Ban Ki-moon (Onu): immigrazione opportunita' per sviluppo
Occorre fare delle migrazioni un fattore di sviluppo: è questo l'appello lanciato dal Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, dalle colonne del quotidiano francese Le Figaro, nel giorno in cui a Bruxelles si riunisce il Forum mondiale sulle migrazioni e lo sviluppo.
"E' un luogo comune dire che viviamo in un villaggio globale - scrive Ban - mentre si percepisce meno quanto la globalizzazione proceda a tappe. Oggi ci troviamo nlla seconda tappa: l'età della mobilità. Durante la prima tappa, con la liberazione dei capitali e di beni, i vantaggi della globalizzazione sono andati soprattutto al mondo sviluppato e ai suoi principali partner commerciali, tra cui Brasile, Cina e India. Ora che stiamo entrando nella nuova età della mobilità, sono le persone a essere destinate a varcare le frontiere in numero sempre più crescente.
Alla ricerca di un posto di lavoro e di una vita migliore, queste persone potranno ridurre le forti diseguaglianze che caratterizzano la nostra epoca e accelerare il progresso in tutto il mondo in via di sviluppo".
Il Segretario generale dell'Onu ricorda che nel 2006 i migranti economici hanno prodotto rimesse per 264 miliardi di dollari, "il triplo degli aiuti internazionali allo sviluppo". In alcuni paesi, un terzo delle famiglie dipende da queste rimesse per sfuggire alla povertà e in molte parti del mondo in via di sviluppo sono questi soldi a finanziare sanità, scuole e imprese.
"La libera circolazione delle persone favorisce l'economia mondiale", puntualizza. Tuttavia, "invece di vedere i vantaggi che le migrazioni possono offrire sul piano dello sviluppo, i governi si sono dimostrati lenti ad adattarsi, tanto da portare a un'immigrazione illegale in rapida espansione, a tensioni sociali, pratiche discriminatorie, a perdita di fiducia nei governi e al rafforzamento delle associazioni a delinquere".
Le Nazioni Unite stimano che siano 191 milioni i migranti nel mondo, cifra simile a quella registrata all'inizio del sceolo precedente. "Oggi i migranti si muovono più rapidamente e facilmente, grazie al costo ridotto dei trasporti", evidenzia Ban. "Internet, le comunicazioni telefoniche più economiche e la televisione satellitare permettono inoltre ai migranti di restare in contatto con il loro paese d'origine - prosegue - nello stesso tempo, la globalizzazione ha cambiato i nostri mercati del lavoro, ma le diseguaglianze economiche hanno l'effetto di aumentare l'emigrazione". Il numero uno dell'Onu invita quindi ad approfittare dei cambiamenti intervenuti sulla scena mondiale per ridurre la povertà e le diseguaglianze.
"Il Forum sulle migrazioni e lo sviluppo si riunisce oggi per la prima volta a Bruxelles, con la partecipazione di circa 800 delegati di oltre 140 paesi. Un forum che costituisce un primo passo importante per mettere le migrazioni al servizio dello sviluppo", suggerisce Ban. "Non possiamo nascondere il fatto che le migrazioni possono anche avere conseguenze negative - conclude - ma il forum mondiale sulle migrazioni offre l'occasione per far fronte a tali conseguenze a livello globale, per consentire sia ai paesi in via di sviluppo che a quelli industrializzati di trarre tutti i vantaggi portati dalle migrazioni. I mezzi per ottenerli sono quelli che determinano la nostra appartenenza comune all'umanità: tolleranza, accettazione sociale, istruzione e un'apertura reciproca alle differenze culturali".
"E' un luogo comune dire che viviamo in un villaggio globale - scrive Ban - mentre si percepisce meno quanto la globalizzazione proceda a tappe. Oggi ci troviamo nlla seconda tappa: l'età della mobilità. Durante la prima tappa, con la liberazione dei capitali e di beni, i vantaggi della globalizzazione sono andati soprattutto al mondo sviluppato e ai suoi principali partner commerciali, tra cui Brasile, Cina e India. Ora che stiamo entrando nella nuova età della mobilità, sono le persone a essere destinate a varcare le frontiere in numero sempre più crescente.
Alla ricerca di un posto di lavoro e di una vita migliore, queste persone potranno ridurre le forti diseguaglianze che caratterizzano la nostra epoca e accelerare il progresso in tutto il mondo in via di sviluppo".
Il Segretario generale dell'Onu ricorda che nel 2006 i migranti economici hanno prodotto rimesse per 264 miliardi di dollari, "il triplo degli aiuti internazionali allo sviluppo". In alcuni paesi, un terzo delle famiglie dipende da queste rimesse per sfuggire alla povertà e in molte parti del mondo in via di sviluppo sono questi soldi a finanziare sanità, scuole e imprese.
"La libera circolazione delle persone favorisce l'economia mondiale", puntualizza. Tuttavia, "invece di vedere i vantaggi che le migrazioni possono offrire sul piano dello sviluppo, i governi si sono dimostrati lenti ad adattarsi, tanto da portare a un'immigrazione illegale in rapida espansione, a tensioni sociali, pratiche discriminatorie, a perdita di fiducia nei governi e al rafforzamento delle associazioni a delinquere".
Le Nazioni Unite stimano che siano 191 milioni i migranti nel mondo, cifra simile a quella registrata all'inizio del sceolo precedente. "Oggi i migranti si muovono più rapidamente e facilmente, grazie al costo ridotto dei trasporti", evidenzia Ban. "Internet, le comunicazioni telefoniche più economiche e la televisione satellitare permettono inoltre ai migranti di restare in contatto con il loro paese d'origine - prosegue - nello stesso tempo, la globalizzazione ha cambiato i nostri mercati del lavoro, ma le diseguaglianze economiche hanno l'effetto di aumentare l'emigrazione". Il numero uno dell'Onu invita quindi ad approfittare dei cambiamenti intervenuti sulla scena mondiale per ridurre la povertà e le diseguaglianze.
"Il Forum sulle migrazioni e lo sviluppo si riunisce oggi per la prima volta a Bruxelles, con la partecipazione di circa 800 delegati di oltre 140 paesi. Un forum che costituisce un primo passo importante per mettere le migrazioni al servizio dello sviluppo", suggerisce Ban. "Non possiamo nascondere il fatto che le migrazioni possono anche avere conseguenze negative - conclude - ma il forum mondiale sulle migrazioni offre l'occasione per far fronte a tali conseguenze a livello globale, per consentire sia ai paesi in via di sviluppo che a quelli industrializzati di trarre tutti i vantaggi portati dalle migrazioni. I mezzi per ottenerli sono quelli che determinano la nostra appartenenza comune all'umanità: tolleranza, accettazione sociale, istruzione e un'apertura reciproca alle differenze culturali".
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