interventi invasivi che il paziente puo', a mio giudizio, rifiutare sotto il profilo costituzionale'. Pertanto, ha concluso, 'ritengo legittimo il poter rifiutare tali trattamenti attraverso la futura legge sul Testamento biologico'.   

Le osservazioni del cardinal Bagnasco sul caso di Eluana Englaro confermano le indicazioni gia' formulate dal Comitato nazionale di bioetica 'cioe' l'esclusione del carattere terapeutico della idratazione ed alimentazione ed esclusione del carattere vincolante delle dichiarazioni del paziente' ma vi aggiungono 'il requisito della 'inequivocabilita', che anche alla luce della recentissima sentenza della cassazione, implica di necessita' la attualita' del desiderio espresso dal paziente'. Commenta cosi' Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita la posizione espressa oggi dal presidente della Cei sul cosiddetto testamento biologico. Per quanto riguarda, invece, la posizione in ambito europeo Casini legge nelle parole pronunciate dal presidente della Cei 'un incoraggiamento alla Petizione europea per la vita e la dignita' dell'uomo che sta muovendo in tutta Europa i primi passi e che ha gia' ottenuto il 12 maggio scorso la benedizione del Santo Padre'.    

Le indicazioni del presidente dei vescovi italiani sul testamento biologico "devono essere considerate con molta attenzione. Sono infatti un'apertura a una legge di cui ormai non si puó piú fare a meno". Lo afferma in una nota il deputato del Pd, Enzo Carra, a commento dell'intervento del presidente della Cei, in merito alla legge sul testamento biologico.  "In fondo - dice Carra - è un gran bene che il dibattito sia stato approfondito e abbia messo in luce le reali diversità tra le posizioni in campo. E' bene, peró, che nel Partito democratico non si sottovaluti quanti fra deputati e senatori condividono in questa materia le convinzioni del cardinal Bagnasco".    
"Non possiamo che constatare con favore che gli impegni autonomamente assunti sul 'fine vita' dalla maggioranza e da altri settori del Parlamento dopo il caso di Eluana Englaro vanno esattamente nel senso auspicato oggi dal presidente dei vescovi italiani". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, in merito alla prolusione del cardinale Bagnasco. "Noi - prosegue - andremo avanti con solerzia lungo la strada tracciata, perche' questo significa rivendicare il ruolo della politica di fronte ai problemi inediti del XXI secolo. Auspichiamo che nella sua autonomia la Chiesa possa svolgere il suo ruolo di stimolo e, nel caso, di critica, verso il quale - conclude Quagliariello - avremo sempre attenzione e rispetto".    
'Ancora una volta il Vaticano sottolinea le vere esigenze di una societa' civile rispetto ad una politica sempre piu' sorda ai bisogni dei cittadini'. 'E' ora che il Parlamento si occupi di cose serie e legiferi sul 'Fine vita' interrompendo il Far West legislativo e il caos normativo in cui i giudici sono costretti a barcamenarsi senza regole certe di riferimento'. A dichiararlo e' Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale dell'Udc.    

Serve una legge 'per' e non 'contro' il testamento biologico. Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori liberali, dopo le dichiarazioni di oggi del presidente della Cei Angelo Bagnasco. 'Le parole con cui il cardinal Bagnasco e' autorevolmente tornato a riproporre la posizione dei vescovi italiani sull'impianto decisamente restrittivo che, a suo avviso, la legge sul testamento biologico dovrebbe avere - dice Della Vedova - sono senz'altro meritevoli di attenzione e considerazione. Ma e' chiaro, a mio avviso, che il Parlamento deve affrontare la questione senza pregiudizi di sorta, considerando le posizioni espresse dalla comunita' medica e scientifica, la diffusa consapevolezza maturata su questi temi dall'opinione pubblica (come hanno mostrato i sondaggi sul caso Englaro) e i testi gia' prodotti in sede parlamentare, come quello votato in modo bipartisan in commissione al Senato nel 2005'. 'L'obiettivo - conclude il deputato del Pdl - deve essere quello di giungere a una normativa che sia 'per' e non 'contro' il testamento biologico'.

'E' auspicabile che sul terreno del testamento biologico si trovi una intesa tra laici e cattolici, fermo rimanendo l'autonomia della dimensione politica. Del resto la legge sul testamento biologica e' la logica e inevitabile conseguenza della presa di posizione del Parlamento, che puntava a riaffermare la sua sovranita' sulla vicenda di Eluana Englaro'. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.   

"Siamo grati al presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, le sue parole rappresentano un contributo prezioso alla riflessione su un tema cosi' complesso, oggetto di forte dibattito anche nel mondo cattolico. Le indicazioni su una legge che preveda limitazioni specifiche e severe sono condivisibili. C'e' da augurarsi che il Parlamento sappia fornire risposte adeguate, trovando una maggioranza trasversale in grado di rispettare fino in fondo la sacralita' della vita: dal suo concepimento fino alla morte naturale". Lo afferma la deputata dell'Unione di Centro Luisa Santolini, responsabile centrista Famiglia e Politiche sociali. "Resta fermo il nostro 'no' a eutanasia, accanimento terapeutico, sospensione dell'alimentazione-idratazione e all'esclusione dei medici durante il cosiddetto 'fine vita', - precisa Santolini - cosi' come alla dichiarazione troppo anticipata del paziente di porre fine alla propria esistenza. Siamo favorevoli invece all'uso di cure palliative e alla valorizzazione di strutture che aiutino le famiglie a essere il piu' vicino possibile al proprio caro".

Sul testamento biologico, e su una apertura della Cei a una legge, "è positivo che la Chiesa non nasconda piú la testa sotto la sabbia". Lo sostiene Maria Antonietta Coscioni, presidente dell'Associazione Luca Coscioni e deputato Pd in quota radicale, all'indomani delle parole del cardinale Angelo Bagnasco, che ieri ha aperto i lavori del Consiglio permanente.  "Quella di Bagnasco - dice alla 'Stampa' - è una buona apertura alla discussione, peró non ci tranquillizza la sua volontà di fissare per legge i paletti. Sul testamento biologico - conclude Coscioni - una norma deve essere ben fatta oppure è liberticida come la legge 40 sulla fecondazione assistita: conosciamo il nemico".     

"Della svolta di cui parlano alcune agenzie io nonjh trovo traccia. Il cardinale Bagnasco ha ribadito e rafforzato la posizione del santo padre". Lo afferma in un'intervista al "Corriere della sera" il vescovo e teologo Elio Sgreccia. "Non c'e' stato al cun rovesciamento di posizioni" aggiunge l'alto prelato commentando le parole del cardinale Bagnasco sulla necessita' di una legge sul 'fine vita' con regole certe e 'limiti etici'.  Insomma, per Sgreccia nessuna apertura al testamento biologico. "Per come i testamenti di vita sono stati costruiti e per come sono rivendicati dalle posizioni laiche, -sottolinea Sgreccia- includono sempre la possibilita' di rifiutare in anticipo l'alimentazione e l'idratazione". Secondo il vescovo, "basta questo a far comprendere che un testamento biologico non e' incluso nella legge di cui parla il cardinale".  Legge che , aggiunge ancora il vescovo teologo, "potrebbe certamente ammettere che si rifiutino terapie sproporzionate o accanimenti terapeutici". "Se c'e' una dichiarazione preventiva di rinuncia all'alimentazione -dice ancora- il medico non puo' in nessun caso accoglierla. Deve disobbedire".      

'Bisogna aprire una attenta riflessione sul testamento biologico. L'intervento del Presidente della Cei Angelo Bagnasco e' pienamente condivisibile. Di fronte ad una materia estremamente delicata e dopo il caso di Eluana occorre affrontare con realismo la situazione mettendo dei paletti e fissando dei limiti precisi in quanto c'e' da colmare un vuoto legislativo. Ritengo pertanto che sia doveroso assumere una iniziativa parlamentare'. Lo dice Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei Deputati. 'Spero che un tema cosi' importante si possano trovare delle convergenze in Parlamento - afferma - e che si possa sviluppare un confronto sereno ed approfondito tenendo sempre presente che e' fondamentale difendere la dignita' della persona e tutelare la vita umana anche nel suo processo finale'.     

"Sul testamento biologico la cosa piu' importante e' che in Parlamento si inizi a discutere concretamente sul merito delle varie proposte, solo cosi' sara' possibile colmare un vuoto normativo ormai insostenibile". Lo dichiara Silvana Mura deputata di Idv e membro della commissione Affari Sociali. "L'apertura di monsignor Bagnasco e' sicuramente un ulteriore sprone a iniziare quanto prima l'esame legislativo in uno dei due rami del Parlamento. Se dalle parole non si passera' presto ai fatti c'e' il rischio concreto che si passi un'altra legislatura a parlare senza decidere non lasciando altra strada ai cittadini che quella di ricorrere alle sentenze dei tribunali. Personalmente ritengo che - aggiunge Mura - una legge sul testamento biologico debba far prevalere la volonta' della persona, espressa in maniera chiara e inconfutabile, su ogni altra considerazione, ma ritengo comunque preferibile una legge che non condivido alla situazione di vuoto in cui ci troviamo".     

"Preso atto della situazione italiana, mi sembra ragionevole che il Parlamento possa intervenire su questa materia". Lo dichiara Francesco D'Agostino presidente onorario del comitato nazionale per la bioetica in un'intervista a Econews parla del testamento biologico. "Prendo atto che la sentenza della cassazione dell'autunno scorso, e quella di poche settimane fa, hanno introdotto criteri interpretativi molto problematici. La sentenza dell'autunno 2007 ha in modo troppo facile affermato che alimentazione e idratazione siano trattamenti medici, il che e' molto discutibile, e ha dato rilievo a dichiarazioni non scritte, accertate in maniera molto generica, introducendo di fatto un paradigma del testamento biologico a mio avviso molto poco serio, perche' non da' le dovute garanzie nell'accertamento della volonta' della persona". Alla domanda su come considerare alimentazione e idratazione, D'Agostino risponde: "Sotto l'espressione idratazione e alimentazione ci sono pratiche estremamente diversificate: alcuni malati vengono alimentati addirittura in casa, da persone piene di buona volonta' che non hanno qualifiche mediche. Per me e' importante il valore simbolico di idratazione e alimentazione, molto piu' che dare delle medicine. Il valore simbolico della sospensione di idratazione e alimentazione, a cui segue il lento deperimento, e' estremamente elevato. Simbolicamente e' molto crudele non dare da mangiare a un malato che non e' in grado di alimentarsi da solo".   
Sulla questione se una legge sul testamento biologico debba o no prevedere la possibilita' di rifiutare idratazione e alimentazione, D'Agostino osserva: "Non c'e' nulla di scandaloso se la legge pone dei paletti all'autonomia del testatore. Quello che per me e' importante e' che nelle direttive anticipate, che sono rivolte al medico, il paziente indichi dei trattamenti specificamente sanitari, e non dei generici trattamenti di sostegno vitale che potrebbero addirittura essere praticati a domicilio.
Questo e' uno dei punti forti per impedire che attraverso le dichiarazioni anticipate si possa introdurre quello che il cardinal Bagnasco ha chiamato abbandono terapeutico". Sul documento del comitato nazionale di bioetica, che allora D'Agostino presiedeva, del 2003 in materia di testamento biologico, il bioeticista dichiara: "Quel documento per me e' ancora oggi un punto di mediazione molto equilibrato e molto saggio. Ricordo che non ci fu nessun voto contrario al modello di dichiarazioni anticipate del comitato di bioetica".

Una legge sul testamento biologico? "Non credevo servisse legiferare - dice Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche familiari - pensavo bastasse il buon senso e la consapevolezza dei limiti, ma sbagliavo".  "La maggioranza - assicura in una intervista a 'La Stampa' - vigilerà in Parlamento affinchè non venga stravolta la discussione del testamento biologico. Faremo come con la legge 40 sulla fecondazione assistita. Allora - ricorda - approvammo una norma che non era sintonia con i principi rigorosi della dottrina cattolica, ma poi il cardinale Ruini invitó i cattolici a disertare le urne al referendum abrogativo e quindi confermó la legge. Sul testamento biologico terremo punti fermi contro ogni sbracamento".  Giovanardi assicura dunque che "il Pdl non lascerà stravolgere la posizione di Bagnasco. La volontà di un ammalato deve essere documentata, certificata. Le disposizioni attuali erano sufficienti se non fossero entrate in ballo le conseguenze della sentenza sul caso Englaro. Vigileremo sul no all'eutanasia, sull'accanimento terapeutico, sul sí all'alimentazione", conclude.     

"Secondo l'articolo 32 della costituzione ognuno ha il diritto di decidere quali cure accettare e quali rifiutare, ma l'alimentazione e l'idratazione non possono essere negate a nessuno". Ne e' convinto Domenico Scilipoti, deputato dell'Italia dei Valori. "L'Italia e' un Paese cattolico- prosegue- e, oltre al rispetto per le leggi dello Stato, e' necessaria la dovuta attenzione ai principi cristiani sulla indisponibilita' della vita, secondo i quali l'uomo non puo' disporne a suo piacimento ponendole fine come nei casi di eutanasia". Dunque, argomenta, "nessun cittadino ha il diritto di ricorrere al suicidio!". E conclude "chi e' in grado di decidere per se' ha il diritto di scegliere di fare a meno delle cure, ma nessuno ha il diritto di scegliere per chi non e' cosciente. I bisogni fisiologici non si devono negare a nessuno".     

L'ipotesi del Cardinale Angelo Bagnasco di una legge largamente condivisa sul testamento biologico e' "da sottoscrivere". E' questa, in sintesi, la posizione espressa dal parlamentare del Popolo della Liberta', Domenico Di Virgilio, che spiega: "Quanto auspicato dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Bagnasco sul testamento biologico con un chiaro e pressante richiamo a tutti per una legge largamente condivisa e' assolutamente da sottoscrivere perche' fondato su premesse di ordine biologico e scientifico e non confessionale e quindi scevro da interpretazioni equivoche".  "Deve essere chiaro che vi sono principi irrinunciabili - prosegue Di Virgilio - quali il rispetto assoluto della dignita' dell'uomo, il valore non disponibile della vita, il desiderio di ogni individuo di intervenire in merito alle decisioni che riguardano le problematiche relative alla propria esistenza, nel rispetto del rapporto fiduciario paziente medico cui e' riconosciuto il compito di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza".  Per Di Virgilio, "il Parlamento e' chiamato oggi come non mai, a proporre una legislazione possibilmente ampiamente condivisa, quindi chiara e che non lasci spazio a dubbi e interpretazioni soggettive che dovra' essere equilibrata e rispettosa dei valori, e dovra' contenere, in modo chiaro ed inequivocabile, premesse cogenti sul no assoluto all'eutanasia, all'accanimento terapeutico, all'abbandono terapeutico, e soprattutto un no deciso alla sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, da considerarsi trattamenti di sostegno vitale e non terapia e facendosi pieno carico dei bisogni dei malati specie in fase terminale. E invito - conclude Di Virgilio - chi avesse dubbi in merito, a ricordare le immagini drammatiche e la tremenda agonia di Terri Schiavo".     

"Occorre immaginare una societa' dove c'e' il rispetto per la vita dalla nascita alla fine e non una societa' dove si decida che un malato debba essere condannato a morte, tra sofferenze atroci, per fame o per sete". Lo ha detto Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo del Pdl della Camera dei deputati. "Come gia' detto altre volte - ha continuato - occorre subito che il Parlamento legiferi con logica razionalita' ed assuma con determinazione decisione, possibilmente condivisa ampiamente, di una ferma azione che introduca regole e limiti precisi. Il monito del cardinal Bagnasco sul testamento biologico e' condivisibile e spero in un sereno confronto che difenda la dignita' dell'uomo e la tutela della vita. In ogni caso non accetteremo mai qualsiasi forma di eutanasia camuffata".     

'Quello di Bagnasco e' un segnale importante all'attenzione della vita delle persone. Sono stata favorevolmente colpita da questa apertura.' Cosi' Livia Turco (PD) commenta, in un'intervista a Econews, le parole del cardinal Bagnasco sul testamento biologico. 'Su alimentazione e idratazione - secondo Turco - c'e' un dibattito aperto, che vede posizioni etiche diverse: c'e' il pronunciamento del Comitato di Bioetica che dice che non sono interventi medici, ma fu votato a maggioranza, un altro documento sempre del Comitato di Bioetica sul testamento biologico che riporta la pluralita' di posizioni, ci sono le linee guida internazionali sull'alimentazione che dicono che invece si tratta di interventi medici. All'interno di queste posizioni difformi sara' compito della politica trovare un punto d'incontro.' Tuttavia, precisa Turco, 'non penso sia questo l'aspetto importante di questa legge: l'aspetto che conta e' quello di esprimere la volonta' anticipata, la possibilita' di scegliere un fiduciario, e sta nell'incentivazione della relazione di fiducia tra medico e paziente. Dobbiamo riferirci alla nostra Costituzione e alla Convezione di Oviedo: ci sono punti difformi, non nella politica ma nel dibattito etico e scientifico, e noi dobbiamo trovare un accordo.' Sulla posizione del PD in merito al Disegno Di Legge Marino, Turco dice: 'Discuteremo. Ci sono diversi progetti di legge, e discuteremo. Mi sembra importante pero' che il PD e tutti i governi di centrosinistra abbiano dato un grande contributo al potenziamento delle terapie antidolore e delle cure palliative. Questo e' il punto significativo.' Non credo, aggiunge Turco, 'che ci siano malati che non vogliono trattamenti. Penso che ci siano malati che vogliono essere fino in fondo assistiti. Serve una legge che potenzi le terapie antidolore, che dia modo di esprimere anticipatamente le proprie volonta', e soprattutto che dia valore alla figura del fiduciario. Un conto e' esprimere volonta' quando si e' in salute, altro e' vivere la malattia: e' importante - conclude- che ci sia una persona della quale ci si possa fidare, e che quando non si sara' in grado di intendere e di volere sara' in grado di interpretare la volonta' del paziente. Questo e' il punto essenziale'.    

"Come parlamentare, come cattolico impegnato in politica e come membro della Commissione Sanita' non posso far cadere nel vuoto l'appello lanciato dal Cardinale Angelo Bagnasco sul dovere di colmare il vuoto legislativo che i progressi della scienza portano alle modalita' del 'fine vita'". Lo dichiara in una nota il senatore del Pdl, Stefano De Lillo che aggiunge: "Le linee tacciate dal Presidente della Cei rappresentano il no ad ogni forma di eutanasia, la valorizzazione del rapporto tra malato e medico ed il rifiuto dell'alimentazione e dell'idratazione come forme di terapia. Sono convinto che queste saranno le linee guida di una futura legislazione in materia che il Senato dovra' presto approfondire e discutere".    

'Mi auguro che anche grazie all'impegno del Parlamento si arrivi presto al testamento biologico e che a mano a mano si possano chiarire vicende delicate come quella di Eluana Englaro'. Lo ha detto l'assessore toscano al diritto alla salute Enrico Rossi a margine della presentazione del Festival della salute in programma a Viareggio dal 26 al 28 settembre. Rossi ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se il Festival fosse l'occasione per parlare del caso Eluana, e del possibile trasferimento in Toscana, dato che tra gli invitati c'e' anche il padre Beppino Englaro. 'La questione di Eluana Englaro - ha aggiunto Rossi - non riguarda la Toscana, e' di carattere nazionale. E' evidente che si discuta anche di questi temi delicati. Lo stanno facendo il Parlamento, la Cei, ed esponenti della cultura'. 'La nostra posizione - ha concluso l'assessore toscano - e' stata semplice fin dall'inizio, non abbiamo detto ne' no ne' si'. Abbiamo solo detto che e' un caso che riguarda la Lombardia e non noi direttamente'.    

 'Alimentazione e idratazione non sono trattamenti sanitari ma un sostegno vitale'. Lo ha detto il sottosaegretario al Welfare con delega ai temi di bioetica, Eugenia Roccella, in un'intervista ai microfoni di Econews che ne ha diffuso il testo. Secondo Roccella 'il testamento biologico non e' scegliere se vivere o morire, ma liberta' di cura: non si puo' aiutare nessuno a morire'. E sulle dichiarazioni del cardinal Bagnasco: 'Il cardinal Bagnasco ha preso atto di un cambio di situazione, dovuto alla sentenza di cassazione dell'anno scorso sul caso Englaro'. 'Secondo questa sentenza - ha aggiunto Roccella - e' possibile stabilire che una persona avrebbe voluto morire sulla base di stili di vita, dunque su basi estremamente labili. Questa sentenza si pone verso una linea interpretativa della liberta' di cura che prende sempre piu' piede. La Cei ne ha preso atto, e ha stabilito una serie di paletti che devono essere messi se vogliamo offrire quelle garanzie minime nel rapporto tra medico e paziente'. Su un'eventuale obiezione di coscienza da prevedere in una legge sulle dichiarazioni anticipate, Roccella ha affermato: 'Non credo che si possa prevedere in una legge sul testamento biologico l'obiezione di coscienza: si deve semplicemente prevedere che le dichiarazioni anticipate non debbano essere vincolanti per un medico'.      
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