Sabato 6 giugno 2026
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Banca d'Italia: immigrati fondamentali per conti pubblici e mercato del lavoro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli immigrati sono 'fondamentali' per l'equilibrio dei conti pubblici, il funzionamento del mercato del lavoro e l'offerta di servizi alla persona. Lo ha sottolineato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Anna Maria Tarantola, nella lectio magistralis a un convegno organizzato dalla fondazione 'Sorella natura'. "In un sistema economico come il nostro - ha detto la Tarantola - in cui il tasso di dipendenza demografica (il rapporto tra il numero di persone di età superiore ai 65 anni e quelle in età da lavoro) è elevato e destinato ad aumentare notevolmente, il contributo di nuove forze, socialmente e professionalmente integrate, è e sarà di fondamentale importanza per il mantenimento degli equilibri macroeconomici e di finanza pubblica, per il funzionamento del mercato del lavoro, per la disponibilità di servizi alla persona".

"Da questi punti di vista - ha aggiunto il vicedirettore generale - l'ingresso di lavoratori stranieri rappresenta una ricchezza.
Un contributo, in prospettiva, alla crescita dell'economia".
"L'incidenza degli stranieri nella popolazione residente in Italia - ha affermato la Tarantola - è ancora molto inferiore a quella che si osserva nei principali paesi europei, ma il cambiamento è stato rapido e intenso. Ha posto problemi inediti per il nostro paese, cogliendo talvolta impreparate istituzioni e popolazione. La crescente rilevanza di flussi migratori di uomini e donne alla ricerca di migliori condizioni di vita pone rilevanti questioni di ordine civile, sociale e culturale nei paesi di destinazione. Puó generare tensioni - ha aggiunto - in particolare nei segmenti della società che percepiscono l'arrivo di cittadini stranieri come una minaccia per la propria condizione economica e sociale".

"Come in altri paesi avanzati interessati da flussi migratori rilevanti - ha evidenziato il vicedirettore generale di Bankitalia - gli immigrati tendono a occupare prevalentemente posizioni lavorative che i nativi sono restii a ricoprire. Vi è una complementarità tra i lavoratori stranieri e quelli originari del Paese, con effetti minimi sulle retribuzioni e sulle prospettive occupazionali di questi ultimi".

"Nel caso dei lavoratori piú qualificati e delle donne - ha spiegato - che maggiormente beneficiano dell'aumento dell'offerta di lavoro in occupazioni a bassa qualifica e nelle mansioni di assistenza e cura, gli effetti della presenza di stranieri sembrano anzi essere positivi. Le diverse caratteristiche demografiche e gli elevati tassi di occupazione degli immigrati avrebbero inoltre avuto ripercussioni positive, almeno nel breve periodo, sui conti pubblici". Gli immigrati "hanno dunque finora soddisfatto una domanda di lavoro che proveniva dal nostro sistema produttivo, seguendo linee di sviluppo spontanee, come testimoniato dai provvedimenti di regolarizzazione piú volte adottati dai governi dagli anni novanta in poi".

"Il governo dei flussi migratori - ha evidenziato la Tarantola - richiede ora che si adotti una visione di piú lungo periodo, poichè la popolazione immigrata contribuirà in misura significativa a definire l'offerta di lavoro e la qualità del capitale umano disponibili nel prossimo futuro in Italia. Con l'intensificarsi dei flussi in ingresso, anche i piani di vita degli immigrati prevedono una piú lunga permanenza nel nostro paese".

"È fondamentale - ha concluso il vicedirettore - che gli sforzi e gli interventi atti a facilitare l'assimilazione degli stranieri muova dal mondo dell'istruzione e della formazione. Se non accompagnata da meccanismi efficaci di integrazione, la rapida espansione della quota di studenti stranieri aumenterà il già ampio divario nella dotazione di capitale umano del nostro paese nel confronto internazionale".
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