Banca121. Il gip di Trani non accoglie richiesta archiviazione per Fazio e Spaventa
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani. Michele Nardi, non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm di Trani Antonio Savasta nei confronti del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, e dell' ex presidente della Consob Luigi Spaventa per l'inchiesta riguardante la ex Banca 121 (gruppo Mps).
Il gip ha fissato un'udienza camerale non pubblica, il prossimo 5 ottobre, per valutare la posizione dei due indagati nel confronto tra le parti.
Il governatore di Bankitalia e l'ex-presidente della Consob sono indagati per favoreggiamento reale (art. 379 codice penale) nel delitto di truffa aggravata e continuata a migliaia di persone nell'ambito delle indagini sul collocamento sul mercato finanziario di presunti prodotti ingannevoli emessi negli anni scorsi dall'ex Banca 121. Il pm inquirente, Antonio Savasta, aveva iscritto il governatore e l'ex-presidente nel registro degli indagati dopo la presentazione di una denuncia-querela firmata dall'avvocato Gaetano Scamarcio. Questi e' legale di alcuni clienti dell'ex Banca 121 che si dicono truffati per la sottoscrizione di alcuni dei prodotti al centro dell' inchiesta penale: Btptel, Btpindex e Btponline, e dei fondi 'My Way' e '4 you'.
Le motivazioni della Procura erano perche' era stato accertato che su questi prodotti ci sarebbe stata l'attivazione degli organi di vigilanza ma anche una scarsa collaborazione della banca controllata.
L'udienza puo' concludersi in tre modi possibili. Uno di questi e' un'ordinanza di archiviazione nei confronti degli indagati. Un'altra possibilita' e' un'ordinanza del gip che dispone il compimento di altre indagini da parte del pm entro un termine fissato: a conclusione delle ulteriori indagini il pm puo' chiedere di nuovo l'archiviazione o esercitare l'azione penale formulando un capo di imputazione e chiedendo il rinvio a giudizio. Il terzo esito possibile dell'udienza camerale e' che il gip ordini al pm di formulare l'imputazione: dopo che questo sia accaduto, il gip fissa l'udienza preliminare.
L'avvocato Gaetano Scamarcio ha sottolineato in una dichiarazione che il gip ha "evidentemente ritenuta valida l'idoneita' dell' atto di opposizione nel suo sviluppo procedimentale". Scamarcio ha annunciato che nell'udienza camerale fissata dal gip per il 5 ottobre prossimo chiedera' la sospensione di Fazio dalla carica di governatore della Banca d'Italia. Era stata presentata dallo stesso Scamarcio l'opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dal pm inquirente, Antonio Savasta. Nell'udienza camerale il legale chiedera' "la integrazione dell'imputazione dovendosi elevare a carico degli indagati l' aggravante del n.9 dell'art.61 del Codice Penale con la contestuale richiesta di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di governatore della Banca d' Italia, previo interrogatorio dell'indagato Fazio. La contestazione dell'aggravante della violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione costituisce un atto obbligato per il pubblico ministero al quale sinora non ha inteso adempiere". Scamarcio ha dichiarato infine di aver "dato al gip la prova documentale che il governatore Fazio conoscesse bene la connotazione truffaldina dei prodotti finanziari della Banca 121, avendo la Banca d'Italia, attraverso la sua Centrale Rischi, registrato almeno 150.000 di questi contratti, quasi, cioe' 300 al giorno e per due anni di seguito. Fazio non si accorse di quello che si annotava nella stanza della porta accanto".
Il gip ha fissato un'udienza camerale non pubblica, il prossimo 5 ottobre, per valutare la posizione dei due indagati nel confronto tra le parti.
Il governatore di Bankitalia e l'ex-presidente della Consob sono indagati per favoreggiamento reale (art. 379 codice penale) nel delitto di truffa aggravata e continuata a migliaia di persone nell'ambito delle indagini sul collocamento sul mercato finanziario di presunti prodotti ingannevoli emessi negli anni scorsi dall'ex Banca 121. Il pm inquirente, Antonio Savasta, aveva iscritto il governatore e l'ex-presidente nel registro degli indagati dopo la presentazione di una denuncia-querela firmata dall'avvocato Gaetano Scamarcio. Questi e' legale di alcuni clienti dell'ex Banca 121 che si dicono truffati per la sottoscrizione di alcuni dei prodotti al centro dell' inchiesta penale: Btptel, Btpindex e Btponline, e dei fondi 'My Way' e '4 you'.
Le motivazioni della Procura erano perche' era stato accertato che su questi prodotti ci sarebbe stata l'attivazione degli organi di vigilanza ma anche una scarsa collaborazione della banca controllata.
L'udienza puo' concludersi in tre modi possibili. Uno di questi e' un'ordinanza di archiviazione nei confronti degli indagati. Un'altra possibilita' e' un'ordinanza del gip che dispone il compimento di altre indagini da parte del pm entro un termine fissato: a conclusione delle ulteriori indagini il pm puo' chiedere di nuovo l'archiviazione o esercitare l'azione penale formulando un capo di imputazione e chiedendo il rinvio a giudizio. Il terzo esito possibile dell'udienza camerale e' che il gip ordini al pm di formulare l'imputazione: dopo che questo sia accaduto, il gip fissa l'udienza preliminare.
L'avvocato Gaetano Scamarcio ha sottolineato in una dichiarazione che il gip ha "evidentemente ritenuta valida l'idoneita' dell' atto di opposizione nel suo sviluppo procedimentale". Scamarcio ha annunciato che nell'udienza camerale fissata dal gip per il 5 ottobre prossimo chiedera' la sospensione di Fazio dalla carica di governatore della Banca d'Italia. Era stata presentata dallo stesso Scamarcio l'opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dal pm inquirente, Antonio Savasta. Nell'udienza camerale il legale chiedera' "la integrazione dell'imputazione dovendosi elevare a carico degli indagati l' aggravante del n.9 dell'art.61 del Codice Penale con la contestuale richiesta di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di governatore della Banca d' Italia, previo interrogatorio dell'indagato Fazio. La contestazione dell'aggravante della violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione costituisce un atto obbligato per il pubblico ministero al quale sinora non ha inteso adempiere". Scamarcio ha dichiarato infine di aver "dato al gip la prova documentale che il governatore Fazio conoscesse bene la connotazione truffaldina dei prodotti finanziari della Banca 121, avendo la Banca d'Italia, attraverso la sua Centrale Rischi, registrato almeno 150.000 di questi contratti, quasi, cioe' 300 al giorno e per due anni di seguito. Fazio non si accorse di quello che si annotava nella stanza della porta accanto".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti