Banche ed obbligazioni: dopo Cirio, Giacomelli ed Italtractor, ora Aprilia
Il caso delle obbligazioni societarie di piccolo taglio e senza rating sta esplodendo sempre piu': dopo Cirio, Giacomelli ed Italtractor, i sospetti sui collocamenti di obbligazioni societarie si allungano ad un'emissione attualmente tra le piu' rischiose. Anche Aprilia (che la scorsa settimana e' riuscita a pagare la cedola in extremis), infatti, nella primavera del 2002 emise un bond da 100 milioni di euro, e sei mesi dopo la sua esposizione nei confronti delle banche era diminuita di 106 milioni. Una coincidenza per una societa' molto indebitata nei confronti degli istituti di credito? Al momento dell'emissione, l'importo del bond costituiva circa un quinto del fatturato della societa'. La redditivita', inoltre, era gia' allora scarsa.
Ricordiamo che il bond Aprilia fu collocato dall'"immancabile" Abaxbank e dal Mediocredito Centrale.
La situazione e' sempre piu' grave: queste emissioni, spesso definite "minori" benche' possedute da decine di migliaia di persone, vendute in maniera alquanto "allegra" grazie alle loro cedole elevate e, a volte, alla notorieta' del marchio aziendale, stanno facendo emergere delle situazioni davvero difficili, con istituti di credito che riescono "magicamente" a rientrare dei finanziamenti concessi, lasciando ai piccoli investitori la scomodissima posizione di creditori di aziende dalla molto dubbia capacita' di pagare i debiti.
Sempre e solo coincidenze? Abbiamo deciso di non lasciar passare la cosa sotto silenzio, seguendo passo dopo passo l'evoluzione di tutti gli eventi che riguardano i titoli del settore.
Ricordiamo che il bond Aprilia fu collocato dall'"immancabile" Abaxbank e dal Mediocredito Centrale.
La situazione e' sempre piu' grave: queste emissioni, spesso definite "minori" benche' possedute da decine di migliaia di persone, vendute in maniera alquanto "allegra" grazie alle loro cedole elevate e, a volte, alla notorieta' del marchio aziendale, stanno facendo emergere delle situazioni davvero difficili, con istituti di credito che riescono "magicamente" a rientrare dei finanziamenti concessi, lasciando ai piccoli investitori la scomodissima posizione di creditori di aziende dalla molto dubbia capacita' di pagare i debiti.
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